Corso di Perfezionamento CBT in Sessuologia – Parte 1

Corso di Perfezionamento CBT in Sessuologia: “Il più grande organo sessuale ce lo abbiamo tra le orecchie”.

ID Articolo: 15241 - Pubblicato il: 12 settembre 2012
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Corso di Perfezionamento CBT in Sessuologia - Parte 1

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A Maggio si è conclusa la prima parte del Corso di Perfezionamento Cognitivo Comportamentale in Sessuologia organizzato dalla Sede di Studi Cognitivi Modena. Il programma, estremamente completo, ha visto la presenza di numerosi professionisti che hanno alle spalle anni di esperienza nel campo sessuologico, nonché alcuni esponenti illustri della sessuologia Italiana: le danze si aprono con il Prof. Salvatore Macrì e si chiudono con il Dr. Antonio Fenelli.

“Il più grande organo sessuale ce lo abbiamo tra le orecchie” è con questa citazione che ha inizio l’intervento del Prof. Macrì, che sottolinea la necessità di prendere in considerazione l’unità somatopsichica quando ci si occupa sessualità.

L’introduzione antropologica della sessualità e un illustrazione dello sviluppo bio-psicologico della sessualità permette il costante e prezioso riferimento alla pratica clinica, a cominciare dal linguaggio da utilizzare: è fondamentale che questo sia né troppo asettico, né volgare, ma utilizzato come uno strumento terapeutico e come tale calibrato e adattato all’utenza.

L’orgasmo femminile: ma le donne come funzionano? - Immagine: © mademoh - Fotolia.com

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Il tipo di linguaggio utilizzato dovrebbe essere ovviamente comprensibile e condivisibile dal paziente; occorre inoltre precisare i termini anche al di là della loro correttezza e proprietà d’uso, dovrebbe cioè essere chiaro soprattutto cosa significa per entrambi, paziente e terapeuta, espressioni come “desiderio”, “eccitazione”, rapporto coinvolgente” ecc.

Emerge inoltre come attraverso l’indagine delle credenze disfunzionali è possibile scorgere diversi miti sulla sessualità, tra cui il più popolare, la tendenza a confondere le fattezze fisiche con le proprie capacità e prestazioni sessuali: ebbene, come “la grandezza del pisello non è assolutamente correlata alla buona riuscita della prestazione”, con grande plauso della platea maschile presente in aula.

Entrando poi nel vivo dell’argomento è stato illustrato ciò che accade nel nostro corpo durante l’attività sessuale.

Alla stimolazione erotica, infatti, segue una risposta sessuale che è divisa in diverse fasi:

  • Fase 0 del Desiderio;
  • Fase 1 dell’Eccitazione;
  • Fase 2 del Plateau;
  • Fase 3 dell’Orgasmo;
  • Fase 4 di Risoluzione.

Fase 0: Il desiderio può essere definito come uno stato di tensione emotiva che porta a cercare di raggiungere l’oggetto del proprio interesse, è uno stato emotivo, un’esperienza psicologica, in cui il corpo non subisce alcuna modificazione visibile.

Fase 1: La fase dell’Eccitazione è estremamente variabile in ogni persona (può durare da pochi minuti ad alcune ore) e consiste in una serie di modificazioni sia fisiologiche, in conseguenza di stimolazioni sia sensoriali, che possono coinvolgere tutti e cinque i nostri sensi, che psichiche, l’immaginazione per esempio. Le modificazioni consistono nell’accelerazione cardiaca, tensione muscolare, vaso congestione che consente l’erezione del pene, l’elevazione del sacco scrotale e il rigonfiamento dei testicoli nell’uomo, la modificazione della struttura di piccole e grandi labbra, i capezzoli si inturgidiscono.

Messaggio pubblicitario Fase 2: La fase del Plateau fa parte della fase dell’eccitazione che, se continua, entrerà in questa fase che può durare un tempo variabile a seconda del tipo di stimolazioni e delle preferenze individuali, per esempio è possibile prolungarla godendo delle sensazioni che l’accompagnano, ed è tipica dell’essere umano; il livello di eccitazione diventa sempre più elevato e aumentano progressivamente le modificazioni fisiologiche.

Fase 3: Nella fase Orgasmica vi è la liberazione di tutta la tensione sessuale accumulata durante le fasi precedenti e provoca sensazioni molto intense e piacevoli, accompagnate da una vera e propria perdita di controllo in cui vi è l’affidamento completo al partner. Diversamente dalle donne, gli uomini percepiscono, a un certo momento, quella che viene definita fase di ‘inevitabilità eiaculatoria’, pochi secondi prima dell’orgasmo c’è un istante in cui l’uomo percepisce l’imminenza dell’eiaculazione e sa che, qualunque cosa accada, non riuscirà più a fermarla.

Fase 4: Nell’ultima fase, di Risoluzione, il corpo dell’uomo ritorna a uno stato rilassato e privo di eccitazione, il sangue che riempiva gli organi genitali drena rapidamente, anche il respiro, il battito cardiaco e la pressione sanguigna ritornano ai livelli normali.

L’unica eccezione degli uomini è la fase refrattaria, per cui subito dopo l’orgasmo e la fase di risoluzione entrano nel cosiddetto periodo ‘refrattario’, durante il quale nessuna stimolazione potrà produrre un ulteriore orgasmo: “non c’è trippa per gatti”, fatta eccezione per i giovanissimi.

Sotto le lenzuola: Uomini troppo “golosi” e troppo “ruminatori”? Cause o correlazioni nella Disfunzione Erettile - Immagine: Costanza Prinetti © 2012

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Ognuna di queste fasi va indagata e costruita con la persona che chiede una consulenza sessuologica, analizzando come si susseguono queste fasi, le credenze, i miti e i significati che le accompagnano, senza dare nulla per scontato, ma soprattutto senza dimenticare che il piacere è un fatto psicologico e non puramente fisico, è la decodifica che noi diamo di quello che accade a renderlo tale.

Segue a questa introduzione squisitamente psicologica, una panoramica medica della sessualità con l’anatomia e la fisiologia dell’apparato genitale, eziopatogenesi e terapia medica delle disfunzioni sessuali, sia maschile da parte del Dr. Granata (Endocrinologo) che femminile da parte della Dr.ssa Mancini (Ginecologa). Entrambi passano in rassegna le disfunzioni sessuali e le diverse terapie, mediche e non, con particolare attenzione all’approccio diagnostico utilizzato per i pazienti che lamentano loro difficoltà sessuali.

In tal senso, risulta fondamentale e si conferma la loro sensibilità all’indagine psicologica del sintomo; per citare il Dr. Granata “se un uomo lamenta una disfunzione erettile con la moglie e non con l’amante, non gli facciamo degli esami obiettivi, al massimo dobbiamo portarlo a fare delle scelte!”

Prossimamente verrà pubblicata la continuazione del reportage del Corso di Perfezionamento Cognitivo-Comportamentale in Sessuologia.

 

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