E’ una questione di principio! – Le persone cambiano i loro valori morali per trarne profitto?

Un nuovo studio mette in luce che quando le persone cercano di ottenere un guadagno a discapito degli altri, cercano anche di mostrarsi moralmente corrette.

ID Articolo: 111006 - Pubblicato il: 16 giugno 2015
E’ una questione di principio! – Le persone cambiano i loro valori morali per trarne profitto?
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Laura Pancrazi

FLASH NEWS

Quando qualcuno afferma “Non lo faccio per i soldi, ma è una questione di principio!” è molto probabile che non faccia qualcosa proprio per una questione economica.

Perseguire il proprio successo economico mettendo i propri interessi finanziari avanti a tutto spesso non è possibile perché bisognerebbe passare sui diritti o interessi degli altri, e questo è moralmente inaccettabile! Quindi, a questo punto cosa succede? Succede che le persone cercano non solo di ottenere il massimo guadagno individuale, ma anche di convincere gli altri di essere, moralmente, nel giusto. O almeno questo è quanto affermano gli autori di uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B.

Lo studio, intitolato Equity or equality? Moral judgments follow the money, è stato condotto da Peter DeScioli, professore associato di scienze economiche presso la Brock University e coordinatore associato del Center for Behavioral Political Economy, ed del suo gruppo di ricerca. Lo studio qui presentato sottolinea che per i raggiungere i propri scopi si prode spesso in modo inflessibile ed egoistico, infatti le persone aggiusterebbero le loro proprie scelte morali sulla base dei benefici che potrebbero ottenere. 

Messaggio pubblicitario Per dimostrarlo, i ricercatori del gruppo di DeScioli hanno condotto una ricerca strutturata in questo modo: i partecipanti lavoravano a coppie per trascrivere un paragrafo in cambio di una ricompensa in forma di denaro. Uno dei due partecipanti (Typist) svolgeva la funzione di dattilografo e trascriveva tre paragrafi.

L’altro partecipante (Checker) si occupava di trascrivere un paragrafo scelto casualmente tra quelli scritti dal collega. Se le due trascrizioni corrispondevano esattamente, allora ricevevano una ricompensa in denaro. Al primo partecipante (Typist) era affidato il compito di decidere in che modo dividere la ricompensa ottenuta, potendolo fare in due modi: la ricompensa poteva essere divisa al 50% tra i due partecipanti, secondo il principio di uguaglianza, oppure proporzionalmente al lavoro svolto, spettando allora il 25% al soggetto che aveva trascritto un paragrafo e il restante 75% all’altro soggetto, secondo il principio di giustizia.

La maggior parte di loro ha scelto di prendersi la fetta più larga della torta, come ipotizzato dagli autori dello studio. Non solo: ai partecipanti era richiesto di valutare la bontà del principio di uguaglianza e quello di giustizia. Ovviamente, anche questa scelta si è dimostrata essere egoisticamente interessata, ovvero volta a difendere e giustificare la propria preferenza. Infatti, i partecipanti nel ruolo di Typist giudicavano più onesto il principio di giustizia; invece i soggetti nel ruolo di Checker preferivano, com’era ipotizzabile, il principio di uguaglianza.

Ma non è tutto: i ricercatori avevano chiesto l’opinione dei partecipanti riguardo la correttezza di ciascuna modalità di ripartizione sia prima che dopo l’assegnazione dei ruoli. A quanto pare, in pochi minuti i partecipanti hanno cambiato i propri valori in favore della regola morale, che gli avrebbe garantito di ricevere una maggiore quantità di denaro. Sembra dunque che molto spesso le nostre scelte si basino su presupposti egoistici e interessati.

DeScioli sottolinea come i risultati di questa ricerca siano potenzialmente estensibili a qualsiasi occasione delle nostre vite in cui ci siano delle risorse economiche da spartire, pensiamo, ad esempio, ad una famiglia che si divide un’eredità, colleghi di lavoro che dividono profitti, politici che decidono in che modo spendere le entrate fiscali o capi di stato che si dividono territori. Ognuno farà le scelte che di fatto gli consentiranno di prendersi la fetta più grossa della torta.

Tuttavia, ci rincuora lo studioso, il nostro egoismo ha un limite: in un esperimento successivo, si era riproposta una situazione simile a quella dello studio precedentemente illustrato dividendo però esattamente a metà il lavoro da svolgere, in modo tale da rimuovere ogni pretesto per una suddivisione non equa del denaro. Dunque, ogni partecipante trascriveva solo un paragrafo e, se le due trascrizioni corrispondevano, guadagnavano una ricompensa. In questo caso tutti i partecipanti hanno scelto di dividere equamente il denaro.

In conclusione, secondo DeScioli, le persone cercano non solo di ottenere il massimo guadagno individuale, ma anche di convincere gli altri di essere, moralmente, nel giusto. Però, certo, a tutto c’è un limite, anche al nostro egoismo.

 

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