Voci e parti dissociative (2022) di Dolores Mosquera – Recensione

È possibile definire "Voci e parti dissociative” come una guida pratica per i terapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che hanno parti dissociative

ID Articolo: 196719 - Pubblicato il: 16 dicembre 2022
Voci e parti dissociative (2022) di Dolores Mosquera – Recensione
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Qual è la differenza tra voci e parti dissociative? Tutte le voci sono parti, ma non tutte le parti hanno voce. 

 

L’opera “Voci e parti dissociative” non è un semplice manuale teorico che illustra un modello pratico, ma un testo prezioso che accompagna il terapeuta nel lavoro con pazienti che presentano traumi complessi. Il lettore è guidato passo per passo su come affrontare le eventuali problematiche presentate dalle parti, per superare i blocchi del percorso e raggiungere gli obiettivi della terapia. Durante la lettura sembra quasi di essere presente nello studio, con la terapeuta e il paziente, e di partecipare al percorso terapeutico: “Voci e parti dissociate” è il surrogato di un tirocinio sul campo!

Dolores Mosquera è una psicologa e psicoterapeuta spagnola. Nel corso della sua carriera come clinica e ricercatrice si è specializzata nel trattamento dei Disturbi della Personalità, dei traumi complessi e della dissociazione, condivide la sua esperienza conducendo seminari, lezioni e workshop a livello internazionale che affiancano le numerose pubblicazioni di libri e articoli. È Trainer accreditata per l’EMDR Europe, formatrice in Schema Therapy e Advanced Practitioner in Sensorimotor Psychotherapy. Attualmente lavora come Direttrice dell’Institute for the Study of Trauma and Personality Disorder (INTRA-TP) di La Coruña. La dottoressa Mosquera supervisiona, inoltre, diversi programmi per il trattamento di donne vittime di violenza, di uomini violenti colpevoli di reato e di adolescenti nelle carceri minorili.

Dolores Mosquera in “Voci e parti dissociative” parte dallo spiegare prima di tutto la differenza tra la dissociazione strutturale, descritta da altri autori come Janet, van der Hart o Kathy Steele, ovvero la mancata formazione di un Sé integrato in chi è stato vittima di trauma complesso, e le parti dissociative indipendenti e autonome, considerate come non-Sé dall’individuo.

Il trattamento in questi due casi, infatti, non è equivalente, né adatto in presenza di disturbi in cui vi è una frammentazione del Sé, come nel Disturbo Borderline di Personalità.

L’intento dell’autrice non è semplicemente aumentare la consapevolezza su questi aspetti nei terapeuti che si occupano di traumi, ma soprattutto offrire un metodo per valorizzare clinicamente la presenza delle voci in modo da raggiungere l’obiettivo terapeutico.

La lettura dell’opera è scorrevole, la sua architettura alterna le parti didattiche, in cui vengono illustrati gli interventi e le strategie, con l’esempio dettagliato di casi specifici e le trascrizioni dei relativi colloqui. A facilitare ulteriormente l’assimilazione dei contenuti, vengono fornite anche delle tabelle sintetiche del lavoro terapeutico passo per passo. I vari interventi terapeutici, infine, vengono anche codificati in modo tale che sia possibile ritrovarli all’interno degli esempi clinici.

È possibile definire “Voci e parti dissociative” come una guida pratica per i terapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che sentono le voci e hanno parti dissociative.

Il fine della presentazione delle diverse procedure non è tanto quello di promuovere una rigida applicazione di un metodo, quanto, piuttosto, offrire delle linee guida da poter utilizzare al momento opportuno in modo flessibile.

Messaggio pubblicitario La dottoressa Mosquera non prescinde, comunque, dal fornire delle solide basi per guidare il terapeuta nel trattamento di pazienti così complessi; a partire dalla formulazione del caso, per esempio, in cui vengono elencate le aree di indagine prima del trattamento o quali sono le fondamenta per impostare un buon piano terapeutico. Un’altra parte utile è quella che guida il terapeuta su come orientarsi nella scelta dei target da selezionare per l’elaborazione EMDR, quando si presenta una persona con diverse complicazioni, infatti, non sempre è facile capire da cosa partire.

La struttura dell’opera è divisa in quattro parti:

  • Parte I. Si comincia da manuale con l’illustrare i concetti chiave dell’approccio, per esempio il termine co-coscienza che descrive l’esperienza condivisa tra il Sè e le parti dissociate, oppure il concetto di Sè-Adulto, un modello non ancora sviluppato dalle parti in grado di comprenderle e regolarle, oppure l’approfondimento dei modelli teorici che hanno influenzato il lavoro della Mosquera, uno su tutti l’approccio EMDR, che l’autrice ha contribuito a formalizzare nel corso degli anni. Questa sezione procede, poi, con la definizione delle procedure e delle tecniche utilizzate, una su tutte, quella del luogo di incontro, anche nota come “l’esercizio della sala riunioni”, in cui il paziente è invitato a chiamare le parti per lavorare sui loro bisogni, le funzioni e le relazioni tra loro.
  • Parte II. Come in altri modelli di trattamento si parte dal lavoro sul sintomo, come l’approccio EMDR insegna. La prospettiva, però, è diversa: si parte dall’approfondire il conflitto tra le parti che genera e mantiene la sintomatologia. L’intervento del terapeuta ha lo scopo di aiutare la persona a sviluppare il Sé Adulto. Questa parte include anche alcune linee guida generali, utili a impostare il trattamento.
  • Parte III. È in questa sezione che facciamo la conoscenza delle parti e delle voci che più spesso il terapeuta incontra con questo tipo di pazienti. Le parti possono essere ostili, dalla parte del perpetratore, critiche, suicidarie. È importante imparare a riconoscerle, per poter personalizzare l’intervento.
  • Parte IV. In questa sezione viene affrontato uno dei problemi principali delle parti, ovvero il loro essere bloccate nel passato del trauma e, di conseguenza, la mancata consapevolezza di essere al sicuro e protette nel presente. Il lavoro per integrarle in una narrazione coerente tra passato e presente inizia già dal primo colloquio con l’invito a raccontare la propria storia. I pazienti che hanno più difficoltà di integrazione richiederanno un lavoro specifico per favorire l’integrazione delle parti fobiche.

Ogni sezione di “Voci e Parti dissociative” è sempre accompagnata da esempi di colloqui clinici, in cui la dottoressa Mosquera illustra il suo modo di lavorare con le parti che i pazienti portano, così come anche l’ultima parte dell’opera che è dedicata all’approfondimento di alcuni casi clinici complessi che si è trovata ad affrontare.

A chi si rivolge l’opera? “Voci e parti dissociative” si rivolge a terapeuti esperti che sono formati all’approccio EMDR e che vogliono approfondire il lavoro con le parti per poter aiutare al meglio i loro pazienti con traumi complessi, permettendo di migliorare la comprensione delle parti e di poterle considerare delle risorse sia per la persona in terapia, che per il terapeuta che lavora con quella persona.

 

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Bibliografia

  • Mosquera, D. (2022). Voci e parti dissociative. Un approccio pratico orientato al trauma. Raffaello Cortina Editore.
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