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Enclothed Cognition: Come i vestiti influenzano i nostri pensieri.

Enclothed Cognition: indossare un abito, piuttosto che un altro, esercita una discreta influenza sulla percezione che abbiamo di noi stessi.

ID Articolo: 7819 - Pubblicato il: 05 aprile 2012
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DIMMI COME TI VESTI E TI DIRO’ COSA PENSI! 

Enclothed Cognition. Dimmi come ti vesti e ti dirò cosa pensi! - Immagine: © Monika 3 Steps Ahead - Fotolia.comSe fino ad oggi avete speso minuti preziosi davanti allo specchio interrogandovi sulle possibili reazioni al vostro abbigliamento, dopo aver letto questo post il tempo abitualmente dedicato a ciò non sarà più sufficiente poichè, parola di autorevoli ricercatori, il tipo di vestito indossato non solo influenza l’altrui pensiero ma anche il vostro.

Ognuno di noi, soprattutto nelle occasioni che contano, quando indossa un determinato vestito lo fa con l’idea più o meno consapevole che ciò inciderà sull’opinione che gli altri hanno di lui/lei.

Quante giovani donne al primo appuntamento aprono l’armadio e scartano un maglietta che ha le pretese di essere un abitino con commenti del tipo “non vorrei mi prendesse per una poco di buono” oppure quanti uomini, depilati da testa a piedi, si rifiutano però di indossare una camicia rosa perchè temono di essere giudicati poco virili?

Insomma, noi tutti ci aspettiamo che il modo di vestirci possa influenzare le nostre relazioni sociali e, a quanto pare, tale fenomeno è enfatizzato dal fatto che l’abbigliamento sembra esercitare una discreta influenza anche sui nostri pensieri.

Lavati e non ci pensi più. Ma i processi mentali restano. Immagine: Lady Macbeth by George Cattermole - Wikimedia Commons Public Domain Art -

Articolo consigliato: Lavati e non ci pensi più. Ma i processi mentali restano.

La embodied cognition, un approccio emergente all’interno delle scienze cognitive, ci parla infatti di una mente “incorporata”, collocata in un ambiente esterno con cui ha un rapporto interattivo e dialettico. In tal senso i processi cognitivi non possono essere analizzati a prescindere dal rapporto che l’individuo intrattiene con il proprio ambiente e quindi anche con la posizione e lo stato dei nostri corpi.

In un precedente articolo avevo già discusso di come, per esempio, l’operazione di lavarsi le mani potesse indurre pensieri di purezza morale.

Sulla scia di ciò, in un recente studio, Adam e Galinsky, ci dicono che  anche i vestiti esercitano un potere sui nostri pensieri, un fenomeno a cui danno il nome di enclothed cognition. Ciò che contraddistingue tale fenomeno dalla embodied cognition è la capacità di agire in maniera meno diretta sui pensieri poichè mediato da due fattori: il significato simbolico dell’abbigliamento e il fatto di indossarli effettivamente.

L’ESPERIMENTO: 
I ricercatori hanno dapprima testato l’effetto dell’indossare camici bianchi da scienziato. 58 studenti sono stati invitati a svolgere un famoso test di attenzione selettiva (Stroop Test). I 24 che hanno indossato il camice bianco hanno commesso la metà degli errori rispetto alla media del restante campione.

Messaggio pubblicitario La conferma che sia proprio il fatto di indossare un indumento a determinare modifiche nei nostri pensieri è data dall’evidenza che coloro che effettivamente hanno indossato il camice da laboratorio hanno registrato una migliore performance rispetto ai soggetti che l’hanno solo visto adagiato su una scrivania. Anche indossare lo stesso camice, informati però del fatto che esso appartenesse a un pittore, è stato associato a una performance più scarsa rispetto al primo gruppo del campione, confermando l’importanza del valore simbolico dell’abbigliamento.

Tuttavia sembra che gli effetti della enclothed cognition vadano al di là di una semplice identificazione con il ruolo attribuito all’abbigliamento. Gli studenti che hanno indossato il camice hanno mostrato prestazioni migliori di coloro i quali hanno soltanto scritto un saggio riguardo a come si sarebbero sentiti nell’abito di uno scienziato.

Non sembrano esserci dubbi: indossare un abito, piuttosto che un altro, esercita un discreto potere sulla percezione che abbiamo di noi stessi.

Mi chiedo allora se parte del coraggio dei vigili del fuoco non derivi proprio dalla loro uniforme, se i giudici sono così autorevoli grazie alla toga, se Belen sarebbe ugualmente sexy con il mio pigiama di flanella e se magari io con il suo abito sanremese…

no, direi no!

 

 

BIBLIOGRAFIA: 

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