E’ vero che gli Uomini pensano al Sesso più delle Donne?

Gli uomini pensano di più al sesso rispetto alle donne, ma pensano di più anche alle altre funzioni fisiologiche.

ID Articolo: 17288 - Pubblicato il: 08 ottobre 2012
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Comunemente si pensa che gli uomini pensino al sesso più frequentemente rispetto alle donne, ma le evidenze empiriche a questo proposito sono piuttosto deboli e inconsistenti. 

Questo luogo comune è stato messo in discussione da uno studio condotto nel Dipartimento di Psicologia dell’Ohio State University, al quale hanno partecipato 163 donne e 120 uomini, tutti studenti del college, di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Ai partecipanti è stato chiesto di rispondere ad un questionario di valutazione dei comportamenti associati ai principali bisogni fisiologici quotidiani, quali mangiare, dormire e fare sesso e a domande aperte sulla frequenza quotidiana dei pensieri riguardanti questi tre bisogni. Le misure riguardanti i bisogni di dormire e nutrirsi sono state inserite solo per mascherare il focus dello studio, ossia l’attività sessuale e per ridurre l’imbarazzo nei partecipanti. 

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Ma cosa può predire la frequenza dei pensieri sessuali? I ricercatori di questo studio hanno tenuto conto di 3 variabili: il genere, l’erotofilia e la desiderabilità sociale. Per “erotofilia” si intende un positivo o negativo orientamento e predilezione per situazioni legate al sesso, mentre la desiderabilità sociale indica la tendenza a scegliere risposte che appaiono socialmente più accettabili. I partecipanti sono stati in seguito assegnati, in modo casuale, a 3 diverse condizioni ed è stato chiesto loro di annotare per una settimana la frequenza e una breve descrizione dei pensieri riguardanti uno dei 3 bisogni fisiologici, a seconda della condizione.  

L’ipotesi di partenza è che se gli uomini pensano più frequentemente al sesso rispetto alle donne, potrebbero pensare più spesso anche ad altre funzioni biologiche. Tuttavia è possibile che le donne siano più riluttanti a riportare pensieri riguardanti il cibo, a causa dello stereotipo sociale che ne deriva, secondo il quale le donne dovrebbero mangiare di meno rispetto agli uomini e dunque, pensarci anche di meno. Un altro stereotipo, invece, potrebbe influenzare i maschi, i quali potrebbero fornire stime significativamente più alte della frequenza di pensieri sessuali rispetto alle donne, poiché comunemente si ritiene che gli uomini pensino al sesso più spesso delle donne.

Dai risultati è emerso che le differenze della frequenza dei pensieri riguardanti il sesso in funzione del genere, sono minori rispetto a quanto si credesse comunemente e a quanto è emerso dai precedenti studi e queste differenze sono presenti anche rispetto agli altri bisogni fisiologici, quali nutrirsi e dormire. Dunque gli uomini pensano di più al sesso rispetto alle donne, ma pensano di più anche alle altre funzioni fisiologiche.

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Realmente, quanto spesso si pensa al sesso? Dallo studio è emerso che gli uomini pensano al sesso mediamente 20 volte al giorno, mentre le donne circa 10 volte al giorno. 

Inoltre, in linea con quanto ci si aspettasse, dallo studio risulta che la desiderabilità sociale nelle donne é associata negativamente ai punteggi relativi alla frequenza dei pensieri riguardanti il sesso e il cibo, ma non il sonno e questa correlazione negativa non è stata riscontrata negli uomini. Anche la variabile “erotofilia” è risultata associata alla frequenza dei pensieri sessuali nelle donne, ma non negli uomini. Questo cosa significa? Si può supporre che gli stereotipi culturali abbiano influenzato maggiormente le risposte delle donne rispetto a quelle riportate dagli uomini.

La ricerca futura potrebbe proporsi anche di distinguere il contenuto dei pensieri (si pensa ad esperienze reali o la mente tende a fantasticare?).

Questo studio resta comunque l’unico, al momento, che abbia preso in considerazione la variabile della desiderabilità sociale e che abbia tenuto conto di pensieri riguardanti anche altre funzioni fisiologiche, oltre a quella legata all’attività sessuale.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

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