Prevenzione del cyberbullismo: presentazione di un progetto

Il progetto di prevenzione del cyberbullismo nasce con l’intento di informare i giovani circa il fenomeno ed educare ad un uso consapevole della tecnologia

ID Articolo: 120723 - Pubblicato il: 27 aprile 2016
Prevenzione del cyberbullismo: presentazione di un progetto
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Al fine di un uso consapevole delle tecnologie digitali, diventa sempre più necessario promuovere l’educazione ai media, con riferimento alla comprensione critica dei mezzi di comunicazione, e promuovere progetti di prevenzione del cyberbullismo.

di Tiziana Porta

 

Prevenzione del Cyberbullismo: uno sguardo iniziale a dati e caratteristiche

La disponibilità capillare di internet e l’utilizzo crescente di dispositivi connessi alla rete rappresentano per le nuove generazioni, i cosiddetti ‘nativi digitali’, nuovi mezzi per comunicare, relazionarsi con i pari e confrontarsi con il mondo (Mura et al., 2012).

La rete rappresenta un mezzo potente, affascinante e in continua evoluzione; la sua potenza costituisce anche un reale rischio se non si riflette sul suo utilizzo.

Messaggio pubblicitario Le ricerche indicano che oltre il 90% degli adolescenti in Italia sono utenti di Internet e il 98% di questi dichiara di avere almeno un profilo social network. Spesso i giovanissimi usufruiscono della rete senza alcun controllo da parte degli adulti.

Il cyberbullismo è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione come le chat, i social, i telefoni cellulari ed il web in generale (Genta et al., 2009). E’ un fenomeno complesso, da poco oggetto di studi  e ricerche.

La fascia di età maggiormente colpita è rappresentata dai ragazzi tra i 12 i 18 anni. Le stime del MIUR indicano come il 31% dei tredicenni (35% se si considerano solo le femmine) dichiara di aver subito almeno una volta attacchi riconducibili al bullismo elettronico.

Il termine cyberbullismo deriva dal concetto tradizionale di bullismo (Sposini, 2014), dove un soggetto – o un gruppo – prevarica la vittima attraverso comportamenti fisici o attacchi verbali aggressivi che condizionano la sua vita privata e sociale. Spesso la vittima è considerata ‘diversa’, solitamente per aspetto estetico, timidezza, orientamento sessuale e così via.

Le caratteristiche specifiche del cyberbullismo sono (Mura et al., 2012):

  • Anonimato: il prevaricatore può nascondersi dietro uno schermo, umiliare la vittima e divulgare materiale offensivo ad un vasto pubblico e in modo anonimo (disinibizione);
  • Pervasività: la vittima è perennemente a rischio di bullismo vista la presenza di dispositivi sempre connessi (anywhere, anytime);
  • Diffusione – ampiezza di portata:  una volta che un messaggio o una foto sono stati inviati via email o chat o postata su un sito, è molto difficile eliminarne traccia definitivamente (può essere già stato salvato da altri utenti). Basta un click, perché il materiale venga diffuso.

Le conseguenze psicologiche per le vittime di questi attacchi possono essere estremamente dolorose, con effetti anche gravi sull’autostima, sulle capacità socio-affettive, sul senso di autoefficacia, sull’identità personale. Possono riscontrarsi anche difficoltà scolastiche, ansia, depressione e, nei casi più estremi, idee suicidarie (Sposini, 2014).

Al fine di un uso consapevole delle tecnologie digitali, diventa sempre più necessario promuovere l’educazione ai media, con riferimento alla comprensione critica dei mezzi di comunicazione, e promuovere progetti di prevenzione del cyberbullismo.

 

Prevenzione del Cyberbullismo: il progetto nella Scuola A. Frank

Ideato e condotto da chi scrive, il progetto di prevenzione del cyberbullismo è stato voluto e finanziato dal Rotary Club di Meda e delle Brughiere per sensibilizzare i giovanissimi sui rischi del fenomeno. Sono state coinvolte quattro classi della Scuola Secondaria di primo grado A. Frank di Meda per un totale di 80 alunni, di età compresa tra i 12 e i 14 anni.

Messaggio pubblicitario Sono stati effettuati 6 incontri per ogni classe ed è stato scelto il contesto classe per favorire un clima di maggior complicità e facilitare una metodologia educativa di scambio alla pari – peer education.

Il progetto di prevenzione del cyberbullismo qui descritto nasce con l’intento di informare circa il fenomeno del bullismo elettronico ed educare i giovanissimi ad un uso consapevole della tecnologia in un’ottica di prevenzione.

Obiettivo supplementare è stato potenziare le abilità sociali dei partecipanti, promuovere la cooperazione e la mediazione del conflitto tra pari.

I partecipanti hanno inizialmente compilato un breve questionario anonimo sull’uso della rete. I dati confermano l’utilizzo massiccio della rete e dei social (soprattutto Instagram, Whatsapp, Youtube, Facebook e Snapchat) e lo scarso e saltuario controllo genitoriale sull’attività on line dei figli.

Gli incontri sono stati progettati per fornire le informazioni necessarie per conoscere e sensibilizzare i ragazzi circa il fenomeno e le sue complesse sfaccettature. Si è dato ampio spazio al tema del sexting, che rappresenta il fenomeno più pericoloso e sottovalutato dai ragazzi: le statistiche dicono che in Italia 1 adolescente su 4 ha fatto sexting, cioè ha inviato testi, immagini e video a sfondo sessuale.

Sono stati proposti momenti di riflessione personale e di piccolo gruppo, favorendo un clima di reale scambio e confronto tra i giovanissimi.

Con l’utilizzo di role-playing e di video, si è voluto incrementare la consapevolezza dei ragazzi circa le emozioni in gioco tra i diversi attori sociali coinvolti in un episodio di cyberbullismo con l’obiettivo di favorire le capacità empatiche e metacognitive (mettersi nei panni dell’altro).

Alla fine dei sei incontri del progetto di prevenzione del cyberbullismo è stato consegnato ai ragazzi un vademecum per un uso consapevole della rete, con regole per una navigazione sicura e indicazioni pratiche in caso di bullismo elettronico.

Sono inoltre in previsione degli incontri informativi per i genitori e gli insegnanti, che rappresentano le figure principali a cui i ragazzi possono rivolgersi in caso di difficoltà.

 

 

 

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