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Perché è così difficile ricordare i nomi delle persone?

Ricordare i nomi delle persone è molto importante ma alle volte risulta difficile; tuttavia, esistono delle strategie che possono aiutare la memoria.

ID Articolo: 144588 - Pubblicato il: 29 marzo 2017
Perché è così difficile ricordare i nomi delle persone?
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Ci sono diversi fattori che determinano quali parole vengono ricordate più facilmente, ad esempio la fonemica delle parole o l’associazione a volti o altro di noto, che rendono più accessibile l’informazione alla nostra memoria.

 

Ricordare i nomi delle persone: come funziona la memoria e quali strategie si possono utilizzare

E’ importante ricordare il nome delle persone che incontriamo durante la nostra vita” – ha affermato l’attrice Joan Crawford nella sua biografia, scritta da Charlotte Chandler- “Sono orgogliosa di farlo- aggiunge- Mi ricordo centinaia di nomi, o forse anche più, ma non perché mi viene naturale farlo anzi, tutto il contrario. Semplicemente mi sembra giusto fare lo sforzo”.

Se avete difficoltà a ricordare i nomi delle persone a una festa o una conferenza, ricordate: non siete i soli. La Sg.ra Crawford sapeva che era fondamentale ricordare il nome di qualcuno, perché utile per costruire relazioni anche durature se pur solo professionali. Lei stessa ha affermato che questa è un’abilità unica e difficile da padroneggiare.

Secondo alcuni ricercatori dell’Università della Florida, la capacità di ricordare i nomi delle persone, è notoriamente più difficile rispetto ad altri tipi di parole. Il fatto che i nomi propri siano più difficili da ricordare ci dice molto circa il funzionamento della memoria umana.

Abrams e Davis spiegano che, a differenza di altri tipi di parole, i nomi sono etichette senza senso che non ci rivelano nessuna informazione circa la persona ed è per questo che a volte facciamo fatica a ricordarli. Ad esempio, il nome Charlie Brown contiene un descrittore, che è la parola marrone, anche se non ci dà reali informazioni circa la persona stessa. La ricerca ha anche dimostrato che risulta più difficile ricordare il nome di una persona rispetto alla storia della sua vita. Quindi se per caso dovessimo mai incontrare qualcuno di nome Mr. Baker che lavora come panettiere, sarà più facile per noi ricordare il suo mestiere e non il suo nome.

Messaggio pubblicitario Ci sono diversi fattori che determinano quali parole vengono ricordate più facilmente, ad esempio la fonemica delle parole o l’associazione a volti o altro di noto, che rendono più accessibile l’informazione alla nostra memoria.

Escludendo i nomi di alcuni personaggi famosi, come Beyoncè, i nomi sono costituiti da almeno due componenti, un nome ed un cognome, a differenza di molti oggetti che vengono descritti utilizzando una sola parola. Secondo Abrams e Davis, i nomi possiedono dei suoni, e più questi suoni sono familiari più è semplice recuperare con successo il ricordo di tali nomi e associarli alla persona giusta.

Una classica dimostrazione di associazione nomi-suoni illusoria è la seguente: “Quanti animali Mosè portò con sè sull’Arca?”. La maggior parte delle persone risponde, erroneamente, “due”. La risposta corretta in realtà è “nessuno”, perché fu Noè che navigò con l’arca, non Mosè. Ma entrambi i nomi si riferiscono a figure bibliche maschili associate, e queste caratteristiche condivise creano concorrenza nel richiamo del nome corretto.

Ma la sovrapposizione semantica non è l’unico distrattore; infatti anche la sovrapposizione visiva può anche ostacolare le nostre capacità.
Nel corso della ricerca, gli sperimentatori hanno chiesto ai partecipanti il nome dell’attrice che recita nel film “Black Swan”. La risposta corretta è Natalie Portman, ma i ricercatori hanno inserito tra le risposte anche il nome di Keira Knightley (attrice con un aspetto molto simile alla Portman), e il nome di Maria Sharapova (giocatrice di tennis professionista).

Messaggio pubblicitario I risultati dimostrano che nel momento in cui il nome della Portman veniva sovrapposto visivamente a quello della Knightley, i partecipanti avevano maggiori margini di errore. Invece, se prima della domanda ai partecipanti veniva mostrata una loro foto, sia della persona “giusta” che della persona “distrattore”, notavano una notevole diminuzione degli errori.

Sembra, dunque, che le informazioni visive giochino un ruolo importante nelle comprensione e nel ricordo delle parole.
Il più delle volte questi distrattori vengono utilizzati per aiutare i partecipanti ai vari studi a lavorare in modo interattivo, e ciò suggerisce che l’informazione visiva gioca un ruolo davvero importante.

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