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Alla ricerca della sicurezza perduta. Conoscere e curare l’insicurezza personale (2025) di G. Nardone – Recensione

Il libro Alla ricerca della sicurezza perduta (2025) di Giorgio Nardone riflette sull’insicurezza personale e su come ritrovare fiducia in sé

Di Valentina Nocito

Pubblicato il 24 Giu. 2026

L’insicurezza come costruzione: la prospettiva di Giorgio Nardone

In un’epoca caratterizzata da profondi cambiamenti sociali, economici e culturali, il tema dell’insicurezza personale emerge come una delle fragilità psicologiche più diffuse. Nel libro Alla ricerca della sicurezza perduta (2025), Giorgio Nardone, psicoterapeuta, ricercatore e cofondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, affronta con chiarezza e profondità uno dei nodi centrali della contemporaneità: la difficoltà crescente degli individui nel sentirsi adeguati, capaci e fiduciosi nelle proprie risorse.

Giorgio Nardone, propone una riflessione che intreccia osservazione clinica, analisi culturale e indicazioni pratiche, mostrando come l’insicurezza non sia semplicemente un tratto caratteriale, ma spesso il risultato di strategie disfunzionali che le persone adottano nel tentativo di proteggersi dalle difficoltà. Tale insicurezza può riguardare la paura di subire aggressioni, di non piacere, di perdere il controllo delle proprie sensazioni fisiche, paura del futuro, di compiere delle scelte…e se mal gestita, negata o rimossa, la stessa può sfociare non soltanto in un disagio esistenziale, ma in forme conclamate di psicopatologie e/o condotte violente e antisociali.

La nuova pandemia: l’insicurezza

Secondo Giorgio Nardone, la nostra società vive una sorta di “nuova pandemia” psicologica: la diffusione dell’insicurezza. Il paradosso è evidente. In un contesto storico in cui le possibilità di scelta e le opportunità sono aumentate, molte persone sperimentano una crescente sensazione di inadeguatezza.

Per difendersi da questa percezione, si attivano spesso comportamenti che, invece di rafforzare la fiducia in sé, finiscono per alimentare il problema. Tra i più frequenti troviamo:

  • il tentativo di controllare e pianificare ogni cosa per evitare errori;
  • la procrastinazione, che rimanda continuamente il momento dell’azione;
  • la ricerca eccessiva di conferme dagli altri;
  • la delega delle decisioni, che riduce il senso di responsabilità personale;
  • l’evitamento delle situazioni percepite come rischiose.

Queste strategie producono un circolo vizioso: più si evita il confronto con le difficoltà, più si rafforza la convinzione di non essere capaci di affrontarle.

Ma se è vero, come sostenuto già dai tempi di Aristotele, “siamo ciò che facciamo ripetutamente”, e la nuova pandemia di insicurezza paralizza ed immobilizza, come possiamo giungere all’agognata sicurezza?

L’illusione della sicurezza

Uno degli aspetti più interessanti del libro Alla ricerca della sicurezza perduta (2025) riguarda il modo in cui la cultura contemporanea alimenta il mito della sicurezza totale. L’idea di poter eliminare ogni incertezza porta molte persone a cercare rifugio in spazi “protetti”, spesso virtuali, dove il rischio del confronto reale sembra ridotto.

Eppure, come suggerisce implicitamente l’autore, la vera crescita psicologica non nasce dall’assenza di difficoltà, ma dalla capacità di attraversarle. La sicurezza personale non si costruisce evitando l’errore, ma imparando a tollerarlo e trasformarlo in esperienza.

Alla ricerca della sicurezza perduta (2025): la sicurezza come conquista

Uno dei messaggi centrali del libro Alla ricerca della sicurezza perduta (2025) è che la sicurezza non è una qualità innata né un tratto stabile della personalità. È piuttosto una competenza che si sviluppa attraverso l’esperienza.

Ogni volta che una persona affronta una difficoltà e riesce a superarla, anche parzialmente, costruisce un tassello della propria fiducia. Proprio come accade con un muscolo che si rafforza attraverso l’allenamento, anche la sicurezza personale cresce grazie alla pratica.

In questa prospettiva, Giorgio Nardone invita a recuperare alcuni atteggiamenti fondamentali:

  • flessibilità, cioè la capacità di adattarsi alle circostanze;
  • disponibilità all’azione, anche quando non si possiede la certezza del risultato;
  • impegno e perseveranza nel fronteggiare le sfide;
  • umiltà, intesa come apertura continua all’apprendimento.

L’idea richiama una nota intuizione della filosofia orientale, secondo cui ciò che è rigido si spezza mentre ciò che è flessibile resiste.

Il valore dell’esperienza

Nel percorso verso una maggiore sicurezza personale, il ruolo dell’esperienza è decisivo. Non sono le rassicurazioni teoriche o le convinzioni astratte a generare fiducia in sé, ma le esperienze concrete di riuscita.

Quando una persona affronta una situazione temuta e scopre di poterla gestire, modifica progressivamente la percezione delle proprie capacità. In questo senso, la sicurezza nasce dal fare, non dal pensare.

Come osservava William James, uno dei padri della psicologia moderna: “Non cantiamo perché siamo felici; siamo felici perché cantiamo”.

Allo stesso modo, non agiamo perché ci sentiamo sicuri: diventiamo sicuri perché agiamo.

Alla ricerca della sicurezza perduta (2025): un libro utile per comprendere il nostro tempo

Alla ricerca della sicurezza perduta (2025) rappresenta un libro prezioso non solo per gli psicologi e gli psicoterapeuti, ma per chiunque voglia comprendere meglio le fragilità emotive della società contemporanea, con abile intreccio di saperi che spaziano dalla psicologia, alla filosofia e sociologia.

Con uno stile chiaro e accessibile, Giorgio Nardone con ritagli di casi clinici, mostra come l’insicurezza non debba essere considerata un limite definitivo, ma piuttosto un punto di partenza. Attraverso il confronto con le difficoltà e l’allenamento alla responsabilità personale, ciascuno può progressivamente costruire una sicurezza più autentica.

In fondo, come ricordava Seneca “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili”.

Ed è proprio nell’atto di osare, passo dopo passo, che la sicurezza perduta può essere ritrovata o per chi non la conoscesse ancora, coltivata.

Riferimenti Bibliografici
  • Nardone, G. (2025) Alla ricerca della sicurezza perduta. Conoscere e curare l’insicurezza personale, Ponte alle Grazie. Milano.
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