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Facebook e psicologia: tra Miti e Ricerca

La recente crescita esponenziale dei social network come Facebook e la rilevanza che stanno assumendo a livello mondiale ha coinvolto anche il mondo della ricerca in psicologia e psicoterapia. Negli ultimi tre anni sono state pubblicate oltre 130 ricerche su riviste scientifiche e psicologiche riguardo Facebook.

Di Gabriele Caselli

Pubblicato il 13 Dic. 2011

Aggiornato il 24 Ott. 2012 11:25

Psicologia: gli occhi puntati sul social network: 130 pubblicazioni accademiche in 3 anni.

Facebook wallpaper. Image property of Microsoft CorporationLa recente crescita esponenziale dei social network come Facebook e la rilevanza che stanno assumendo a livello mondiale ha coinvolto anche il mondo della ricerca in psicologia e psicoterapia. Negli ultimi tre anni sono state pubblicate oltre 130 ricerche su riviste scientifiche e psicologiche riguardo Facebook.

La maggior parte delle ricerche ha cercato di verificare diversi miti e pregiudizi legati ai social network o di esplorarne le potenzialità dal punto di vista del benessere psicologico.

Innanzitutto pare infondata la credenza che la presenza sui social network produca una riduzione delle relazioni interpersonali faccia-a-faccia.

Social Network - © eve - Fotolia.com
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Al contrario, sono proprio gli estroversi ad essere più presenti e ad usare questo strumento come estensione della propria socialità in vivo più che come un suo sostituto (Kujath, 2011). Le persone introverse invece possono usare facebook come strumento di facilitazione dei contatti interpersonali da cui potrebbero essere esclusi, certo in questo caso non rappresenta la soluzione ottimale ma può ridurre la sensazione di isolamento.

 

Un secondo vantaggio di Facebook sembra essere un rilevante sostegno alla propria autostima. Molti ritengono che il confronto con altri profili possa aumentare un senso di inadeguatezza. Invece la possibilità di selezionare le modalità di autopresentazione nei profili di Facebook (es: cosa scrivere, cosa pubblicare ecc…) e la cura della propria immagine online sembrano conferire più soddisfazione e senso di autoefficacia sociale (Gonzalez & Hancock, 2011).

Twitter Global Mood - © rare - Fotolia.com
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Infine, Facebook è risultato essere un buon strumento di supporto sociale. Le persone tendono a esprimere maggiormente i propri sentimenti di malessere online rispetto a quanto non facciano nella vita quotidiana e parallelamente ricevono più supporto dai commenti di amici e di altre persone e sentono gli altri più vicini e accoglienti. In questa direzione Facebook potrebbe rappresentare una nuova via per combattere lo stigma solitamente associato alla sofferenza psicologica (Moreno et al., 2011).

 

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Kujath, Cyberpsychology, Behavior and Social Networking, 2011, 14:75-78
  • Gonzalez & Hancock, Cyberpsychology, Behavior and Social Networking, 2011, 14:79-83
  • Moreno et al., Depression and Anxiety, 2011, in press.

 

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Gabriele Caselli
Gabriele Caselli

Direttore scientifico Gruppo Studi Cognitivi, Professore di Psicologia Clinica presso la Sigmund Freud University di Milano e Vienna

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