LoveAbility. L’assistenza sessuale per le persone con disabilità (2014) – Recensione

L'assistente sessuale è un operatore che fornisce assistenza all'emotività, alla corporeità e alla sessualità alle persone con disabilità - Psicologia

ID Articolo: 105630 - Pubblicato il: 12 gennaio 2015
LoveAbility. L’assistenza sessuale per le persone con disabilità (2014) – Recensione
Messaggio pubblicitario SFU 2022

 

Nel libro l’assistente sessuale viene definito dagli autori come un “operatore del benessere, che promuove un’assistenza all’emotività, all’ affettività, alla corporeità e alla sessualità per le persone con disabilità“.

“Immagina di avere sete. Molta sete. E di essere seduto davanti a un tavolo su cui è riposto un bicchiere colmo di acqua fresca. Tu però, da solo, non riesci ad afferrarlo. Perché meccanicamente non sei in grado di arrivarci, oppure perché mentalmente non sai come farlo. La sete aumenta, fino a diventare insostenibile. Se non bevi, impazzisci. Se non bevi, muori. Hai bisogno di aiuto. Di qualcuno che prenda quel bicchiere e ti consenta di bere, o di qualcuno che ti spieghi come farlo. Ecco chi è l’assistente sessuale: […]”

Messaggio pubblicitario Chi è l’assistente sessuale? Che cosa fa? Che ruolo ha nei confronti delle persone con disabilità? E nel concreto, nel quotidiano, quali sono le mansioni che svolge? E’ un figura riconosciuta in Italia? Questi e molti altri sono i punti interrogativi che tutti si pongono quando si parla di assistenza sessuale. Per la prima volta, grazie a questo libro innovativo ed unico in Italia, è possibile avere una risposta chiara ed esaustiva a queste domande che riguardano appunto la figura dell’assistente sessuale, una figura che nel nostro paese è quasi sconosciuta per svariati motivi, siano essi culturali, etici e/o religiosi.

Nel libro l’assistente sessuale viene definito dagli autori come un “operatore del benessere, che promuove un’assistenza all’emotività, all’ affettività, alla corporeità e alla sessualità per le persone con disabilità” (Quattrini e Fulcheri, 2014). Nello specifico, gli assistenti sessuali sono operatori che consentono alle persone con disabilità di avere dei contatti erotici, sensuali e sessuali. Essi lavorano attraverso massaggi, carezze, contatti corpo a corpo, ma soprattutto ponendosi come guide nell’educazione alla sessualità e all’affettività, ed arrivano all’insegnamento della masturbazione, quando possibile. E’ una professione questa che pone chi la pratica di fronte a numerose e continue difficoltà e sfide, sia dal punto di vista personale, (fisicamente ma ancor prima psicologicamente) ma anche dal punto di vista relazionale. E’ infatti importante sottolineare come chi svolge questa professione sia a forte rischio di discriminazione da parte di familiari, amici e potenziali partner, ma non solo, come in generale chi la pratica sia soggetto al giudizio dell’opinione pubblica con tutto ciò che ne può conseguire.

Messaggio pubblicitario Come accennato in precedenza, in Italia la figura dell’assistente sessuale non è riconosciuta mentre attualmente lo è in alcuni Stati europei tra i quali Olanda, Germania, Danimarca e Austria. Tuttavia, l’assistente sessuale italiano ha caratteristiche fondamentalmente differenti rispetto a quello europeo, dove è in linea generale assimilato a qualsiasi altra tipologia di sex worker. Innanzitutto l’assistente sessuale italiano è specificatamente formato nel suo campo. In secondo luogo, i training educativo-riabilitativi che offre si articolano in un continuum che va dagli aspetti informativi ed educativi fino alla sessualità vera e propria vissuta con la promozione del piacere orgasmico, e gli incontri vengono fissati in un numero tra i 5 e 10 al massimo per non rischiare un eccessivo coinvolgimento emotivo/sentimentale. Inoltre, ultima fondamentale differenza con l’assistente sessuale europeo, non sono contemplate esperienze sessuali di tipo coitale come la penetrazione, nè di tipo orale; e questo per rimarcare ulteriormente la differenza con altre tipologie di lavoro nel campo sessuale.

E’ stata quindi creata in Italia l’Associazione Loveability con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica del nostro paese al fine di raccogliere consenso e adesioni ma ancora prima, consapevolezza. Il 24 aprile 2014 è stato presentato in Senato il disegno di legge 1442. Ancora, grazie al lavoro dell’associazione, è partito il progetto “Lovegiver”: si tratta di un progetto per la formazione degli operatori dell’assistenza sessuale con i primi corsi che partiranno nei primi mesi del 2015. E’ stato inoltre istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Assistenza Sessuale, guidato dal dott. Fabrizio Quattrini. Infine, a breve verrà istituito un numero verde di ascolto, consulenza e informazione sui temi dell’assistenza sessuale.

Si tratta di una lettura molto interessante per i suoi contenuti innovativi ma anche chiarificatori: le numerose testimonianze presenti nel testo sono il modo migliore per spiegare questo universo di concetti così poco conosciuti da chi non li vive nella sua quotidianità. E’ questo un libro che invita a riflettere su temi ai quali non tutti sono abituati a pensare, dalle reali difficoltà degli individui e delle famiglie, alle spinose questioni etiche… e come queste ultime in molti casi si possono scontrare con la nuda e cruda realtà del vivere quotidiano.

ARTICOLO CONSIGLIATO:

Disabilità e Assistenza Sessuale: L’accarezzatrice di Giorgia Würth (2014) – Recensione

BIBLIOGRAFIA:

  • Ulivieri, M. (2014). LoveAbility. L’assistenza sessuale per le persone con disabilità. Centro Studi Erickson: Trento.  ACQUISTA ONLINE
State of Mind © 2011-2022 Riproduzione riservata.

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Sono citati nel testo

Messaggio pubblicitario