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Chi consuma cannabis in adolescenza mostra un deficit nella memoria episodica

Lo studio dimostra che il consumo di cannabis in adolescenza genera deficit nella memoria episodica e il volume e la forma dell’ippocampo appaiono diversi

Di Claudio Nuzzo

Pubblicato il 21 Dic. 2015

Il consumo di cannabis in adolescenza è associato a deficit nella memoria episodica (EM), ossia quel tipo di memoria concernente i nostri ricordi autobiografici. 

Nel 2010 la National Survey on Drug Use and Health ha identificato la cannabis come droga più comunemente consumata negli Stati Uniti. Inoltre, a seguito di una recente politica depenalizzante la sostanza in questione, in Colorado è aumentato l’abuso di cannabis e contemporaneamente tra gli adolescenti si è ridotto il rischio percepito legato al suo consumo.

 

Cannabis e memoria episodica

Il consumo di cannabis è associato a deficit nella memoria episodica (EM), ossia quel tipo di memoria concernente i nostri ricordi autobiografici. Tra le strutture limbiche, l’ippocampo gioca un ruolo fondamentale nell’integrazione dei ricordi ed è caratterizzato da un’alta densità di recettori per i cannabinoidi di tipo 1 (CB1). La cannabis influisce negativamente sulla memoria stimolando l’eccessiva espressione dei recettori CB1 nell’ippocampo, che a sua volta inibisce la trasmissione glutammatergica, GABAergica e sopprime la LTD (Long-term depression) e la LTP (Long-term potentiation).

Nei soggetti che abusano di cannabis, inoltre, il volume e la forma dell’ippocampo appaiono diversi rispetto alla popolazione generale, e tale scarto sembra ampliarsi di concerto alla durata del periodo di consumo della sostanza.

 

Cannabis in adolescenza: lo studio

Sulla base di queste ipotesi, il team guidato da Matthew J. Smith ha indagato gli effetti dell’uso della cannabis in adolescenza sulla memoria episodica e sulla morfologia dell’ippocampo in 97 soggetti che tra i 16 e i 17 anni avevano fatto uso di cannabis per almeno 3 anni, ma che da due non ne facevano più uso. Il campione è stato categorizzato come segue:

– 44 soggetti sani (CON);
– 10 soggetti sani con un passato di abuso di cannabis (CON-CUD; i.e: CUD, Cannabis Use Disorder);
– 28 pazienti schizofrenici (SCZ);
– 15 pazienti schizofrenici con un passato di abuso di cannabis (SCZ-CUD).

Gli sperimentatori hanno voluto includere nell’esperimento anche due gruppi di pazienti schizofrenici in quanto anche questa categoria di pazienti evidenzia un deficit della memoria episodica e quindi, all’ interno di tale esperimento, si caratterizzano come un ottimo termine di paragone per i soggetti senza disturbi psichiatrici.

Dopo la somministrazione dei test tesi a valutare le capacità cognitive, i soggetti si sono volontariamente sottoposti a risonanza magnetica. Dai risultati è emerso come i soggetti CON-CUD mostrino delle differenze nella forma dell’ippocampo rispetto ai soggetti CON, ed in particolare: introflessioni in corrispondenza dell’ippocampo anteriore, medio-dorsale e medio-ventrale ed estroflessioni nelle regioni dorsolaterali e antero-ventrali. Inoltre, nei soggetti CON-CUD il volume dell’ippocampo destro risulta maggiore rispetto al sinistro. I pazienti schizofrenici, invece, mostrano introflessioni nella regione medio-dorsale dell’ippocampo, così come nelle regioni anteriore e posteriore dell’ippocampo ventrale; le estroflessioni sono osservabili nelle regioni dorsolaterale e dorsale anteriore.

In particolare, la differente morfologia dell’ippocampo nei soggetti CON-CUD è associata ad una ridotta performance nei test di memoria episodica, mentre nei SCZ-CUD è associata con la maggiore durata del CUD e con un tempo di remissione del CUD più breve.
Rispetto alle capacità cognitive, invece, nei soggetti sani con un passato di abuso di cannabis sono rilevabili performance di memoria episodica peggiori nel 18% dei casi rispetto a chi non ha mai utilizzato questa droga. Tali deficit risultano più severi tra i pazienti schizofrenici con un passato di abuso di cannabis (SCZ-CUD), arrivando al 26% dei casi quando comparati agli SCZ senza CUD. Infine gli SCZ ottengono punteggi ridotti nei test di memoria episodica rispetto ai soggetti CON-CUD.

All’interno del gruppo CON-CUD, quando confrontato con i soggetti CON, le modificazioni nella forma dell’ippocampo sinistro correlano con l’abuso di cannabis. Rispetto ai pazienti SCZ-CUD, gli sperimentatori riportano modificazioni nella forma dell’ippocampo destro correlate ad una maggiore durata del CUD, quando invece una maggiore durata del periodo di astinenza dalla sostanza è associato a ridotti mutamenti nella forma dell’ippocampo sinistro.

In conclusione, dallo studio in questione emerge come tra i soggetti CON-CUD e SCZ-CUD si riscontri un deficit significativo della memoria. Inoltre, una maggiore durata del CUD e una più breve durata del periodo di astinenza dalla cannabis correlano positivamente con le modificazioni nella forma dell’ippocampo. Sebbene qualitativamente diversa, la forma dell’ippocampo dei soggetti CON-CUD e SCZ risulta alterata, risultato in accordo con la letteratura precedente che stabilisce come gli adolescenti che abusano della cannabis siano esposti ad un rischio maggiore di sviluppare disturbi dello spettro psicotico, forse per via della neurotossicità della sostanza, come riportato da una recente meta-analisi (Rocchetti et al., 2013); una seconda ipotesi sosterrebbe il ruolo interferente della cannabis nel processo di pruning dell’ippocampo durante la maturazione dei neuroni (Lisdahl et al., 2013).

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