Centri Clinici

L’ amore paziente di Anne Tyler (2003) – Recensione

L' amore paziente - Jeremy, narcisista mascherato da agorafobico e Mary, "madre per sempre", così accudente e così pronta alla fuga per sfinimento.

ID Articolo: 40215 - Pubblicato il: 26 febbraio 2014
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

 

 

L’ amore paziente di Anne Tyler

Guanda 2003

 

L' amore paziente di Anne Tyler, Guanda 2003 - CopertinaAmare è proprio una parola sconosciuta per i personaggi di questo libro: per i due protagonisti Jeremy,  narcisista mascherato da agorafobico e Mary, “madre per sempre“, così accudente  e così pronta alla fuga per sfinimento.

Questa volta vorrei cominciare dal titolo in inglese – Celestial navigation – tradotto, chissà perchè, in italiano con – L’amore paziente.

Ecco, questo libro racconta di altro non di amore, direi piuttosto che racconta, in modo davvero esauriente, di dipendenza, di necessità dell’altro dettata da ostinati e antichi bisogni che nulla hanno a che fare con la realtà, di legami, insomma e non di relazioni.

Amare è proprio una parola sconosciuta per i personaggi di questo libro: per i due protagonisti Jeremy,  narcisista mascherato da agorafobico e Mary, “madre per sempre“, così accudente  e così pronta alla fuga per sfinimento.

E anche per i personaggi secondari, gli ospiti della casa di Jeremy trasformata in pensione, tante solitudini e tanti fragili rapporti con la realtà, chi per vecchiaia, chi per abitudine, chi per paura di vivere.

Siamo a Baltimora, Jeremy ha trentotto anni quando muore la madre,  con cui ha vissuto fino a quel momento in una relazione simbiotica  esclusiva ed escludente.

Lui è un’artista di discreto successo, che vive chiuso nella propria casa-pensione a creare sculture in totale solitudine, sommerso e governato da numerosi e più o meno inconsapevoli sintomi di varia entità: agorafobia, paura della gente, del contatto, paura di uscire di casa e altro.

Domina su tutto l’estraneità a ciò che gli capita intorno, come se la realtà fosse rarefatta e incomprensibile, in modo particolare il rapporto con gli altri; privo delle minime competenze sociali e con una theory of mind piuttosto povera Jeremy si guarda appena intorno, stupito e rattrappito nel suo mondo interiore che è soprattutto silenzio.

Chi legge, a questo punto, si chiede come farà a sopravvivere uno così senza la madre a fargli da baluardo.

Ed ecco che arriva Mary, scappata dal marito e con una figlia piccola, alla ricerca di una camera da affittare.

Molto rapidamente tra i due inizia una relazione, pare quasi che Jeremy possa finalmente  curare il suo autistico mondo interiore con l’innamoramento per questa giovane donna.

Messaggio pubblicitario Non si sposano, fanno finta di essere marito e moglie e mettono al mondo, in rapida successione, cinque figli.

Mary l’accudente trova finalmente la sua ragione d’essere, nell’occuparsi dei piccoli, della gestione pratica della casa e di questo strano marito che si dimentica di finire le frasi mentre sta parlando perchè si perde nei suoi pensieri e nei suoi silenzi. 

Mary ha bisogno che altri siano dipendenti da lei, è “dipendente dalle dipendenze“, desidera che i suoi comportamenti siano regolatori ed equilibranti per gli altri più che per se stessa, in fondo lei cos’ altro è se non una in grado di prendersi cura?

Ma la corda è troppo tirata, piccole delusioni scalfiscono la certezza di Mary di essere il centro della casa, in fondo Jeremy non è uno che vuol farsi accudire, vuole solo essere lasciato in pace nella sua solitudine colorata  di fantasie e ossessioni, dove gli altri proprio non esistono, nemmeno i figli (che lo chiamano per nome proprio e non con la parola papà o padre); Mary l’accudente diventa fuggitiva, prende figli e bagagli e se ne va.  

Non è questa la fine della storia, ci sarà altro: bellissimo uno dei capitoli finali dove Jeremy, affronta una miriade di preoccupazioni ansiose  che lo collocano almeno in tre o quattro quadri psicopatologici differenti ( utile per noi clinici per confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quanto è difficile fare diagnosi).  Sovraccarico di  paure, debolezza e sensazione di estraneità, per la prima volta nella vita attraversa tutta la città per andare a trovare Mary e i bambini,  con esiti davvero originali e inaspettati.

ARGOMENTI CORRELATI:

LETTERATURARECENSIONIAMORE & RELAZIONI SENTIMENTALI NARCISISMO

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 4, media: 3,50 su 5)
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Scritto da

Categorie

Messaggio pubblicitario