Un giorno di ordinaria follia #2 – Gli Alieni al CSM -Psichiatria-

PSICHIATRIA PUBBLICA: LETTERE DAL FRONTE. Giovanni viene al CSM 1 volta a settimana per parlare dei suoi contatti ravvicinati con gli Alieni.

ID Articolo: 7853 - Pubblicato il: 06 aprile 2012
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Elena Ponzio.

PSICHIATRIA PUBBLICA: LETTERE DAL FRONTE.  
Naturalmente tutti i dati ed i nomi citati in queste lettere sono stati inventati e le storie raccontate sono ispirate alla realtà ed alla vita in un csm, ma per doverose ragioni di privacy  sono state amalgamate tra loro per renderle irriconoscibili. Ciò nonostante, a volte la realtà supera la fantasia! Buona lettura.

 

Un Giorno di Ordinaria Follia

  #2 – Gli Alieni al CSM  

 

Un giorno di ordinaria follia #2 – Gli Alieni al CSM -Psichiatria- Immagine: © Anatoly Maslennikov - Fotolia.comCi sono alcuni volti che sono di casa. Ci sono alcune persone che a forza di entrare e uscire e poi rientrare giorno dopo giorno in ambulatorio diventano così familiari che certe volte ti sembrano più vicini dei tuoi vicini, più intimi dei cugini, quasi qualcuno di famiglia e devi fare attenzione a non lasciarti troppo andare.

Per chi non è mai entrato in un Centro di Salute Mentale (Centro Psicosociale etc etc secondo la regione) sarà forse un po’ difficile immaginare questi luoghi strani, difficili, eterogeni ma anche molto “tipicamente ASL”. La location tanto per incominciare, è sempre un po’ casuale… e il mobilio di fortuna, ma le storie e le vite che si incontrano e si incrociano in quei corridoi stretti e ingombri di scartoffie sono davvero affascinanti per chi, incuriosito, ha voglia di starle a guardare.

Un Giorno di Ordinaria Follia #1 - Posso bere la Candeggina? - Psichiatria - Immagine: © Mario - Fotolia.com

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C’era un signore, Giovanni, che da molti anni frequentava la psichiatria in tutte le sue forme. Un signore di una dignità ammirevole, molto compreso del suo problema e della sua peculiarità che attribuiva a contatti ravvicinati con gli extraterrestri. C’erano state molte ipotesi dei medici sulla sua patologia e c’erano anche state molte ipotesi di Giovanni su di sé e su ciò che gli alieni gli avevano fatto l’onore di fargli. Poi come a volte capita ci si era accordati per un compromesso. Psicosi per i primi, fantamistero per il secondo. Alle visite partecipava e partecipa in modo abbastanza preciso e regolare io credo per una certa curiosità e gratificazione che gli ispirano le nostre teorie e il nostro interesse per i suoi discorsi.

Un giorno Giovanni molto serio aprì le braccia e portando con gesto ampio, lento e ripetitivo del braccio un dito alla tempia disse: “C’è una vocina che mi dice che gli extraterrestri non esistono” – sorpresa poi rapido e incredulo sollievo del medico –“…e..” – altro braccio altro dito, altro ampio movimento dito tempia – “c’è un’altra vocina che mi dice che gli extraterrestri esistono…!!!”. Dei due il più veloce a riaversi e a riprendere il discorso fu Giovanni:

“Dottoressa questi signori sanno tante cose su di me, sanno così tante cose e così precise che ho pensato che nessun altro a parte me potrebbe saperle e quindi quegli alieni sono io, sono io il mio alieno”.

Messaggio pubblicitario Poi tutto è ripartito come prima. Però c’era una nuova complicità. Per un istante avevamo trovato un punto di incontro esplicito al di fuori della metafora: “sono io e nonostante ciò non sono io, il mio onore e il mio onere, la mia vita e la mia malattia”. Per un momento insomma non era stato necessario ricorrere a alieni, strane locuzioni, persino assonanze e insalate di parole, nei momenti più bui, per parlare di sé.

Ogni settimana Giovanni viene a trovarmi, parliamo di alieni spesso senza nominarli, e a forza di farlo sembra proprio una metafora, un simbolo cui sia io sia lui attribuiamo significati molto simili, uno specchio attraverso cui è possibile comunicare emozioni stati d’animo e necessità altrimenti inesprimibili.

Un appuntamento che se viene annullato, mi manca.

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