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La mente ossessiva: curare il disturbo ossessivo compulsivo (2016) di F. Mancini – Recensione

Teoria raffinatissima e prassi concreta fanno di questo libro del più grande esperto di DOC, una lettura irrinunciabile per colleghi giovani e stagionati.

Di Roberto Lorenzini

Pubblicato il 08 Lug. 2016

Quando si dice DOC si intendono due cose: un funzionamento ossessivo orientato all’impossibile compito della ricerca della certezza assoluta che genera una cascata di dubbi senza fine. La seconda è il tentativo disperato di evitare la colpa che per esperienze infantili è giudicata intollerabile e foriera di ostracismo.

 

Il disturbo ossessivo compulsivo o DOC, come ormai gli stessi pazienti usano affettuosamente chiamarlo, quasi fosse un cagnolino che si aggira dispettoso per casa è una vera piaga sociale per due motivi: la sua incidenza elevata (un milione di Italiani) è addirittura sottostimata perché i pazienti da un lato si vergognano di confessarlo anche alle persone care, dall’altro non sanno che esiste un approccio terapeutico, appunto quello cognitivo comportamentale più efficace dei farmaci e che consente una migliore qualità di vita quando non è del tutto risolutivo.

Inoltre gli ossessivi, e lo dico per esperienza personale, tribolano enormemente al punto da desiderare di essere psicotici e perdere definitivamente la ragione (il che non è vero neppure per gli invidiati psicotici che non se ne stanno affatto a godersi un bel mondo di loro invenzione).

Infatti sono assediati da pensieri e impulsi che li tormentano in continuazione e li accompagnano sempre non essendo dunque possibile risolvere con il semplice evitamento delle situazioni temute come nel panico perché il mostro è dentro di loro. Contemporaneamente sono però assolutamente lucidamente consapevoli dell’assurdità dei loro pensieri e ciò genera paura per gli esiti possibili, tristezza per le limitazioni drammatiche che vivono e l’autosvalutazione, vergogna che li porta ad isolarsi. Non credo sia un caso che nei Vangeli i matti più matti di tutti erano chiamati ossessi anche se, occorre precisarlo, ancora la sequenza dei DSM non aveva definito bene i confini.

Quando si dice DOC si intendono due cose: un funzionamento ossessivo orientato all’impossibile compito della ricerca della certezza assoluta che genera una cascata di dubbi senza fine e che sembra abbia ispirato il Magnifico che aveva lo studio vicino a piazza Duomo quando scriveva ‘di doman non c’è certezza‘. Tale funzionamento a mio parere  presente nel DOC si estende anche al di fuori ed è presente ogni qual volta la posta in ballo in caso di errore è considerata elevatissima o irrinunciabile. Lo ritroviamo dunque anche in altri disturbi d’ansia accomunati dalla percezione della minaccia esterna ed interna (l’ansia stessa) ad uno scopo importante.

La seconda è il tentativo disperato di evitare la colpa che per esperienze infantili è giudicata intollerabile e foriera di ostracismo: la trappola si chiude quando gli stessi sintomi (ossessioni e compulsioni) diventano a loro volta motivo di colpa e ostracismo.

Il volume è il frutto di un lavoro di squadra che ha consacrato il centro APC/SPC come struttura di eccellenza in Italia per l’intervento sul DOC. Ai vent’anni di esperienza si sono poi aggiunti altri 5 anni per la gestazione del libro di cui un mese per scriverlo e 5 anni e 11 mesi per assicurarsi che non ci fossero colpevoli errori. E’ possibile che nei mesi a venire gli acquirenti siano raggiunti da telefonate per segnalare refusi e piccoli errori da correggere a penna.

Non posso parlare troppo bene del volume per l’invidia che provo a non essere tra gli autori. Devo riconoscere però, ob torto collo, che esso mantiene sempre un delicato equilibrio tra la presentazione delle tecniche e delle prassi operative efficaci rispondendo alla domanda ‘si, ma che si deve fare concretamente?‘ senza diventare un, tanto di moda, libro di ricette sconnesse, e una elegante descrizione del funzionamento del paziente ossessivo o meglio dell’ossessivo che è in noi, senza cedere alla tentazione dell’onanismo cogitativo.

Teoria raffinatissima e prassi concreta ben amalgamate fanno di questo libro tanto atteso del più grande esperto mondiale di DOC, una lettura irrinunciabile per colleghi giovani e stagionati.

Cinquecento pagine da leggere una prima volta per capire il senso dell’esperienza ossessiva e da tenere poi nel cassetto della scrivania per consultarlo prima delle sedute. Gli autori guidano il lettore negli anfratti del ragionamento lucido e folle ad un tempo. E’ un viaggio da cui non tutti sono tornati ma già abbiamo fatto partire le squadre di soccorso.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Mancini, F. (2016)  La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo-compulsivo. Cortina Raffaello Editore
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