Centri Clinici

Disturbo ossessivo-compulsivo: le strategie mentali inconsapevoli

DOC: Certi processi mentali, come il rimuginio, possono consumare le risorse mentali e ostacolare l’efficienza delle funzioni attentive

ID Articolo: 106672 - Pubblicato il: 26 febbraio 2015
Disturbo ossessivo-compulsivo: le strategie mentali inconsapevoli
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

L’attuazione di certi processi mentali (monitoraggio dei pensieri, rimuginio, ruminazione) possono consumare le risorse mentali e ostacolare l’efficienza delle funzioni attentive, piuttosto che attribuire queste ultime a un deficit strutturale.

Uno degli aspetti che caratterizza il Disturbo Ossessivo-Compulsivo è la tendenza a porre eccessiva attenzione ai propri pensieri intrusivi (ossessioni). Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini mentali che vengono percepite come sgradevoli o intrusive dalla persona. Questa difficoltà è spesso stata attribuita a un deficit strutturale dell’attenzione e della memoria. Le persone con Disturbo Ossessivo-Compulsivo sarebbero meno capaci di usare la propria attenzione per selezionare stimoli diversi dalle proprie ossessioni ma anche da stimoli ambientali che le richiamano.

Messaggio pubblicitario Un recente studio (Koch & Exner, 2014) ha mostrato una possibile spiegazione alternativa. La difficoltà di attenzione selettiva potrebbe non essere imputabile a un deficit ma a strategie mentali che i pazienti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo adottano senza rendersene pienamente conto.

Questo avviene perché si tratta di abitudini automatizzate. In particolare la tendenza a prestare molta attenzione ai propri pensieri (cognitive self-consciousness, CSC), il rimuginio e la ruminazione risultano aspetti mentali con un impatto significativo sull’attenzione selettiva e capaci di spiegare la differenza nell’attenzione selettiva tra pazienti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo, pazienti depressi e adulti sani.

In sintesi, questi risultati supportano l’assunzione che l’attuazione di certi processi mentali (monitoraggio dei pensieri, rimuginio, ruminazione) possono consumare le risorse mentali e ostacolare l’efficienza delle funzioni attentive, piuttosto che attribuire queste ultime a un deficit strutturale.

 

ARTICOLO CONSIGLIATO:

La terapia cognitivo-comportamentale nei pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo

 

BIBLIOGRAFIA:

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 4, media: 4,50 su 5)
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Messaggio pubblicitario