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Dimmi che avatar usi e ti dirò chi sei

Lo studio dimostra come gli avatar possano offrire informazioni accurate sulla personalità del creatore - Tecnologia & Psicologia

Di Veronica Iazzi

Pubblicato il 30 Gen. 2015

Aggiornato il 01 Apr. 2015 13:58

FLASH NEWS

Lo studio dimostra sia che gli avatar possono offrire informazioni accurate sulla personalità del creatore, sia che gli individui con una personalità gradevole tendono a creare un avatar che invoglia gli altri a farsi conoscersi meglio.

La comunicazione tra gli individui avviene sempre più on-line, spesso, senza conoscersi dal vivo. Le recenti ricerche condotte alla York University tentano di comprendere i vantaggi e i limiti che si verificano incontrando altre persone in un contesto digitale.

In uno studio pubblicato in Personality and Social Psychology Bulletin, Fong e Mar hanno indagato nello specifico quali tratti della personalità degli utenti avatar sono trasmessi alla comunità virtuale.

Un avatar è tipicamente un’immagine che rappresenta sé stesso in un mondo virtuale che va dal semplice personaggio del videogioco a schede di personaggi realizzati attraverso rendering tridimensionali (per es.Warcraft). I profili avatar permettono agli individui di esprimere o sopprimere tratti fisici o psicologici nel mondo digitale. Precedenti ricerche hanno mostrato che gli individui tipicamente scelgono e preferiscono per comunicare avatar simili a sé stessi.

Nella ricerca sono state valutate due componenti: accuratezza generale e accuratezza specifica. La prima si riferisce alla somma tra accuratezza specifica e le aspettative date da norme generali che indicano la presenza di quel tratto, mentre la seconda indica quanto è presente il tratto di personalità di mio interesse nella specifica persona.

Nella prima fase dello studio i partecipanti hanno creato profili avatar, nella seconda fase invece un gruppo di partecipanti ha visto e valutato gli avatar creati nella prima fase. I tratti di personalità emersi erano:

– l’apertura alla novità, coscienziosità, l’estroversione, la gradevolezza, e la nevrosi.

Secondo l’analisi effettuata, alcuni tratti di personalità sono accuratamente comunicati meglio di altri. Per esempio gli individui socievoli tendono a creare avatar che meglio comunicano la loro personalità. Al contrario, le persone che presentano alti livelli di nevrosi tendono a creare avatar che non comunicano la loro personalità con precisione. Le persone che sono più gradevoli, tipico tratto della popolazione generale, tendono a creare avatar che suscitano agli altri intenzioni amicizia. Al contrario, avatar con un’espressione neutra, o qualsiasi altra espressione che non sia un sorriso, capelli neri, capelli corti, un cappello, e / o gli occhiali da sole hanno meno probabilità di suscitare intenzioni di amicizia.

Sulla base di studi precedenti, i ricercatori si aspettavano di riscontrare associazioni  tra profili avatar di genere e stereotipi di genere, ma sorprendentemente i risultati non lo confermano. Gli avatar utilizzati nello studio sono profili di base semplici, pertanto gli autori si augurano che attraverso nuove ricerche si possano estendere questi risultati ad avatar più complessi e dinamici, come quelli che si trovano in mondi digitali tridimensionali.

Lo studio dimostra sia che gli avatar possono offrire informazioni accurate sulla personalità del creatore, sia che gli individui con una personalità gradevole tendono a creare un avatar che invoglia gli altri a farsi conoscersi meglio.

 

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Veronica Iazzi
Veronica Iazzi

Dottoressa Magistrale in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia

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