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Parlare di sesso con i propri figli: una guida pratica – Recensione

Un vero manuale per genitori poco pratici e imbarazzati che aiuta, passo dopo passo, ad affrontare le diverse tematiche legate alla sessualità - Recensione

ID Articolo: 101817 - Pubblicato il: 24 luglio 2014
Parlare di sesso con i propri figli: una guida pratica – Recensione
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Cos’è che impedisce ai genitori di “fare il discorso” con i propri figli? La dott.ssa Amber Madison spiega che le ragioni sono principalmente due: la difficoltà ad accettare che i propri figli siano sessualmente attivi e l’imbarazzo di toccare certi argomenti “scottanti”.

Se siete genitori probabilmente saprete che due sono le domande che fanno scattare l’allarme rosso: “Mamma papà come nascono i bambini?” e “Mamma papà sta sera posso uscire con il mio ragazzo?”.

Da sempre uno degli argomenti più difficili da affrontare con i propri figli adolescenti è la sessualità in tutti i suoi aspetti, di conseguenza, spesso per evitare l’imbarazzo, si tende a evitare accuratamente l’argomento dribblando con maestria le domande dei giovani adolescenti, o peggio demonizzandoli arrabbiandosi con loro. In entrambi i casi il risultato sarà “genitori preoccupati, figli preoccupati e nessuna informazione sulla sessualità”.

Recentemente Eurispes e Telefono Azzurro hanno condotto un’indagine su un campione rappresentativo di 2.470 adolescenti italiani tra i 12 e i 19 anni, che ha rilevato come oltre la metà degli intervistati aveva avuto il primo rapporto sessuale completo prima dei 16 anni. In particolare, il 38,4% ha avuto il primo rapporto sessuale tra i 14 e i 15 anni, mentre l’11,7% ancora prima, tra gli 11 e i 13 anni. Poco meno del 30% lo ha avuto tra i 16 e i 17 anni, mentre appena il 4,9% ha “aspettato” di diventare maggiorenne (8° Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza).

Non disperiamo, per una volta l’Italia è in buona compagnia, infatti, tale tendenza si rileva anche nel resto dell’Europa, come emerso da diversi studi condotti che evidenziano come nell’ultimo decennio l’età media del primo rapporto sessuale si sia abbassata in media di 4 anni per le donne (22.0 nel 1930 contro 17.6 nel 2000) e di uno per i maschi (18.1 contro 17.2) (Bozon e Leridon, 1996; Bajos et al 2010; Bajos et al 2014).

Tuttavia a preoccupare genitori e psicologi non è solo la precocità del primo rapporto sessuale, ma sono soprattutto le abitudini sessuali degli adolescenti che, come emerso anche dall’articolo inchiesta pubblicato su Il fatto quotidiano da Beatrice Borromeo, sempre più spesso considerano la verginità come una macchia della quale “doversi sbarazzare per non essere emarginati”, i rapporti sessuali una piccola trasgressione simile fumare di nascosto dai genitori e la sessualità come una “pratica” slegata dai sentimenti, ma strettamente connessa ad “una questione di immagine”.

Le forti dichiarazioni rilasciate dagli adolescenti hanno scatenato numerose critiche da parte dei lettori che si sono uniti per scagliarsi contro il grande nemico dei giovani, I Media, accusandolo di aver causato, a partire dagli anni ’90, un’ipersessualizzazione della società.

Messaggio pubblicitario Tuttavia, sebbene sia innegabile la forte responsabilità della società moderna sulle abitudini sessuali degli adolescenti, non è possibile dimenticare che, sebbene la parola “sesso” sia sulla bocca di tutti, solo raramente i genitori affrontano quest’argomento seriamente e in modo efficace con i propri figli esponendoli così al pericolo di adottare abitudini sessuali non salutari e pericolose.

Cos’è che impedisce ai genitori di “fare il discorso” con i propri figli? La dott.ssa Amber Madison spiega che le ragioni sono principalmente due: la difficoltà ad accettare che i propri figli siano sessualmente attivi e l’imbarazzo di toccare certi argomenti “scottanti”.

Se per la prima condizione l’unica strada da intraprendere è l’accettazione, per l’imbarazzo molto si può fare ed è proprio con l’obiettivo di aiutare i genitori a superarlo che la dottoressa ha scritto l’interessante e al tempo stesso divertente libro “Parlare di sesso con i propri figli”. Più che un libro, lo si potrebbe considerare un vero e proprio “manuale pratico per genitori poco pratici e imbarazzati” che aiuta passo passo ad affrontare le diverse tematiche legate alla sessualità, con tanto di schema riassuntivo a fine capitolo con punti centrali e delle parole da utilizzare. Quindi piuttosto che leggerlo potremmo dire che è da usare per trovare risposte alle proprie domande.

Proviamo ad usarlo un po’ insieme. Per esempio se ci domandassimo: “Come posso superare l’imbarazzo di dover parlare ai figli di sesso?” Iniziando a prendere confidenza con quelle parole che recano tanto imbarazzo come pene, vagina, sesso orale, e tutte le altre dicendole ad alta voce per casa. Non vi preoccupate se il vicino vi sente, potrete sempre condividere con lui il libro. Sicuramente vi ringrazierà.

Una volta presa la dovuta confidenza iniziate a preoccuparvi del clima della conversazione, qui non servono le candele, ma calma, autocontrollo e la consapevolezza che l’obiettivo è quello di far passare il messaggio che per voi è un piacere poter parlare dei problemi e dei dubbi dei ragazzi.

“Quand’è che comincia tutto? Quando devo iniziare a parlare di sesso vero con i miei figli?” Tutto ha inizio alla scuola media, quando iniziano le prime esplorazioni in questo mondo. Tranquilli, parlare precocemente di buone abitudini sessuali, come l’importanza di saper rispettare i propri tempi e soprattutto se stessi, non accelera il processo di sessualizzazione, ma al contrario permettere evitare di dover “correre ai ripari” quando è troppo tardi. Per questo è molto importante spiegare fin da subito ai vostri figli quali sono le dinamiche che regolano i rapporti sessuali sani, usando anche come esempio le loro amicizie.

Di capitolo in capitolo la dott.ssa Madison affronta così le tematiche più importanti relative al sesso come le malattie sessualmente trasmissibili, delle quali descrive in modo accurato e chiaro le possibili complicazioni causate dall’assenza di una sintomatologia franca sottolineando quindi l’importanza della prevenzione, la contraccezione, l’uso corretto del preservativo, le emergenze sessuali e i principali miti e leggende sul sesso, dando molti consigli utili e pratici ai genitori, e perché no anche agli psicologi più imbarazzati.

La bravura dell’autrice è stata quella di riuscire a trattare un argomento tanto delicato e complesso con una serenità e leggerezza che trasmettono al lettore veramente il coraggio di poter parlare con i propri figli anche degli argomenti più delicati.

Una piccola nota a piè di pagina… come molti pendolari, mi sono trovata a leggere molto spesso il libro in treno e non ho potuto non notare inizialmente gli sguardi a volte imbarazzati, a volte di disappunto, dei miei compagni di viaggio che nel giro di poco tempo hanno iniziato a farmi le domande più disparate sull’argomento elargendo anche i più disparati consigli.

 

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BIBLIOGRAFIA:

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