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Sottile come il domani: storie di un mondo ossessivo di Vincenzo Marsili – Recensione

Sottile come il domani: come la linea che lega i pensieri intrusivi alla realtà. L'autore racconta le storie di vita e i casi clinici di pazienti ossessivi

Di Francesca Fiore

Pubblicato il 01 Set. 2014

 

 

Si tratta della vita che svolgono, e che decidono di avere, tutte le persone che mostrano un assetto ossessivo, costruendosi così delle compulsioni, di pensieri e di comportamenti, che li tengono lontano dal reale problema che li fa stare male al punto da controllarlo.

Sottile come il domani, cita il titolo del libro scritto da Vincenzo Marsili che mi accingo a presentarvi, esattamente come la linea sottile che lega i pensieri intrusivi, ossessivi, alla realtà. Coloro che restano incastrati nella ripetitività della coazione del pensiero intrusivo è come se non percepissero una via d’uscita dalla loro mente perché è la mente stessa che crea una realtà che non esiste, un mondo circolare e controllato, fatto solo di pensieri. Ma è proprio questa linea sottile che li porta a decidere di rimanere al di qua della linea, senza percepire l’esistenza di una alternativa dall’altra parte.

Si tratta della vita che svolgono, e che decidono di avere, tutte le persone che mostrano un assetto ossessivo, costruendosi così delle compulsioni, di pensieri e di comportamenti, che li tengono lontano dal reale problema che li fa stare male al punto da controllarlo.

La storia di molte persone è incastrata in un meccanismo ripetitivo, che si inceppa, e si ripropone incessantemente, sempre e continuamente, senza avere mai un nuovo inizio ne tantomeno una fine. Per questo non esiste un presente, ma una costante e monotona ripetizione del sintomo che li incastra nel passato.

Questo continuo, ripetuto e persistente sforzo è determinante per stabilire un controllo perfetto che sostituisce e tiene lontano dal caos emotivo, che spaventa perchè è imprevedibile, quindi pericoloso.

Il libro è costituito da racconti di vita, di sintomi, di sofferenza di pazienti divisi in sedute, dove volta per volta si consuma il sintomo e si cerca di individuare la causa scatenante il malessere. Il tutto è letto e raccontato in chiave psicoanalitica dove durante gli incontri il sogno fa da maestro.

Così, interpretazione dopo interpretazione si arriva al tema doloroso da cui stare lontano, perché troppo desolante e dolente.

Grazie a dei casi clinici è possibile sviscerare in modo originale e appassionante tutta la natura del disturbo in questione. Si tratta sempre di storie di vita che per qualche motivo non sono andate come il protagonista si aspettava fossero e nella giovane età adulta si sono trasformate in sintomatiche.

E’ un percorso avvincente nelle menti di chi è alla ricerca di un metodo, un appiglio, una motivazione che possa spingerli a guardare aldilà della linea sottile.

 

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