L’efficacia della CBT in pazienti con patologie mediche

CBT - Un altro trial clinico che porta risultati incoraggianti per la CBT è stato pubblicato sulla rivista The Lancet, tra gli autori Paul Salkovskis.

ID Articolo: 35830 - Pubblicato il: 29 ottobre 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Un altro trial clinico multicentrico che porta risultati incoraggianti  per le terapie cognitivo-comportamentali è stato pubblicato pochi giorni fa sulla rivista The Lancet, tra gli autori Paul Salkovskis.

Questa volta oggetto di indagine è l’efficacia della CBT sull’ansia connessa allo stato di salute in pazienti con problematiche somatiche in trattamento presso ambulatori di cardiologia, gastroenterologia e simili.

Tra i criteri di inclusione vi è l’età compresa tra i 16—75 anni ed  elevati livelli di ansia connessa allo stato di salute.

Nello studio 444 pazienti con diagnosi di ansia eccessiva connessa allo stato di salute (i pazienti effettivamente coinvolti nello studio sono stati reclutati a partire da uno screening su circa 28.000 pazienti delle cliniche) sono stati assegnati in modo randomizzato a due condizioni: sottoporsi a un protocollo breve di psicoterapia cognitivo-comportamentale oppure un trattamento standard ambulatoriale per patologie mediche senza alcun intervento psicologico.

Il protocollo di trattamento di CBT breve comprendeva dalle cinque alle dieci sedute di terapia cognitivo-comportamentale gestita da psicoterapeuti, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto un trattamento standard previsto dalla clinica – che dal punto di vista psicologico prevedeva generiche rassicurazioni da parte dei medici.

Messaggio pubblicitario Dopo un anno di trattamento dai dati emerge che, rispetto ai controlli, i pazienti sottoposti a CBT presentano un significativo miglioramento nella sintomatologia ansiosa, variabile di outcome misurata mediante lo strumento Health Anxiety Inventory a un anno dal termine del trattamento.

Simili differenze significative sono state riscontrate sia a sei mesi che a due anni dal termine del trattamento, senza rovinosi effetti nemmeno in termini di aumento di costi sanitari.

Lo dice The lancet: “It (CBT) deserves wider application in medical care” [“(La psicoterpaia cognitivo-comportamentale) merita una più ampia applicazione nell’ambito dell’assistenza medica”]. Lo studio è registrato sul sito controlled-trials.com.

LEGGI:

PSICOTERAPIA COGNITIVA ANSIAACCETTAZIONE DELLA MALATTIA

 

 

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