Atteggiamenti nei confronti della consulenza psicologica in pazienti della medicina di base: uno studio esplorativo

La presenza dello psicologo può essere utile anche per i pazienti di medicina generale, in quanto il trattamento farmacologico a volte risulta insufficiente

ID Articolo: 119096 - Pubblicato il: 05 aprile 2016
Atteggiamenti nei confronti della consulenza psicologica in pazienti della medicina di base: uno studio esplorativo
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Questo articolo ha partecipato al Premio State of Mind 2014 – Sezione Junior

ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DELLA CONSULENZA PSICOLOGICA IN PAZIENTI DELLA MEDICINA DI BASE. UNO STUDIO ESPLORATIVO

Daniele Lagatta

Introduzione

Secondo una recente stima, presentata dall’European Brain Council e l’European College of Neuropsychopharmacology (2011), un terzo degli europei soffre di almeno un disturbo psicopatologico diagnosticato. Ricorrere al solo trattamento farmacologico non è esaustivo nella risoluzione e gestione del paziente e delle problematiche riguardanti la salute.

L’autorevole rivista “Nature” (2012), a tal proposito, ha sottolineato quanto anche l’approccio psicoterapeutico sia quanto mai complementare e valido per la prevenzione e il trattamento di disturbi psicologici in termini di efficacia dei risultati, del loro mantenimento e in particolare per la riduzione dei costi socio-sanitari. Questi risultati presenti in letteratura confermano un cambiamento in corso rispetto al modo in cui sino ad oggi abbiamo concepito il modello di salute e malattia.

Messaggio pubblicitario A fronte di un cambio di prospettiva a livello internazionale, i Sistemi Sanitari dei diversi Paesi sono chiamati a garantire da un lato, il mantenimento più a lungo possibile dello stato di salute promuovendo stili di vita e condizioni ambientali più sane; dall’altro, una presa in carico individuale delle persone malate finalizzata alla “cura della persona” piuttosto che alla cura della sola malattia come ancora accade in numerose circostanze. La scelta di recuperare, come valore, il concetto di “persona malata” implica un approccio biopsicosociale al paziente (Engel, 1977), in cui l’attenzione deve rivolgersi alle necessità fisico-organiche ed ai bisogni emotivi e psicologici. Ciò legittima l’ingresso della figura dello psicologo e l’attuazione dei suoi molteplici interventi nel contesto delle cure primarie.

La rilevanza, dunque, della comprovata efficacia terapeutica, gli effetti positivi dell’inserimento della figura dello Psicologo nell’ambito della cura primaria, gli ampi risultati raggiunti in alcune realtà sia nazionali che internazionali, hanno dato vita al desiderio di indagare se, anche nel contesto locale, fosse sentito il bisogno di un supporto psicologico nei pazienti all’interno degli studi di medicina generale.

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