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Quando il sesso non è più un piacere: il dolore pelvico femminile

I disturbi da dolore sessuale sono problematiche molto frequenti e hanno importanti ripercussioni sulla coppia e sulla qualità della vita delle donne.

ID Articolo: 107041 - Pubblicato il: 05 marzo 2015
Quando il sesso non è più un piacere: il dolore pelvico femminile
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Tra le disfunzioni sessuali (disturbi del desiderio, dell’eccitazione e dell’orgasmo) i disturbi da dolore cioè dispareunia, vaginismo e vulvodinia sono problematiche molto frequenti e hanno importanti ripercussioni sulla qualità della vita delle donne.

DISFUNZIONE SESSUALE FEMMINILE

Tra le varie dimensioni dell’esistenza umana, la sessualità costituisce un’area estremamente carica di emozioni, affetti, sentimenti e comprende aspetti biologici, culturali, relazionali e psicologici.

Messaggio pubblicitario  Per quanto riguarda la sessualità femminile, fino alla fine degli anni Novanta, la ricerca si è occupata solo in minima parte delle disfunzioni sessuali. Come sottolinea Bartlik (1999) gli ostacoli che si sono frapposti alla ricerca in questo ambito affondano le radici nei pregiudizi e nei timori nei confronti della sessualità, in particolare femminile, di cui era permeata la nostra cultura.

Tra le disfunzioni sessuali (disturbi del desiderio, dell’eccitazione e dell’orgasmo) i disturbi da dolore cioè dispareunia, vaginismo e vulvodinia sono problematiche molto frequenti e hanno importanti ripercussioni sulla qualità della vita delle donne.

Il dolore è più di un semplice sintomo fisico. Il dolore, infatti, è influenzato dalle emozioni, dalle condizioni ambientali e sociali e da fattori psicologici.

Il dolore ha un ruolo importante nel percorso evolutivo femminile. La maturità psicobiologica della donna avviene, infatti, attraverso una serie di esperienze dolorose come il menarca e il parto. Le donne, inoltre, comunicano molto attraverso il corpo e tendono spesso a fare precipitare a livello somatico i propri conflitti emotivi (Puliatti, 2010). Ne deriva, dunque, che le donne frequentemente sono portate ad usare il dolore come segnale e mezzo per sentirsi riconosciute (Coglitore, 1997).

Sindromi dolorose di varia natura come cefalea, dolori lombari etc. sono, infatti, più frequenti nelle donne che negli uomini. Le donne, avendo dunque un legame più stretto con la propria fisicità, parlano prevalentemente un linguaggio corporeo e tendono più facilmente a far precipitare i conflitti emotivi a livello somatico. Il sintomo doloroso diventa dunque un grido del corpo (Puliatti, 2004). I genitali e le pelvi diventano luogo elettivo d’espressione degli affetti in quanto simboli di femminilità, vitalità ed erotismo.

Il dolore cronico è un’esperienza complessa influenzata da una molteplicità di stimoli anche non dolorifici. Tale esperienza cambia il modo in cui una persona processa le informazioni, non solo quelle legate al dolore. Il dolore porta ad una focalizzazione eccessiva di qualsiasi segnale corporeo, producendo una attribuzione dolorosa ad una maggior quantità di stimoli.

L’incremento di stimoli nocivi, che dalla periferia raggiungono il sistema nervoso centrale, può con il tempo provocare modificazioni neuroplastiche e causare cambiamenti nella memoria e nell’apprendimento. Il comportamento da dolore è influenzato da convinzioni, aspettative personali sulle conseguenze di un evento e sulla capacità di far fronte ad esso ed è inoltre mantenuto e modellato da rinforzi come l’attenzione e la comprensione degli altri.

Il ruolo della famiglia è un fattore molto importante nell’influenzare l’esperienza del dolore. La risposta che i genitori danno alla malattia del bambino sembra associarsi ad un futuro comportamento somatizzante.

Se la figura di riferimento, infatti, fornisce attenzione selettiva di fronte alle lamentele fisiche ignorando i bisogni emozionali, il bambino può sviluppare un modello dell’altro come accudente solo nei casi di sofferenza fisica. Questo tipo di risposta può rinforzare il comportamento da malato durante l’infanzia e trasformarsi, in età adulta, in una sintomatologia dolorosa (Puliatti, 2010).

DISTURBI SESSUALI FEMMINILI

Il dolore può diventare una forma di somatizzazione quando la persona tende a comunicare il proprio mondo emotivo a livello somatico. Quando l’espressione somatica diventa l’unica modalità di espressione di un conflitto, oppure quando non si trova una risoluzione fisiologica in un tempo adeguato allora la somatizzazione diventa patologica (Puliatti, 2010).

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA  Per quanto riguarda il ciclo di risposta sessuale femminile il dolore è la più potente causa di blocco riflesso dell’eccitazione. La donna può sentirsi eccitata ma, se all’inizio della penetrazione prova dolore, il ciclo della risposta sessuale può bloccarsi. L’eccitazione svanisce, la lubrificazione diminuisce e si genera tensione muscolare. L’atto sessuale è pertanto percepito come doloroso.

Il dolore sessuale e l’ansia anticipatoria innescano un circolo vizioso che, con il tempo, frena il desiderio e blocca il ciclo della risposta sessuale. Le pazienti, che affermano di provare dolore da molto tempo sostengono, infatti, di provare anche scarso desiderio e difficoltà di eccitazione (Graziottin, 2005). Il dolore provato dalla donna può avere inoltre effetti paralizzanti anche sul partner che spesso presenta disturbi di eiaculazione precoce, problemi di erezione e calo del desiderio.

Curare il dolore sessuale richiede competenza clinica ma anche umanità, empatia, dolcezza e ascolto attento in quanto gli organi genitali sono spesso il luogo in cui conflitti sessuali, relazionali o eventi traumatici trovano un modo per esprimersi.

La complessità del quadro sintomatologico dei disturbi da dolore sessuale prevede dunque una chiave di lettura che distingua le componenti strettamente psicologiche da quelle organiche. In tal senso diventa fondamentale un approccio integrato e multidisciplinare all’interno del quali i vari professionisti operino congiuntamente per la globale presa in carico della paziente. La prospettiva futura del trattamento prevede dunque un approccio interdisciplinare con integrazione di diversi approcci teorici e strumenti clinici differenti per individuare piani di intervento che si adattino alle esigenze reali della paziente (Simonelli, 2006).

 

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Sesso – Sessualità

BIBLIOGRAFIA:

  • Bartilik, B. (1999). Recent developments in the evaluation and treatment of sexual disorders in women. Psychiatric Annals, 29, 19- 21.
  • Coglitore, M. T. (1997). Il dolore nell’esperienza femminile, in Di Benedetto P., Graziottin A., Piacere e dolore, Atti del 6° Meeting della Sezione di riabilitazione perineale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione, Edizioni Goliardiche, Trieste.
  • Graziottin, A. (2005), Il dolore segreto. Le cause e le terapie del dolore sessuale femminile durante i rapporti sessuali, Arnoldo Mondadori Editore S.P.A., Milano.
  • Puliatti M. (2004), L’approccio psicologico in patologia vulvare, CIC, Roma.
  • Puliatti M. (2010), Psicosomatica del dolore pelvico cronico femminile, Società Editrice Universo, Roma.
  • Simonelli C. (a cura di) (2006), L’approccio integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, Milano. ACQUISTA
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