Cognitivismo corporeo: sinonimo o ossimoro? Simposio Congresso SITCC 2014

Al centro di questo simposio esperienziale del congresso, c'è il corpo come mezzo di conoscenza e come strumento terapeutico - Congresso SITCC 2014

ID Articolo: 103087 - Pubblicato il: 29 settembre 2014
Cognitivismo corporeo: sinonimo o ossimoro? Simposio Congresso SITCC 2014
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Il corpo e la terapia cognitiva - SITCC 2014

Al centro del simposio presieduto dal Dott. Ruberti “Il corpo e la terapia cognitiva” c’è il corpo: il corpo come mezzo di conoscenza e come strumento terapeutico.

Come spiega il Dott. Antonio Fenelli, sempre più spesso le persone in difficoltà cercano una spiegazione (e a volte una soluzione) in quello che pensano, al massimo nelle emozioni che provano ma mai in quello che sentono con il corpo. È come se si fosse persa la fiducia in ciò che il nostro corpo ci fa sapere preferendo affidarsi al verbale, ma il verbale inganna tanto quanto inganna il corpo.

Messaggio pubblicitario Da qui la proposta di riportare l’attenzione sulle sensazioni corporee. Mettere insieme sensazione e cognizione come parte di un tutt’uno, integrare le informazioni e, perché no, astrarre partendo dal corpo.

Non poteva che essere il corpo, dunque, protagonista e strumento unico anche degli interventi in un simposio tutto esperienziale.

La prima simulata è stata proposta dalla Dott.ssa Valeria Ginex: partendo dal teatro russo di inizi novecento fino ad arrivare a parlare di embodied cognition, ha mostrato quanto fondamentale sia il corpo per suscitare emozioni in sé e negli altri.

Nella recitazione, ad esempio, il corpo è persino più importante della parte verbale. Quando postura e gestualità sono incongruenti rispetto al verbale, infatti, sono le prime a mandare il segnale più forte allo spettatore, a suscitare emozioni più intense. Le ricerche di Stanislavskij avevano dimostrato l’efficacia di un approccio bottom up: partire non dalla rievocazione mnemonica, e dunque mentalizzata, dalle emozioni ma dalla loro espressione corporea perché se le azioni fisiche rispecchiano l’emozione riescono a suscitare l’emozione stessa a conferma del predominio dell’azione sul verbale.

Sulla stessa linea di pensiero l’embodied cognition dice che le funzioni cognitive e il sistema senso-motorio sono ampiamente in interazione, e porta evidenze anche a livello fisiologico: quando si elicita un’emozione, oltre all’insula, si attiva anche il sistema senso motorio.

Messaggio pubblicitario A seguire l’intervento del Dott. Lorenzo Cionini ha affrontato il tema parlando di condivisione e intersoggettività nel silenzio e nel dialogo dei corpi e delle parole. Due colleghi hanno simulato un breve colloquio per riflettere poi su cosa cambia nel corpo durante la narrazione, come il corpo esprime sensazioni ed emozioni e quanto di questo sia consapevole a sé e all’altro in relazione.

La Dott.ssa Savina Stoppa Beretta ha proposto, invece, un esercizio sullo spazio e la prossimità: 8 volontari, in silenzio, hanno dapprima camminato in maniera libera nello spazio a disposizione e successivamente è stato chiesto loro di posizionarsi su due file disposte una di fronte all’altra e andarsi incontro a turno.

La gestione dello spazio e delle distanze hanno permesso di fare luce sulle diverse prospettive e percezioni e su come anche in silenzio sia possibile comunicare sensazioni e stati d’animo.

Come ha concluso il Dott. Benedetto Farina, un approccio terapeutico che non solo tenga in considerazione il corporeo ma parta da esso ha in sé una grande forza. Uno degli ambiti di applicazione più efficace potrebbe essere quello dei pazienti traumatizzati o gravemente dissociati; in questi casi, infatti, non si può utilizzare la cognitività alta ma si deve partire dalla base e, dunque, il corpo é l’ideale.

Perché quando si comincia a scoprire il proprio corpo, si scopre anche qualcosa di sé.

 

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