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Oltre la personalità. Dialettica sistemica e sviluppo borderline – Recensione del libro

"Oltre la personalità" offre un’approfondita analisi del disturbo borderline, utile a migliorare la comprensione del funzionamento del disturbo

ID Articolo: 184772 - Pubblicato il: 04 maggio 2021
Oltre la personalità. Dialettica sistemica e sviluppo borderline – Recensione del libro
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Questo testo dedicato al disturbo borderline di personalità parte dalle criticità del trattamento spesso connesse alla complessità di tale disturbo. Il disturbo borderline viene così affrontato dall’autore in modo approfondito e grazie anche a numerose evidenze empiriche.

 

Messaggio pubblicitario Lo sviluppo della personalità è strettamente dipendente da azioni che consentono l’apprendimento di capacità e la conseguente messa in atto di esse, sia nella sfera della vita privata sia in quella della vita sociale. Parlare di personalità significa infatti parlare del tempo e del modo in cui l’interazione tra i fattori individuali e ambientali governa i processi evolutivi, tenendo ovviamente conto delle variabili individuali.

Considerando che ciascuno è portatore di un proprio punto di vista e che, di conseguenza, nessuno è portatore della “verità” assoluta, Il processo di costruzione della verità è dunque continuo e non arriva mai a una stabilità “oggettiva”. È quindi fondamentale che terapeuta e paziente si chiedano costantemente che cosa sia stato lasciato al di fuori della loro rappresentazione della realtà. La certezza che qualcosa è stato ignorato impedisce di cadere in una percezione falsamente oggettiva, ossia in un autoinganno. Il disturbo Borderline consisterebbe quindi in fallimenti dialettici sistematici.

La Dialectical Behavior Therapy (DBT) ritiene che la personalità borderline sia appunto il risultato di un fallimento dialettico, presupposto coerente con la psicopatologia dello sviluppo, la teoria dei sistemi evolutivi e i recenti risultati della ricerca empirica. Questi ultimi riguardano soprattutto la natura della vulnerabilità emozionale, della vulnerabilità interpersonale, e mostrano come la divisione tra biologia e ambiente possa essere unificata da una prospettiva sistemica. La dialettica andrebbe quindi ad appianare i contrasti tra i vari fattori psicologici, ambientali e sociali intrinsecamente connessi tra loro.

Questo diviene il presupposto per migliorare l’adattamento della persona. Il mondo alienato è invece quello in cui il soggetto, a partire dalle sue relazioni umane, non trova altro fondamento costitutivo se non in sé stesso, rispetto a una realtà esterna cui è estraneo e, peggio ancora, che lo estrania. L’alienazione può esprimersi a vari livelli, a partire dal soggetto rispetto alla famiglia, alle relazioni affettive, alle persone vicine, alla società in generale e all’ambiente naturale. Anche quando la persona fa parte di un gruppo, resta in qualche modo condannata a rimanere isolata, perché è nella sua più intima natura, ontologica, che sa di essere sola, esclusa ed isolata.

Messaggio pubblicitario Secondo una prospettiva riguardante le parti e la totalità, nonché la relazione di esse, ciò che costituisce le parti è definito dall’insieme considerato. Inoltre, le parti acquisiscono proprietà in virtù dell’essere appartenere a un particolare intero, proprietà che non hanno senso prese separatamente o come parti di un’altra totalità. La totalità non è propriamente più della somma delle sue parti; sono le parti che acquisiscono nuove proprietà. Quando le parti acquisiscono proprietà stando insieme, generano nuove proprietà nella totalità e queste si riflettono a loro volta nei cambiamenti nelle parti, e così via. Parti e totalità evolvono in conseguenza della loro relazione e la relazione stessa evolve. Una cosa non può esistere senza l’altra: una acquisisce le sue proprietà grazie alla sua relazione con l’altra e le proprietà di entrambe evolvono come conseguenza della loro compenetrazione. Parte e totalità hanno quindi una relazione speciale tra loro, in quanto una non può esistere senza l’altra, non più di quanto “su” possa esistere senza “giù”.

Un’ampia parte del testo inoltre viene dedicata a dati scientifici che spiegano le differenze del campione di persone con disturbo borderline e le significative differenze di genere. Secondo gli studi, come spiega l’autore, si potrebbe propendere per l’ipotesi di un disturbo caratterizzato da “una deflessione del sistema di appraisal”. Viene messa in luce l’elevata emozionalità negativa a riposo delle persone con disturbo borderline facendo indirettamente riflettere sulla diagnosi differenziale. Vengono inoltre spiegate le aree cerebrali maggiormente implicate in tale patologia, a partire dall’amigdala e dall’ippocampo.

Si tratta di un’approfondita analisi che può aiutare i terapeuti che si occupano di disturbo borderline di personalità a una migliore comprensione di tale funzionamento, pur considerando la variabilità del disturbo e la comorbilità con altri disturbi della personalità stessa. In sintesi: l’obiettivo è di porre la personalità borderline al centro della complessità delle variabili che la determinano, togliendo la singola persona dalla solitudine in cui la pone una semplice definizione diagnostica.

 

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Bibliografia

  • Maffei C. (2021). Oltre la personalità. Dialettica sistemica e sviluppo borderline. Raffaello Cortina Editore
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