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Fiction & Realtà: Coinvolgersi nella Lettura Favorisce l’ Empatia

Leggere romanzi e fiction può aumentare la nostra empatia e migliorare le relazioni con gli altri?

Di Marianna Palermo

Pubblicato il 18 Feb. 2013

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Rassegna Stampa - State of Mind - Il Giornale delle Scienze Psicologiche

Leggere romanzi e fiction può aumentare la nostra empatia e migliorare le relazioni con gli altri?

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Una risposta a questa domanda è stata fornita dai ricercatori Bal e Veltkamp, i quali hanno condotto due studi presso la Vu University Medical Centre di Amsterdam. Al primo studio hanno partecipato 163 studenti universitari. Ad alcuni dei partecipanti é stato proposto di leggere “The adventure of the six Napoleons”, uno dei racconti della raccolta “Il ritorno di Sherlock Holmes”, ad altri un capitolo di “Cecità” di José Saramago e ad altri ancora un reportage sulla rivolta in Libia e sul disastro nucleare in Giappone. Nel secondo studio, alcuni dei 97 studenti che vi hanno preso parte, hanno letto il primo capitolo della “Cecità” di José Saramago, mentre agli altri è stato chiesto di leggere un articolo di giornale. In entrambi gli studi dopo la lettura è stato misurato il livello di coinvolgimento emotivo del lettore nella storia, mentre la capacità di provare ed esprimere empatia è stata rilevata, attraverso una scala quantitativa, prima dell’esperimento, subito dopo la lettura del testo e una settimana dopo.

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L’effetto paradossale del mettersi nei panni dell’altro. - Immagine: © Pona - Fotolia.com
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Dai risultati è emerso che gli studenti che avevano mostrato un forte coinvolgimento emotivo nella lettura delle fiction manifestavano un maggiore livello di empatia una settimana dopo l’esperimento, mentre subito dopo la lettura non emergeva nessun cambiamento. Dunque, la lettura delle fiction sembrerebbe avere un’influenza sulla capacità empatica e sul comportamento umano dopo un periodo di latenza e non nell’immediato. Gli studenti che avevano letto fatti di cronaca, invece, non mostravano nessun cambiamento nel livello di empatia né nell’immediato né a distanza di una settimana. Ma un risultato sorprendente riguarda gli studenti che avevano letto le fiction ma che non si erano sentiti coinvolti nella storia: in questo caso, i livelli di empatia risultavano addirittura più bassi.

Leggere fiction e romanzi, dunque, può avere il potere di trasportarci in un’altra dimensione, di coinvolgerci nelle vicende dei personaggi, di emozionarci e, nello stesso tempo, può avere degli effetti considerevoli sul piano sia emotivo che comportamentale, rendendoci più empatici e più predisposti alle relazioni con gli altri.

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Se un libro ci coinvolge tanto da sentirci parte della storia e delle avventure dei personaggi, questo avrà effetti sulla nostra vita e sulla nostra persona a distanza di tempo, ci renderà capaci di comprendere meglio gli stati d’animo altrui e ci consentirà di mettere in atto risposte emotive e sociali più appropriate.

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Marianna Palermo
Marianna Palermo

Dottoressa in Psicologia Clinica

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