Impulsivita’ & Controllo dei Pensieri

Impulsivita' & Controllo dei Pensieri. Tutti noi agiamo con impulsività. Quando ciò caratterizza il nostro agire quotidiano è un problema.

ID Articolo: 18844 - Pubblicato il: 23 ottobre 2012
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Impulsività & Controllo dei Pensieri. - Immagine: © olly - Fotolia.comImpulsività & Controllo dei Pensieri. Tutti noi agiamo con impulsività. Quando ciò caratterizza il nostro agire quotidiano è un problema. 

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A tutti noi può capitare di agire impulsivamente e di avere difficoltà di autocontrollo, ma quando questi aspetti caratterizzano il nostro normale agire quotidiano possono costituire un vero problema spesso associato a difficoltà psicologiche.

L’autocontrollo può essere definito come la capacità di regolare i propri pensieri, emozioni, impulsi e comportamenti; difficoltà in quest’ambito comportano distraibilità cognitiva, instabilità emotiva ed un comportamento poco efficace in quanto prematuramente espresso, eccessivamente rischioso o inadeguato alle circostanze. Una bassa capacità di autocontrollo può manifestarsi in differenti forme e modalità, tra cui i pensieri intrusivi che sono all’origine delle ossessioni; queste idee, sebbene in parte simili alle normali preoccupazioni, si distinguono da esse in quanto sono più dirompenti, rapide ed indesiderate. I pensieri intrusivi sono ravvisabili in un gran numero di stati psicopatologici, per esempio, nei disturbi d’ansia (come ansia generalizzata, fobie, disturbo ossessivo compulsivo), nell’insonnia e in alcune forme di depressione (Clark e Rhyno 2005; Julien et al 2007).

Disturbi del comportamento alimentare e impulsività. - Immagine: © Olivier Le Moal - Fotolia.com

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Nonostante le somiglianze evidenti tra impulsività e pensieri intrusivi, le loro reciproche relazioni sono state poco studiate e le ricerche condotte hanno spesso portato risultati ambivalenti. Uno dei motivi è la complessità del costrutto impulsività, proprio per questo Whiteside e Lynam (2001) hanno provato a delineare le componenti di tale costrutto individuando quattro dimensioni principali (1) l’urgenza negativa, definita come la tendenza ad agire in maniera avventata, soprattutto in situazioni caratterizzate da intense emozioni negative, (2) la premeditazione, ovvero la tendenza a pianificare e a considerare le conseguenze di un’azione prima di intraprenderla, (3) la perseveranza, definita come la capacità di rimanere concentrati su un compito che può essere anche noioso o difficile, e (4) la ricerca di sensazioni, intesa come la tendenza ad impegnarsi in attività emozionanti, divertenti  e l’apertura verso nuove esperienze.

Un recente studio (Gay, Schmidt e Van der Linden, 2011) ha rilevato che gli aspetti dell’impulsività più strettamente connessi a forme clinicamente rilevanti di pensiero intrusivo sono l’urgenza negativa e la mancanza di perseveranza, confermando i risultati di precedenti studi (d’Acremont e Van der Linden, 2007; Schmidt e Van der Linden2009; Schmidt et al. 2010). In particolare si è visto che l’urgenza negativa può riguardare pensieri intrusivi persistenti e accompagnati da emozioni indesiderate, al contrario, la mancanza di perseveranza può essere più legata ai timori transitori, le preoccupazioni di tutti i giorni, mente che vaga e pensieri distraenti.

Messaggio pubblicitario Riguardo invece i rapporti intercorrenti tra impulsività e pensieri intrusivi, si sono trovate prove a sostegno di una influenza tra i due elementi in ambo le direzioni: Li e Chen (2007, p. 135) ritengono che “gli uomini che hanno dubbi frequenti e pensieri intrusivi tendono a non essere in grado di mantenere l’attenzione sull’attività in corso”. In modo simile, Selby et al. (2008) hanno proposto che la ruminazione intensa può provocare comportamenti impulsivi, il che contribuirebbe a distogliere l’attenzione dalla ruminazione. Gay e colleghi (2011) hanno quindi preso in considerazione una visione circolare delle relazioni tra ruminazione e urgenza negativa, per cui la ruminazione e i pensieri intrusivi possono condurre ad atteggiamenti impulsivi che possono a loro volta diventare oggetto di una successiva ruminazione e così via, provocando una cascata emotiva con comportamenti disregolati.

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