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L’Assertività come risorsa terapeutica: dalla formazione del terapeuta alle applicazioni cliniche – Editoriale Cognitivismo Clinico

Il nuovo numero dell'Editoriale del Cognitivismo Clinico è dedicato al tema dell'Assertività e del Training Assertivo

Di Redazione

Pubblicato il 09 Feb. 2026

L’assertività: il tema del nuovo numero del Cognitivismo Clinico

Teresa Cosentino, Francesca Baggio, Anna Opera, Roberto Pedone e Claudia Perdighe

Cari colleghi e colleghe, vi invitiamo, se ne avrete piacere, alla lettura del Numero Monografico di di Cognitivismo Clinico dedicato al tema dell’Assertività e del Training Assertivo, frutto di alcuni dei Project di Ricerca delle scuole del Network APC, disponibile sul sito.

Ci auguriamo possa essere uno stimolo per riportare alla memoria di noi terapeuti uno strumento tanto potente quanto facile da implementare per migliorare le nostre abilità interpersonali e rendere più efficaci i nostri interventi, oltre a quelli dei nostri pazienti, per aumentarne il benessere, individuale o di coppia, e proteggerli dai rischi connessi alla mancanza di assertività.

L’anassertività — intesa come difficoltà a esprimere se stessi, i propri desideri, bisogni, opinioni ed emozioni e a riconoscere e rispettare i diritti propri e altrui — può manifestarsi come eccessiva accondiscendenza o aggressività. Tale condizione si riscontra non solo in numerosi disturbi, ma anche nella popolazione generale e tra gli psicoterapeuti. Il Training Assertivo, una tecnica dalla comprovata efficacia e dall’ampio spettro di applicazione, è in grado non solo di diminuire il malessere, ma soprattutto di aumentare il benessere, fornendo alla persona quelle competenze relazionali che le consentono di dirigere la propria esistenza guidata dai valori piuttosto che dai timori.

Il primo articolo, di Cassese e colleghi, presenta una rassegna degli studi che si sono occupati dell’effetto del terapeuta in toto o di sue specifiche caratteristiche sugli esiti, mostrando che i terapeuti che funzionano meglio sul piano interpersonale tendenzialmente ottengono risultati migliori. L’articolo di Donatelli e colleghi offre invece una panoramica sugli strumenti riportati in letteratura per la valutazione delle abilità interpersonali del terapeuta e, più nello specifico, dell’assertività, auto ed etero-valutata.

Dalla diade terapeuta-paziente alle coppie amorose: Florio e colleghi presentano un’interessante ricerca che evidenzia la relazione tra abilità assertive e metacognitive dei partner e il benessere della coppia. Sempre in tema di coppia, l’articolo di Cincidda e colleghi si interroga sul ruolo dell’anassertività (stile passivo e aggressivo) nella genesi dei conflitti e nel favorire l’escalation di comportamenti violenti nelle coppie problematiche. Giordano e colleghi propongono un’interessante revisione volta a indagare quanto la capacità di esprimere con chiarezza i propri bisogni e preferenze nella sfera sessuale, ascoltando e rispettando quelli dell’altro, favorisca la soddisfazione e il benessere della coppia. Anche la revisione di Ricco e colleghi ha per tema la relazione tra assertività e benessere nella sfera sessuale, nello specifico nelle coppie LGBTQ+.

Gli ultimi due articoli ci conducono all’ambito delle dipendenze e del rischio di adozione di coping maladattivi per la gestione del disagio interpersonale. La rassegna di Lamberti e collaboratori riporta gli studi che attestano la funzione protettiva dell’assertività, dal momento che essa aumenta la capacità degli individui di resistere alla pressione sociale e di adottare strategie di coping più adattive. Il numero si conclude con lo studio pilota di Sant’Elia e colleghi che affronta il tema dell’assertività come abilità protettiva nei giovani adulti, evidenziando che il disagio sperimentato dai soggetti intervistati nell’agire comportamenti assertivi correla con la presenza di sintomatologia ansioso-depressiva e predice comportamenti di discontrollo, come l’abuso di alcol.

Un grazie sentito a tutti gli allievi e le allieve che si sono appassionati al tema, senza i quali questo numero non avrebbe visto la luce, e che continuano a portare avanti i progetti di ricerca in corso.

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