Bullismo virtuale (o cyber-bullismo): una violenza inaspettata.

Considerare il fenomeno del bullismo virtuale, che sembra avere negli adolescenti effetti ancora più importanti e gravi di quello reale.

ID Articolo: 5388 - Pubblicato il: 03 febbraio 2012
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“Nel pollaio si accese una discussione se fosse più bella l’alba o il tramonto. Si formò il partito delle galline tramontiste e quello delle galline albiste. Con il passare del tempo le une si dimenticarono dell’alba e le altre dimenticarono il tramonto, rimase solo l’odio delle une contro le altre.”  
(Luigi Malerba, Le galline pensierose)

 

Bullismo virtuale. - Immagine: © gcpics - Fotolia.com Per violenza, nella sua accezione globale, l’OMS (2002) intende “l’uso intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, altre persone o contro un gruppo o una comunità, da cui conseguono, o da cui hanno una alta probabilità di conseguire, lesioni, morte, danni psicologici, compromissioni nello sviluppo o deprivazioni”.

Numerosi sono gli episodi di cronaca che giorno dopo giorno ci raccontano di scenari di violenza nelle scuole e tra i ragazzi. Una ricerca condotta negli Stati Uniti allarga il nostro punto di vista facendoci spostare l’attenzione sul fenomeno del cyber-bullismo, che sembra avere negli adolescenti effetti ancora più importanti e gravi di quello reale. Tra l’altro, anche una recente ricerca italiana conferma questo dato: circa il 33% dei ragazzi si dichiara vittima di cyber-bullismo.

Il Bullo, il Maschio Alpha e la lotta per lo Status Sociale - Immagine: © Kimsonal - Fotolia.com

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Ma perché gli effetti sono così “gravi”? Dai dati delle ricerche fatte sembra emergere che nodo cruciale è “l’essere inaspettato”. Infatti, quando si apre la posta elettronica o si risponde al cellulare anche solo leggendo gli sms si è in un certo senso colti di sorpresa: non è cioè stato possibile attivare delle strategie di coping efficaci per difendersi dalle aggressioni, cosa che invece più facilmente avviene nella vita reale.

Ciò che aggrava ancora di più il quadro è la percezione di non avere una via di fuga, la sensazione di persecuzione. Nella realtà, la vittima di bullismo può trovare un proprio luogo sicuro, magari anche ricercando la presenza di un insegnate o di un adulto di riferimento; quando invece le minacce arrivano direttamente sul cellulare la vittima sente di non aver scelta e di non potersi proteggere in alcun modo.

I Comportamenti aggressivi dei bambini - Immagine: © Pixlmaker - Fotolia.com

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Lo studio dell’Education Development Center dell’Università di Boston è stato condotto su ventimila studenti, a cui è stato chiesto di rispondere a due domande:

  • Quante volte qualcuno ti ha insultato, minacciato, deriso usando internet, il cellulare o altri mezzi di comunicazione elettronica?
  • Quante volte ti sei sentito frustrato al punto da sentirti una completa nullità e volerti addirittura punire per non saper reagire?

Dai dati si evince che tra le vittime di bullismo reale e cyber, il 47% soffre di depressione e, in particolare, scomponendo il campione nei due sottogruppi vittima di cyber-bullismo e vittima di bullismo “reale”, nei primi ben il 33,9% sviluppa un disturbo depressivo.

Ulteriore conferma di questo dato viene da una ricerca dell’università di Helsinki e di New York su 2215 ragazzi tra i 13 e 16 anni, pubblicato sugli Archives of General Psichiatry, in cui le vittime colpite da cyber-bullismo, oltre ai sintomi che più spesso riporta chi è vittima di bullismo (depressione, insonnia, difficoltà di relazione con i compagni, disregolazione emotiva, cefalea, ricorrenti dolori addominali), mostrano anche iperattività, abuso di alcool e fumo e ridotta socialità.

 

 

BIBLIOGRAFIA:  

  • Schneider,S.,O’Donnell, L., Stueve, A., & Robert W. S, (2012). Coulter Cyberbullying, School Bullying, and Psychological Distress: A Regional Census of High School Students. American Journal of Public Health, January, 102, 70-77.
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