Distorsioni cognitive e gambling: gli effetti del trattamento residenziale sui pazienti affetti da gioco d’azzardo patologico

Le distorsioni cognitive sono rilevanti per comprendere i meccanismi alla base del disturbo da gioco d'azzardo e possono essere il bersaglio del trattamento

ID Articolo: 180544 - Pubblicato il: 22 dicembre 2020
Distorsioni cognitive e gambling: gli effetti del trattamento residenziale sui pazienti affetti da gioco d’azzardo patologico
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Le distorsioni cognitive implicate nel gioco d’azzardo sembrano essere correlate alla gravità del comportamento; difatti, all’aumentare di quest’ultima, aumenta l’intensità delle distorsioni legate al gioco.

 

Messaggio pubblicitario Le distorsioni cognitive sono modalità disfunzionali di elaborazione che determinano e/o sostengono comportamenti problematici (Goodie & Fortune, 2013). Le distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo possono essere concettualizzate come convinzioni errate, apprese, che facilitano il coinvolgimento ripetuto nel gioco nonostante le perdite (Raylu & Oei, 2004). In quanto tali, esse hanno un ruolo cruciale nello sviluppo e nel mantenimento di comportamenti di gioco problematici (Raylu et al., 2016).

In letteratura sono presenti differenti classificazioni delle distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo. Ad esempio, Toneatto et al. (1997) ne hanno proposto tre tipologie: l’illusione di controllo, che implica la convinzione di poter controllare i risultati attraverso la messa in atto di rituali o il possesso di oggetti fortunati; per controllo predittivo, invece, si intende la credenza di poter prevedere gli esiti del gioco sulla base di modelli precedenti; infine, i pregiudizi interpretativi, determinano una riformulazione delle proprie esperienze, che causa un ricordo selettivo delle vittorie, a discapito delle perdite, che vengono dunque dimenticate. Nel 2004, Raylu e Oei hanno proposto due ulteriori distorsioni: le aspettative legate al gioco, che implicano la convinzione che il gioco determinerà una sensazione di benessere, e l’incapacità di smettere di giocare, che si riferisce all’impotenza di poter controllare e/o modificare il proprio comportamento problematico.

Le distorsioni appena descritte sono state “formalizzate” in uno strumento di autovalutazione e costituiscono le sotto-scale della Gambling Related Cognition Scale (GRCS; Raylu & Oei, 2004)

Le distorsioni cognitive implicate nel gioco d’azzardo sembrano essere correlate alla gravità del comportamento; difatti, all’aumentare di quest’ultima, aumenta l’intensità delle distorsioni legate al gioco (Romo et al., 2016).

Il trattamento del gioco d’azzardo e le distorsioni legate a questa tipologia di disturbo possono essere complicati da ulteriori disturbi psichiatrici e, all’oggi, alcuni studi hanno esplorato la misura in cui i disturbi psichiatrici concomitanti possono influenzare i risultati del trattamento. Ad esempio, si è visto come i disturbi d’ansia sono associati all’abbandono del programma (Echeburua & Fernandez-Montalvo, 2005). Pochi studi però si sono proposti di indagare in che misura i disturbi concomitanti influenzino le distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo e ciò è dovuto al fatto che la maggior parte della ricerca su questa tipologia di disturbo è stata condotta su campioni appartenenti alla popolazione generale o su pazienti ambulatoriali, dove vi è una minor possibilità di valutare le condizioni concomitanti, e non su pazienti affetti da un disturbo da gioco d’azzardo in assistenza residenziale, che potrebbero sperimentare un pensiero distorto correlato al gioco più significativo.

Gli studi che si sono proposti di indagare gli effetti del trattamento sulle distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo, hanno portato a risultati discordanti, suggerendo che alcuni individui possano trarne maggior beneficio rispetto ad altri (Breen et al., 2001; Michalczuck et al., 2011).

In uno studio svolto nel 2019, alcuni autori si sono proposti di colmare alcune lacune presenti in letteratura, indagando nello specifico se, all’inizio del trattamento, vi fossero fattori demografici e clinici associati a livelli più alti di distorsioni cognitive; ulteriormente, hanno deciso di accertare se le distorsioni cognitive legate al gioco d’azzardo cambiassero entro la fine del percorso terapeutico e se esse fossero predittive dei miglioramenti e/o dell’abbandono del trattamento. Gli autori hanno inoltre ipotizzato che la concomitanza di altri problemi di salute mentale sarebbero stati associati ad alti livelli di distorsioni cognitive.

L’indagine è stata condotta su un campione di 125 soggetti affetti da un disturbo da gioco d’azzardo patologico, di differente severità, che avevano preso parte ad un percorso residenziale all’interno di una struttura in Canada.

Al fine di valutare le distorsioni cognitive specifiche del gioco d’azzardo è stata utilizzata la Gambling Related Cognitions Scale (GRCS; Raylu & Oei, 2004), mentre la Behavior and Symptom Identification Scale (BASIS-32; Eisen et al., 1999) è stata impiegata al fine di valutare lo stato psichico e le sue modificazioni durante il trattamento, tenendo conto del punto di vista del paziente. Essa valuta differenti elementi, dai rapporti interpersonali al rischio suicidario, l’impulsività e le capacità della vita quotidiana. Infine, gli autori hanno valutato il numero di giorni in cui i pazienti avevano seguito il trattamento. È bene specificare che il programma residenziale in questione prevedeva che i soggetti seguissero un trattamento della durata di 19 giorni.

Messaggio pubblicitario Le correlazioni effettuate hanno mostrato che la giovane età e la gravità del disturbo da gioco d’azzardo, erano associati a livelli più elevati del bias interpretativo e di distorsione del controllo, mentre, all’aumentare dei sintomi caratterizzanti il disturbo da gioco d’azzardo, aumentavano anche i livelli di incapacità di smettere di giocare. Inoltre, coerentemente con quanto ipotizzato, nel confronto tra il pre e post trattamento sono state osservate riduzioni clinicamente e statisticamente significative in tutte le sotto-scale GRCS. Gli autori hanno dunque concluso che il trattamento residenziale ha determinato delle considerevoli riduzioni nelle distorsioni cognitive dei pazienti. Nello specifico, coloro i quali avevano ottenuto punteggi più alti nel BASIS-32 e che mostravano una maggior gravità del disturbo da gioco d’azzardo, avevano mostrato maggiori riduzioni.

Ulteriormente, alcuni fattori, tra cui la giovane età, l’impulsività e il bias di controllo predittivo, si sono rivelati predittivi del fallimento del trattamento.

La credenza di poter prevedere gli esiti del gioco sulla base di modelli precedenti è dunque potenzialmente associata a risultati peggiori del trattamento.

Gli autori hanno dunque concluso, nonostante i limiti dello studio, che i giocatori d’azzardo problematici si presentano nelle strutture residenziali con un pensiero distorto sul gioco e gli individui che presentano difficoltà psichiatriche concomitanti mostrano una maggior tendenza alla distorsione. Insieme, questi risultati rivelano l’importanza delle distorsioni cognitive sia per la comprensione del ruolo di questo meccanismo nel disturbo del gioco d’azzardo, sia per identificare le distorsioni come potenziali bersagli del trattamento del gioco d’azzardo.

 

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Bibliografia

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