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Empatia: più forte con i nostri cari

Caratteristica dell'essere umano è l' empatia. Secondo lo studio riuscire a mettersi nei panni degli altri dipende dall'associazione con le persone care.

ID Articolo: 33914 - Pubblicato il: 11 settembre 2013
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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Una delle caratteristiche distintive dell’essere umano è la capacità di provare empatia. Un nuovo studio della University of Virginia suggerisce che il riuscire a mettersi nei panni degli altri dipenda dalla forte associazione che creiamo tra noi e le persone care che ci stanno intorno nel quotidiano, come se con la familiarità queste diventassero parti di noi, come se “il nostro sè includesse le persone che sentiamo vicine”, per usare le parole del ricercatore James Coan, a capo dello studio.

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L’effetto paradossale del mettersi nei panni dell’altro. - Immagine: © Pona - Fotolia.com

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James Coan, professore di psicologia al U.Va.’s College of Arts & Sciences, usando la risonanza magnetica funzionale ha scoperto, infatti, una forte correlazione tra le scansioni cerebrali di persone familiari tra loro. 

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Coan e il suo team hanno condotto lo studio su 22 soggetti adulti; l’esperimento prevedeva che i 22 partecipanti venissero monitorati con la fMRI mentre correvano il rischio che delle lievi scosse elettriche colpissero loro stessi, degli amici o degli sconosciuti.

I risultati indicano, come previsto dai ricercatori, che le regioni del cervello coinvolte nella risposta alle minacce – insula anteriore, putamen e giro sopramarginale – si sono attivate sotto la minaccia di shock per il sé. Nel caso in cui, invece, era un’estraneo ad essere minacciato, le scansioni hanno mostrato poca attivazione in quelle stesse aree cerebrali.

Tuttavia, quando la minaccia di shock era rivolta ad un amico l’attività cerebrale dei partecipanti è risultata essenzialmente identica all’attività visualizzata sotto la minaccia al sé.

Messaggio pubblicitario  “La scoperta dimostra la notevole capacità del cervello di modellare il sé su quello degli altri, che le persone vicine a noi diventano una parte di noi stessi e che questo non è solo metaforico o poetico, ma è molto reale. Ci sentiamo letteralmente minacciati quando un amico è in pericolo, ma non è la stessa cosa quando lo è uno sconosciuto“, ha detto Coan “Questa probabilmente è la fonte dell’empatia, è parte del processo evolutivo: una minaccia per noi è una minaccia per le nostre risorse. Quando ci facciamo degli amici, possiamo fidarci e affidarci a chi, in sostanza, è diventato parte di noi, le nostre risorse si espandono, ci guadagnamo. L’obiettivo dell’altro diventa il mio obiettivo. È’ parte della nostra capacità di sopravvivenza.

 

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BIBLIOGRAFIA:

 

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