L’impiego della S-Ketamina nella depressione resistente al trattamento

Uno studio ha dimostrato come la S-ketamina produca un significativo miglioramento nei pazienti depressi resistenti al trattamento. 

ID Articolo: 139953 - Pubblicato il: 28 settembre 2016
L’impiego della S-Ketamina nella depressione resistente al trattamento
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Un nuovo studio pubblicato su Biological Psychiatry afferma che l’impiego di esketamina (o S-ketamina), un anestetico affine alla ketamina, produce un rapido e significativo miglioramento dei sintomi depressivi in pazienti che non rispondono alle terapie oggi disponibili.

Precedentemente la ketamina aveva riscosso successo nell’alleviare i sintomi della depressione poichè, somministrando tale droga a basse dosi entro 2h si assisteva ad un effetto antidepressivo piuttosto rapido, al contrario dei classici farmaci impiegati (i.e: SSRI) che richiedono fino a tre mesi per produrre un effetto. Inoltre, la ketamina era risultata efficace anche su quei pazienti cosiddetti non-responders, ovvero sui quali le terapie convenzionali non funzionavano.

 

Lo studio

Nello studio in questione per la prima volta gli autori hanno esaminato la sicurezza e l’efficacia della esketamina in pazienti con depressione resistente al trattamento. In uno studio in doppio cieco, quindi, i ricercatori hanno assegnato in modo casuale 30 pazienti ad una condizione di trattamento con placebo e a condizioni di somministrazione di esketamina (un gruppo con 0,2 mg / kg e un gruppo con 0,4 mg / kg). I pazienti hanno ricevuto due somministrazioni della droga e sono stati seguiti in una fase di follow-up per due settimane, in cui i pazienti potevano richiedere fino a 4 dosi opzionali a quelle previste.

Messaggio pubblicitario I primi effetti sono stati registrati a partire da 2h dopo la prima iniezione. Dopo 3 giorni, oltre il 60% dei pazienti trattati con entrambi i dosaggi di eskatamina mostravano miglioramenti nei sintomi depressivi. Nessuno dei pazienti trattati con placebo invece mostrava miglioramenti. L’effetto registrato è confrontabile ad un tasso di risposta compreso tra il 37-56% dei pazienti dopo 6-12 settimane di trattamento con antidepressivi convenzionali.

Secondo gli autori questo studio chiarisce i vantaggi del farmaco rispetto al placebo e suggerisce che la dose più bassa di eskatamina (0,2 mg / kg) può configurarsi come una valida alternativa, e a tratti più sicura, dei farmaci convenzionalmente usati per il trattamento della depressione. Quest’ultima affermazione sarebbe in linea con quanto riscontrato con il trattamento a più alti dosi di esketamina, dove i pazienti (il 17% per l’esattezza), sperimentavano cambiamenti percettivi transitori entro le 4h dalla somministrazione.

 

Conclusioni

Sebbene quindi gli effetti a lungo termine di questo farmaco vadano ancora chiariti, questo studio altamente affidabile (in doppio cieco, con randomizzazione e gruppo di controllo) si presenta come un buon risultato in vista dell’applicazione clinica di un nuovo farmaco.

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