Neuroestetica: La Bellezza Sta Negli Occhi di Chi Guarda

Neuroestetica - La Bellezza: Da dove viene la bellezza e quali sono le aree cerebrali coinvolte in questa misteriosa percezione?

ID Articolo: 25500 - Pubblicato il: 30 gennaio 2013
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Elisabetta Boschini

 

 

Neuroestetica: La Bellezza Sta Negli Occhi di Chi Guarda. - Immagine: © lassedesignen - Fotolia.comNeuroestetica – La Bellezza: Da dove viene la bellezza e quali sono le aree cerebrali coinvolte in questa misteriosa percezione?

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Nel convegno Neurobiologia della Bellezza (Bergamo Scienza, 2012), Semir Zeki racconta come il cervello si comporta in presenza del Bello (e della bellezza ). 

“Quando vidi il dipinto una lieve sensazione di piacere si accese in me fino a pervadere tutto il corpo prendendone possesso. Dallo sguardo fisso sulla tela agli angoli più remoti del mio essere, i colori mi avvolsero come un guanto sulla nuda mano e l’unica cosa che potevo fare era sottomettermi a tale piacere”.

E’ capitato anche a voi di provare queste sensazioni osservando un quadro? E vi siete mai chiesti perchè?

Ebbene una risposta esiste e proviene da un recente campo di studi della psicologia: la Neuroestetica.

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La Neuroestetica nasce nel 2001 e si definisce come lo studio correlato tra neurologia ed estetica. Questa affascinante disciplina non spiega l’opera d’arte ma la utilizza per comprendere il cervello e la sua attività di fronte a specifiche stimolazioni; essa si propone di studiare il misterioso processo percettivo e chimico che si attiva nel momento in cui i nostri occhi incontrano un’opera d’arte: un processo visivo per nulla passivo ma attivo costruttore dell’immagine percepita e in grado di generare in noi quelle sensazioni di bellezza e piacere che le opere d’arte sono in grado di regalarci.

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Pioniere in questo campo di studi è il prof. Semir Zeki, che grazie alle ricerche condotte negli ultimi anni, ha svelato, in parte, il mistero della percezione estetica ovvero cosa si genera quando percepiamo qualcosa di bello? Per spiegare questo concetto, l’autore parte considerando il processo visivo come un percorso attivo nel costruire l’immagine della realtà. Affinchè sia possibile percepire un’immagine è necessario il coinvolgimento non solo del sistema visivo ma anche del complesso sistema di cognizioni-emozioni-valori.

Questo sistema prende forma nel rapporto tra individuo e realtà, esso è il risultato del continuo dialogo tra cervello e ambiente. Grazie al nostro sistema cognitivo creiamo aspettative, diamo significato e valore a ciò che vediamo e viviamo, creiamo quindi concetti e significati. Semir Zeki sostiene che anche la bellezza e il piacere nascono dall’integrazione di concetti presenti nel nostro cervello, creazioni di aspettative fortemente influenzate dalla cultura, soggette quindi a differenze individuali e culturali (Zeki, 2010).

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Messaggio pubblicitario  Certamente questo non spiega la possibile esistenza di parametri universali per il riconoscimento della bellezza, tuttavia le ricerche di Zeki hanno portato a individuare le specifiche aree cerebrali coinvolte nell’esperienza estetica: la corteccia orbito-frontale mediale.

Sembrerebbe che quest’area sia correlata con esperienze visive piacevoli o, più semplicemente, con la percezione di ciò che ciascuno di noi considera bello, indipendentemente dalle caratteristiche dell’oggetto stesso. In questo senso l’autore, durante un convengo tenutosi a Bergamo in occasione del consueto festival BergamoScienza, dichiara: “Una definizione comune di bellezza c’è ed è nella corteccia orbito-frontale mediale” .

Quest’area, situata quindi nella porzione anteriore del nostro cervello, si attiva in presenza di stimoli che rientrano nei concetti di Bellezza-Desiderio-Amore ed è parte integrante del sistema di gioia e gratificazione.

E’ vero dunque che “La bellezza è negli occhi di guarda”, tuttavia grazie a queste importanti scoperte si può sostenere che, mentre il concetto della bellezza subisce le influenze culturali , da un punto di vista organico l’area cerebrale coinvolta sembra essere uguale per tutti gli esseri umani.

 

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BIBLIOGRAFIA:  

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