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Il segreto e le sue “relazioni” – Recensione del saggio di C. Loriedo e C. Angiolari

"Il segreto. La complessità nascosta nel sistema familiare" un saggio che evidenzia la duplice natura del segreto, dannosa ma anche protettiva

ID Articolo: 184926 - Pubblicato il: 10 maggio 2021
Il segreto e le sue “relazioni” – Recensione del saggio di C. Loriedo e C. Angiolari
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Nel loro saggio, edito da Raffaello Cortina, Camillo Loriedo e Chiara Angiolari trattano il tema del segreto da una prospettiva sistemica, analizzando il ruolo, le configurazioni e i significati che questo può assumere all’interno di famiglie e coppie.

 

Messaggio pubblicitario Raccogliendo le loro esperienze cliniche con il segreto, gli autori ne sottolineano la duplice natura dannosa e protettiva ma soprattutto le sue complesse funzioni all’interno del sistema delle relazioni in cui si instaura.

Il libro inizia con una panoramica sull’etimologia della parola “segreto” per poi concentrarsi, quasi in modo chirurgico, sui suoi aspetti più semantici in cui si evince la complessità delle sue componenti.

Il segreto nasce e sopravvive grazie alla presenza di un detentore che è in possesso di un’informazione che ha una certa rilevanza e di un destinatario, al quale questa stessa informazione viene occultata.

Questo tipo di dinamica determina, nella relazione tra i due individui, un’asimmetria di potere in quanto soltanto uno di loro detiene la conoscenza di un contenuto che viene occultato altro.

Al netto delle più svariate ragioni per le quali un segreto non viene svelato, per comprendere la sua vera natura occorre necessariamente considerarlo all’interno della relazione che lo sostiene e che viene a cambiare a seguito di esso.

A partire da queste considerazioni, il saggio nei suoi capitoli centrali tratta il segreto come un fenomeno “spiccatamente relazionale” che può essere compreso solo attraverso una profonda conoscenza delle dinamiche relazioni tra due o più persone.

Ciò è particolarmente evidente soprattutto quando il segreto assume caratteristiche lesive e patogene e concorre all’esordio sintomatico di uno o di più membri del sistema in cui esso si trova; il segreto infatti può nascondere il suo contenuto ma non i suoi effetti sulle persone, effetti che sono prodotti dal peso e dal valore che esse stesse gli hanno attribuito.

La parte del saggio più affascinante e stimolante è legata all’indagine degli effetti pragmatici che la presenza di un segreto determina nelle relazioni e ai segnali impliciti ed espliciti che lo possono svelare o rendere occulto.

Gli ultimi capitoli contengono una ricca ed esaustiva rassegna di esempi di casi clinici in cui la presenza di segreto ha sovvertito la struttura dei sistemi familiari o di coppia producendo effetti negativi sul loro funzionamento e sulla loro capacità di adattamento al contesto esterno.

Messaggio pubblicitario Il saggio si conclude con importanti consigli e suggerimenti per i terapeuti che si trovano a dover aver a che fare con la segretezza e i suoi effetti nella pratica clinica.

Spesso infatti vi è la tendenza a ritenere che in ogni caso e situazione il segreto debba essere svelato, come se si dovesse restituire alla parte lesa, a cui il segreto è stato occultato, un po’ di giustizia e un po’ di potere.

Tuttavia è bene tenere a mente che il lavoro con il segreto implica un delicato equilibrio tra la sua conoscenza e la sua preservazione; infatti esso non è da intendersi come una modalità comunicativa negativa di per sé, né dall’altra parte si debba pensare che la sua rivelazione sia in ogni caso la scelta ideale e auspicabile sia per il terapeuta che per gli individui coinvolti.

Dal momento che il segreto coinvolge la relazione – compresa quella terapeutica – il focus dovrebbe riguardare non tanto la conoscenza del suo contenuto o la sua rivelazione ad ogni costo, quanto gli effetti o i danni che esso ha determinato per la relazione.

Gli autori infatti tengono a sottolineare che, contrariamente al pensiero o alla pratica comuni, lavorare terapeuticamente con il segreto significa assumere un atteggiamento non inquisitorio o investigativo ma di comprensione e sincera ingenuità nei confronti dei segnali ambivalenti degli attori coinvolti.

Una, tra le “pillole” terapeutiche più interessanti che troverete nel saggio di Loriedo e Angiolari, è proprio questa: tanto più si tenterà di cercare il non detto, tanto più esso ci sfuggirà.

 

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Bibliografia

  • Loriedo, C., Angiolari, C. (2021). Il segreto. La complessità nascosta nel sistema familiare. Raffaello Cortina Editore.
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