Fenomenologia dell’amicizia col benefit

"Friend with benefits", ovvero relazioni di amicizia con il beneficio del rapporto sessuale, senza il coinvolgimento e gli impegni di un rapporto di coppia

ID Articolo: 35332 - Pubblicato il: 15 ottobre 2013
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Amicizia col benefit . - Immagine: ©Gina Sanders Fotolia.comIn inglese è il “friend with benefits”: si tratta di relazioni di amicizia che comprendono il beneficio del rapporto sessuale, senza il coinvolgimento e gli impegni di un rapporto di coppia.

(Lehmiller et al., 2011).

In brasiliano “amigo colorido”, in italiano, più prosaicamente, trombamico/a (con la variante di scopamico/a), che per praticità chiameremo in questo articolo TA.

Questo tipo di rapporto, sempre più frequente nella società occidentale, viene studiato da psicologi e sociologi per le possibili implicazioni sulla salute fisica (malattie sessualmente trasmesse) e psichica (a seconda di come possono evolvere o finire). La TA va distinta dal cosìdetto “hookup”, o rapporto sessuale occasionale tra sconosciuti o conoscenti che ha luogo un’unica volta. Per parlare di TA gli incontri sessuali devono essere più di uno, e soprattutto devono interessare persone legate da un rapporto di amicizia.

In diversi studi americani, condotti sulle popolazioni studentesche, oltre la metà degli intervistati ha riportato pregresse esperienze di TA (Bisson and Levine, 2009). Nonostante l’attenzione si sia concentrata come sempre sugli studenti universitari, per la relativa facilità ad essere reclutati e studiati, la TA può riguardare pure età più avanzate, anche se mancano dati precisi in tal senso.

Le ricerche hanno mostrato come gli incontri di TA sarebbero caratterizzati da una varietà di attività sessuali (sesso orale, toccamenti, penetrazione), anche se il rapporto completo è quello che si manifesta con più frequenza. Spesso i partner concordano una sorta di “regolamento”, che comprende accordi sulle precauzioni da prendere durante l’atto sessuale e sulla privatezza degli incontri (chi può sapere della TA?).

In realtà un esplicito “negoziato” relazionale spesso non viene fatto e questo può rendere comunque il rapporto problematico. Gli intervistati hanno individuato proprio nell’attività sessuale con una persona conosciuta e fidata il maggior vantaggio di questo tipo di rapporto, oltre che la possibilità che dall’esperienza fisica possa nascere un legame affettivo. Tra gli svantaggi della TA sono stati individuati timori rispetto alla possibilità di rovinare l’amicizia o la possibilità di provare sofferenze emotive a causa del coinvolgimento sessuale. Gli intervistati, in particolare i maschi (che sorpresa…), hanno comunque dichiarato che la TA susciterebbe più reazioni emotive positive, che negative (Owen and Fincham, 2011).

Rispetto al profilo demografico delle persone che sperimentano la TA, si tratta soprattutto di soggetti che vivono in aree urbane (ah, la pace della campagna…) e che solitamente non sono religiosi praticanti (peccatori…).

Sembra che i maschi abbiano più esperienze di TA rispetto alle femmine (54% vs 42), come del resto accade anche per i rapporti sessuali occasionali, anche favoriti da un maggior permissivismo a livello sociale, visto che ancora oggi le donne sessualmente più “sportive” possono essere denigrate o non viste favorevolmente (Schmitt et al., 2003). Quest’ultimo fatto potrebbe costituire un deterrente per le femmine rispetto all’ esprimere il proprio interesse per i rapporti occasionali, costituendo perciò un bias per gli studi. Un aspetto interessante da tener conto è che è stato dimostrato che se la donna si dichiara emotivamente coinvolta con il partner occasionale, il giudizio sociale negativo migliora (Cohen and Shetland, 1996), come a dire che il coinvolgimento emotivo legittima l’atteggiamento libertino.

Altri studi evidenziano come le femmine tendano a considerare la TA in modo più emotivo e meno fisico rispetto ai maschi, forse nel tentativo di giustificare e autoassolvere un comportamento che può essere biasimato a livello sociale (Mc Ginty et al., 2007).

L’abuso di alcol favorirebbe la nascita di questo tipo di rapporti, soprattutto per quanto riguarda le femmine (Owen and Fincham, 2011).

Spesso i trombamici hanno una visione dell’amore non particolarmente romantica, credono di potersi innamorare di più persone nel corso della vita e sono convinti che il sesso possa avere un senso anche senza amore (Puentes et al., 2008).

Messaggio pubblicitario  Secondo Mongeau e colleghi (2013) esisterebbero ben sette sottotipi diversi di TA: i veri amici (persone legate da un reale e sincero rapporto di amicizia, con il “benefit” come accessorio), i “solo sesso” (si pensa all’altra persona solo quando si ha voglia di sesso), i “salvagenti sessuali” (persone che condividono lo stesso gruppo sociale e che a fine serata, quando il party finisce, si ritrovano nello stesso letto), i TA “in transito” (TA che sfociano in vere relazioni sentimentali; in realtà questa categoria comprende tre sottotipi a seconda che ci sia o no un’intenzionalità consapevole o meno di utilizzare la TA come anticamera del rapporto di coppia), i “terminandi” (residuati sessuali di una relazione di coppia ormai conclusa).

Gli studiosi sottolineano la grande utilità di avere a disposizione questa lista di categorie, per definirsi in modo preciso a livello relazionale, anche sui social network, superando finalmente la vetusta dicotomia single/fidanzato (o sposato).

Di questo passo arriveremo al punto che quando incontreremo un amico di infanzia, che non vediamo da anni, alla fatidica domanda “Beh allora ti sei sposato, hai fatto figli?”, lui potrà rispondere “No, però ho un salvagente sessuale!”.

Restando in tema di rapporti amicali, ma discostandosi leggermente dalla TA, vale la pena accennare a un recente studio texano (“in Texas ci nascono solo tori e checche” gridava il Sergente Hartman in Full Metal Jacket), che è andato a indagare un altro tipo di benefit, che compare nelle amicizie uomo-donna, quando però il “lui” è omosessuale (Russel et al., 2013). Il plus in questo tipo di rapporti sarebbe l’imparzialità nelle consulenze sentimentali e nei consigli amorosi. Lo studio, condotto usando i social network, ha mostrato come le donne eterosessuali percepiscano la consulenza offerta da un uomo gay come più affidabile di quella offerta da un uomo o una donna eterosessuale. Allo stesso modo, i partecipanti maschi gay percepiscono i consigli d’amore di una donna eterosessuale come più affidabili rispetto allo stesso consiglio offerto da un uomo o una donna omosessuale.

Gli studiosi hanno motivato le predilezioni dall’assenza di “conflitti di interesse” in questi tipi di rapporti, privi di sentimenti di rivalità o attrazione sessuale.

Per concludere, l’amicizia tra uomo e donna può esistere eccome, anche se pare sempre più complessa.

 

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BIBLIOGRAFIA:

 

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