Viaggiare con la mente: le fantasie sessuali femminili

Le fantasie più intriganti ed anche più ricorrenti sono quelle che riguardano il sesso, Quali sono le fantasie sessuali femminili più comuni?

ID Articolo: 142545 - Pubblicato il: 13 gennaio 2017
Viaggiare con la mente: le fantasie sessuali femminili
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Fantasie sessuali femminili: a chi non capita almeno una volta nell’arco della giornata di sognare ad occhi aperti? Le fantasie possono essere tra le più varie: immaginarsi su un’isola tropicale, brama di fama, vendetta ecc. Ma senza dubbio le fantasie più intriganti ed anche più comuni sono quelle che riguardano il sesso.

 

Andando oltre alle comuni definizioni, il cervello può essere considerato un organo sessuale a tutti gli effetti. Infatti anche in assenza di una stimolazione fisica, la sola fantasia sessuale è capace di produrre uno stato di attivazione biologica. La fantasia sessuale, definibile come “qualsiasi immagine mentale conscia o sogno a occhi aperti che comprende un’attività sessuale o eccitamento sessuale” (Leitenberg, & Hennin,1995), gioca quindi un ruolo centrale nel comportamento sessuale umano: la fantasia sessuale può essere talmente vivida e sentita da influenzare la prestazione sessuale reale.

Oltretutto, essendo un qualcosa di immaginario, nella fantasia si può pensare a qualsiasi cosa si desideri col vantaggio di non sperimentare imbarazzo o rifiuto sociale. Approssimativamente ben il 95% di uomini e donne confessano di avere fantasie sessuali in diversi contesti: durante il giorno, mentre si masturbano ed anche durante l’attività sessuale col partner.

Messaggio pubblicitario Nonostante sia quindi dimostrata la frequenza e l’importanza delle fantasie sessuali al fine di esperire un senso di benessere nella vita sessuale, ancora oggi esse rientrano in quelle categorie tabù difficili da indagare. Soprattutto le donne rivelano di sentirsi in colpa a seguito di una fantasia sessuale, probabilmente perché inconsciamente la ritengono qualcosa di anormale e sbagliato. Questo senso di colpa si inscrive all’interno di una società che ha ancora molti pregiudizi sulle donne e il sesso. Sebbene numerose ricerche sostengano che la fantasia sessuale non sia segno né di insoddisfazione sessuale né di patologia (come in passato aveva sostenuto anche Freud) ma che anzi fantasticare sia un ottimo modo per mantenere il desiderio sempre acceso.

 

Quali sono le fantasie sessuali femminili più comuni?

·         Sesso con partner del passato o del presente

·         Sesso con partner sconosciuto/a

·         Sesso in luoghi diversi da quelli abituali

·         Fantasie sulle varie pratiche e posizioni

·         “Fantasia di stupro”: immaginarsi costretta ad un rapporto sessuale

 

La fantasia di stupro nelle donne

A proposito della “fantasia di stupro” una ricerca condotta dall’Università del North Texas (Bivona, & Critelli, 2008) dimostra che su un campione di 355 giovani donne il 24% delle loro fantasie sessuali appartenesse a questa categoria.  La comunità internazionali degli psicologi si interroga da anni sul motivo di queste fantasie al fine di comprendere meglio la sessualità femminile e negli anni si sono susseguite e si susseguono tutt’ora anche diverse spiegazioni del fenomeno (Pelletier, & Herold, 1988).

Messaggio pubblicitario Infatti per alcuni psicologi la fantasia di stupro consentirebbe alle donne che hanno un elevato senso di colpa nei confronti del sesso di evitare l’ansia e il biasimo che si accompagnano a fantasie di sesso consensuale. Mentre per altri psicologici questo tipo di fantasia è semplicemente l’espressione naturale di un approccio alla sessualità aperto, eccitante e privo di sensi di colpa. La ricerca di Bivona e Critelli (2008) si focalizza sul contenuto emotivo delle fantasie di stupro, dividendole in tre tipi che coesistono su un continuum che va dal repulsivo (il 9% del totale delle fantasie di stupro), all’erotico (45%), includendo l’erotico-repulsivo (46%). Ne consegue che se le fantasie di stupro repulsive spesso generano emozioni negative per colei che le fantastica, quelle erotiche generano invece una costellazione di emozioni positive ed infine quelle erotiche-repulsive fanno esperire alla donna che le fantastica un mix di emozioni sia positive che negative.

 

Mind wandering, l’interesse delle neuroscienze per il fantasticare e le fantasie

Recentemente, la tendenza della mente umana a viaggiare con la mente, definita scientificamente “mind wandering” è stata indagata anche dalle neuroscienze. In una ricerca pubblicata su Science nel 2007 (Mason, Norton, et al.) è stato dimostrato, attraverso l’uso della risonanza magnetica funzionale (fMRI), che il mind wandering è associato a livello neurale all’attività di quella che viene definita “default mode network” (DMN), ovvero una costellazione di regioni cerebrali avente due centri principali: la corteccia anteriore mediale prefrontale e la corteccia del cingolo posteriore. Ancora ad oggi numerosi ricercatori (Smallwood, Tipper, et al., 2013) si interrogano sul perché la nostra mente sia programmata per viaggiare nello spazio e nel tempo ma per ora la spiegazione più esaustiva rimane una: la mente può vagare semplicemente perché è in grado di farlo.

 

Valentina Orlandi

 


 

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La rubrica fluIDsex è un progetto della Sigmund Freud University Milano.

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Bibliografia

  • Bivona, J., & Critelli, J. (2009). Women’s erotic rape fantasies. The Journal of Sex Research, 46, 1.
  • Leitenberg, H., & Henning, K. (1995). Sexual fantasy. Psychological Bulletin, 117, 469-496.
  • Mason, M., Norton, M., Van Horn, J., Wegner, D., Grafton, S., Macrae, C. (2007). Wandering Minds: The Default Network and Stimulus-Independent Thought. Science, 315(5810): 393–395.
  • Pelletier, L. A., & Herold, E. S. (1988). The relationship of age, sex guilt, and sexual experience with female sexual fantasies. Journal of Sex Research, 24, 250-256.
  • Smallwood, J., Tipper, C., Brown, K., Baird, B., Engen, H., Michaels, J., Grafton, S., Schooler, J. (2013). Escaping the here and now: Evidence for a role of the default mode network in perceptually decoupled thought. NeuroImage, 69, 120-125.
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