inTherapy

Le capacità di metacognizione come focus per i trattamenti della schizofrenia

Ultimamente è cresciuto l’interesse nell’idea che la capacità metacognitiva giochi un ruolo centrale nel corso e nei potenziali esiti della schizofrenia.

ID Articolo: 41901 - Pubblicato il: 11 aprile 2014
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Luisa Buonocore

 

Deficit metacognitivi e schizofrenia. - Immagine: © fotodo - Fotolia.comLa capacità metacognitiva come focus per i trattamenti della schizofrenia: durante gli ultimi 15 anni è cresciuto l’interesse nell’idea che i deficit metacognitivi giochino un ruolo centrale nel corso e nei potenziali esiti della schizofrenia. La ricerca in questi anni ha confermato che molte persone affette da schizofrenia sperimentano difficoltà nel cogliere i propri pensieri e quelli degli altri.

Questi pazienti non riescono a descrivere i propri pensieri e i propri stati emotivi o a utilizzare le informazioni sugli stati mentali per formulare piani per superare i problemi psicologici. Inoltre, livelli più alti di tali difficoltà sono legati a livelli alti di paranoia, sintomi negativi, disturbi del pensiero e scarsi livelli di funzionamento sociale (Popolo, Salvatore & Lysaker, 2012; Dimaggio & Lysaker, 2011).

Nell’articolo “Metacognitive Capacities for Reflection in Schizophrenia: Implications for Developing Treatments” pubblicato su Schizophrenia Bulletin (Marzo 2014) gli autori Paul H. Lysaker e Giancarlo Dimaggio descrivono la base teorica e i risultati di un nuovo paradigma di ricerca che ha indagato il ruolo centrale dei deficit metacognitivi nella schizofrenia.

Gli autori descrivono la metodologia utilizzata per valutare le difficoltà nella capacità di riflettere sugli stati mentali, di formare idee complesse su se stessi e gli altri  e di usare queste informazioni per rispondere ai cambiamenti psicosociali e per la realizzazione dei propri obiettivi. Per superare le difficoltà nell’assessment della metacognizione con compiti di laboratorio, che utilizzano stimoli emozionalmente e personalmente neutri (ad esempio indovinare le emozioni di persone fotografate), gli autori propongono un’intervista semistrutturata l’Indiana Psychiatric Illness Interview che permette di valutare la metacognizione per come si manifesta durante un discorso generato spontaneamente.

Messaggio pubblicitario Le narrazioni elicitate da questa intervista vengono valutate utilizzando le 4 scale della Metacognitive Assessment Scale Abbreviated (MAS-A). Diverse ricerche hanno evidenziato l’attendibilità e la validità di questo metodo. La presenza di deficit metacognitivi nella schizofrenia è rappresentata da punteggi più bassi alla MAS-A nei campioni di pazienti affetti da questa patologia. A livello descrittivo, i pazienti schizofrenici hanno difficoltà nel riconoscere la soggettività dei pensieri, nel riconoscere che gli altri hanno stati interni complessi, che gli eventi possono essere compresi da prospettive diverse e incapacità di utilizzare la conoscenza metacognitiva per gestire lo stress. Punteggi bassi alla MAS-A sono correlati a livelli più bassi di competenze funzionali e maggiori livelli di sintomi negativi.  Nei campioni di pazienti schizofrenici i punteggi della MAS-A hanno, inoltre, predetto i livelli di funzionamento lavorativo futuro e mediano l’impatto dei deficit metacognitivi sul funzionamento sociale. I dati di ricerca riportati suggeriscono che i pazienti con schizofrenia riportano gravi deficit nella capacità di integrare le informazioni in idee complesse su se stessi e gli altri e tali deficit predicono un peggior funzionamento psicosociale indipendentemente da sintomi e deficit neurocognitivi.

Secondo gli autori questi risultati suggeriscono qualcosa di nuovo: la ridotta capacità di costruire rappresentazioni complesse ed integrate di se stesso e degli altri potrebbe essere la caratteristica principale del disturbo; mentre i sintomi e i deficit neurocognitivi  possono rendere difficile capire come fare le cose, i deficit metacognitivi rendono impossibile capire perché seguire una certa linea d’azione.

Queste ricerche evidenziano la necessità di interventi che abbiano come bersaglio i deficit metacognitivi nella schizofrenia. In aggiunta a interventi volti a ridurre i sintomi, fornire supporto e aiutare a mettere da parte convinzioni disfunzionali, sembra estremamente importante cercare di promuovere le abilità di pensare in termini di stati mentali. Interventi che aiutino i pazienti a monitorare i propri stati interni, rinforzare la capacità di pensare a cosa pensano gli altri e di integrare i diversi elementi dell’attività mentale a dare senso a ciò che accade nella loro mente e in quella degli altri (Lysaker et al. 2013; Popolo, Salvatore & Lysaker, 2012; Salvatore et al. 2012a; Salvatore et al. 2012b; Lysaker et al. 2011)

 

 

ARGOMENTI CORRELATI:

METACOGNIZIONESCHIZOFRENIA

ARTICOLO CONSIGLIATO:

 Migliorare l’esito della schizofrenia nelle varie epoche della vita

 

BIBLIOGRAFIA:

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 6, media: 5,00 su 5)
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario