Cannabis medica: linee guida per l’utilizzo della marijuana nel trattamento del dolore

Vari stati hanno legalizzato l'uso terapeutico di marijuana: è stata così pubblicata una guida per medici che si occupano dell'utilizzo di cannabis medica

ID Articolo: 123076 - Pubblicato il: 28 luglio 2016
Cannabis medica: linee guida per l’utilizzo della marijuana nel trattamento del dolore
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La marijuana viene spesso utilizzata per il trattamento del dolore cronico: 24 stati hanno legalizzato l’utilizzo medico della pianta e per questo è stata pubblicata una guida per i medici che si occupano di pazienti che fanno uso di cannabis medica.

Silvia Ciresi

 

Il documento ha inoltre individuato nuovi obiettivi per la ricerca futura necessari per comprendere meglio gli effetti dei cannabinoidi sulla salute.

Il seguente articolo è un consenso unitario prodotto da esperti con opinioni diverse circa il valore della cannabis medica nel trattamento del dolore: si passa dai sostenitori della legalizzazione ai contrari all’utilizzo della cannabis, anche per scopi medici.

Messaggio pubblicitario L’articolo esamina i problemi clinici, di ricerca e politici relativi all’utilizzo della cannabis medica e raccomanda ai medici di effettuare delle consulenze rivolte ai pazienti che fanno uso di cannabis.

Pur riconoscendo che vi è una vasta gamma di opinioni tra i clinici del dolore e ricercatori riguardo all’uso delle foglie di cannabis medica, gli autori fanno notare che molti medici della terapia del dolore e ricercatori concordano sul fatto che i cannabinoidi sono composti chimici clinicamente promettenti e per tale motivo vi è necessità di una ricerca robusta sulla cannabis per identificare i target per lo sviluppo medico della marijuana.

 

 

Raccomandazioni per l’utilizzo della cannabis medica

Le raccomandazioni per la pratica clinica della cannabis medica includono:

  • Conoscere le leggi federali e statali che disciplinano l’uso di cannabis medica.
  • Essere chiari con i pazienti circa gli obiettivi raggiungibili attraverso l’utilizzo della cannabis terapeutica.
  • Effettuare consulenze ai pazienti riguardo le modalità di somministrazione e i potenziali benefici e rischi basate su prove scientifiche e sui specifici sintomi, condizioni e comorbillità di ciascun paziente.
  • Mettere a conoscenza i pazienti sulle diverse varietà di cannabis, farmaci o estratti di cannabinoidi, spiegandone le limitazioni presenti a causa dell’assenza di un controllo normativo.
  • Monitorare i pazienti durante il trattamento con oppiacei o altre sostanze.
  • Eseguire dei controlli a distanza per valutare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di trattamento, la presenza e l’incidenza di effetti collaterali ed eventuali cambiamenti psico-comportamentali.

Gli autori sostengono con forza che un programma di ricerca ampliato risulta necessario per sfruttare pienamente il potenziale clinico delle terapie cannabinoidi. Essi raccomandano di:

  • Aumentare i finanziamenti federali per la ricerca sull’utilizzo della cannabis collegata al dolore.
  • Ampliare gli studi anche a casi di dolore non neuropatico.
  • Ridurre le restrizioni che ostacolano le approvazioni di studi di ricerca sulla cannabis e i cannabinoidi.
  • Migliorare l’accesso agli impianti di cannabis di alta qualità per gli studi di ricerca.
  • Incoraggiare gli stati a raccogliere i dati sia a livello individuale che nella popolazione di pazienti che utilizzano la cannabis medica.

Gli autori hanno concluso che la ricerca sulla coltivazione della cannabis risulta necessaria. L’utilizzo medico della marijuana richiede un’elevata qualità della cannabis attraverso un rigoroso controllo della qualità e la conoscenza delle componenti utilizzate per la coltivazione.

 

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