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“Il Colloquio in Psicoterapia Cognitiva” Di G.M. Ruggiero e S. Sassaroli – Febbraio 2013

State of Mind presenta in anteprima il volume: G.M. Ruggiero & S. Sassaroli "Il Colloquio in Psicoterapia Cognitiva" - in uscita Feb 2013.

ID Articolo: 22539 - Pubblicato il: 23 novembre 2012
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Introduzione al volume:

 

G.M. Ruggiero & S. Sassaroli

IL COLLOQUIO IN PSICOTERAPIA COGNITIVA

TEORIA E PRATICA CLINICA 

 

 FEBBRAIO 2013 – RAFFAELLO CORTINA EDITORE 

 

"Il Colloquio in Psicoterapia Cognitiva” Di G.M. Ruggiero e S. Sassaroli – Febbraio 2013

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Diffondiamo l’introduzione del volume.

“Si, ma al paziente che gli dico?” può sembrare una domanda rozza, che tradisce inesperienza e ingenuità. È una domanda che si pongono molti giovani aspiranti terapeuti, e molti la formulano apertamente, attendendosi una risposta. Un silenzio sorridente e carico di saggezza può essere una buona risposta. Un modo -come si dice- per non colludere con il giovane affamato di facili soluzioni, un modo per somministrare una cortese e necessaria frustrazione allo specializzando. E tuttavia, parafrasando il detto di uno scrittore, in questo silenzio da “venerato maestro” si può nascondere il tradimento del “solito stronzo” (Arbasino, riportato in Berselli, 2007). Il tradimento di chi se la cava sempre e comunque indossando la maschera di chi la sa lunga (ed è il solito stronzo, appunto) tirando fuori la scusa che certe cose non si possano insegnare, ma vanno apprese col tempo e con la crescita.

Che è anche vero. Ma non del tutto. Anche la psicoterapia ha una sua tecnica esplicita, delle procedure che si possono comunicare. Ed essendo la psicoterapia una talking cure, una cura parlata, questa tecnica è una tecnica del colloquio. E quindi qualcosa si può rispondere alla domanda dell’allievo. Soprattutto la psicoterapia cognitiva, che nasce da una felice semplificazione della tecnica del colloquio terapeutico e che si è sviluppata a partire da problemi clinici pratici, dovrebbe avere i mezzi per rispondere alla domanda “Si, ma al paziente che gli dico?” 

 

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Il colloquio psicoterapeutico cognitivo, sia in Albert Ellis che in Aaron T. Beck, ha dei principi tecnici chiari e operativi. Esso si fonda sull’incoraggiare il paziente ad apprendere tre abilità base: 1) riconoscere il legame tra sofferenza emotiva ed elaborazione cognitiva consapevole ed esplicita, ovvero quello che sento e quello che penso e che posso esprimere verbalmente; 2) mettere in discussione la validità di questi pensieri, il loro valore di verità e di utilità; 3) costruire nuovi pensieri, più veri e soprattutto più utili, che andranno a sostituire quelli vecchi nelle situazioni quotidiane della vita e che quindi generanno emozioni e azioni differenti, emozioni e azioni a loro volta in grado di generare maggiore benessere e maggiore capacità di affrontare o almeno di sopportare le situazioni. Tutto questo corrisponde a cose che diciamo ai nostri pazienti. E questo libro tenta di indicare quali sono queste cose. In altre parole, questo è un libro di tecnica del colloquio in psicoterapia cognitiva.

Il libro è organizzato in due parti. La prima parte tratta la tecnica e la pratica delle tre fasi del colloquio cognitivo classico: accertamento, disputa e ristrutturazione. A cui si aggiunge un aspetto empatico di validazione. In questi primi capitoli si espone la migliore tradizione razionalista alla Albert Ellis e cognitiva alla Aaron T. Beck integrata, com’è tipico dell’originale impostazione del cognitivismo italiano, con tecniche di accertamento e ristrutturazione costruttiviste mutuate dal modello di George Kelly. Il quarto capitolo integra, all’interno della disputa cognitiva ortodossa, tecniche di validazione emotiva che tentano di formalizzare il concetto, a volte un po’ generico, di empatia. Il quinto capitolo tratta le applicazioni speciali ai maggiori disturbi bersaglio della terapia cognitiva: ansia, depressione e bulimia. La prima parte si conclude con un capitolo dedicato al colloquio cognitivo clinico con il bambino ansioso.

La seconda parte, costituita da altri sette capitoli, tratta i possibili sviluppi futuri, cosiddetti di terza ondata, del colloquio clinico cognitivo: l’attenzione alla storia di vita e agli schemi evolutivi, il modello cognitivo-evoluzionista e quello post-razionalista, la metacognizione, il narrazionismo, la mindfulness, e un protocollo specifico di “video-based cognitive therapy” che riesce a integrare nel colloquio cognitivo gli aspetti percettivi ed esperienziali.

 

Messaggio pubblicitario San Giorgio fino al 15 Luglio  Il libro comprende moltissime esemplificazioni cliniche utili a comprendere la natura e le modalità del colloquio in psicoterapia cognitiva. Ma non si ferma qui. L’idea degli autori è stata quella di esplicitare non solo le modalità di tecnica terapeutica ma anche frasi e interventi così come vengono detti ai pazienti in seduta. Questo rende il volume chiaro, esplicito e comprensibile e permette al lettore di disporre di uno strumento da consultare. 

Le frasi prototipiche degli interventi terapeutici sono evidenziate in grassetto e incorniciate in box che catturano l’attenzione del clinico interessato. 

L’altro aspetto importante del volume riguarda i contenuti. Si va molto oltre il colloquio cognitivo standard e si includono negli interventi aspetti di tutto il recente cognitivismo, tra cui la Terapia Metacognitiva di Wells, interventi di validazione emotiva, relazione terapeutica, Terapia Metacognitiva Interpersonale e Mindfulness.

Ciò rende il volume non solo uno strumento clinico ma anche un compendio della psicoterapia cognitiva recentissimo e calato nella realtà clinica della relazione terapeutica.   

Hanno contribuito alla stesura dei capitoli del volume Giancarlo Dimaggio, Raffaele Popolo, Carmelo La Mela, Linda Tarantino, Piergiuseppe Vinai, Gabriele Caselli, Maurizio Speciale, Andrea Bassanini e Gianluca Frazzoni

APPROFONDIMENTI: 

PSICOTERAPIA COGNITIVA – TERAPIA METACOGNITIVA –  RELAZIONE TERAPEUTICA – TERAPIA METACOGNITIVA INTERPERSONALE – MINDFULNESS

 

BIBLIOGRAFIA:

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