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I siti di domande e risposte (Q&A): psicopportunità di apprendimento

E' sempre più diffuso l'uso di siti web di domande e risposte (Q&A) per ricercare informazioni, con affidabilità garantita dalle valutazioni degli utenti

Di Concetta Papapicco

Pubblicato il 27 Feb. 2020

Con l’avvento di Internet, c’è stato uno straordinario sviluppo di comunità virtuali. In particolare, esempi di comunità virtuali possono essere i siti di domande e risposte (Question and Answer sites – Q&A), appositamente progettati per aiutare gli utenti ad ottenere informazioni.

 

Nell’epoca della ‘datacrazia’ (De kerckhove, 2014), dove il mondo è governato dagli algoritmi, l’ambiente virtuale non è il male, ma il luogo dove si sviluppa l’intelligenza connettiva. La virtualizzazione può essere definita come il movimento contrario all’attualizzazione: essa consiste nel passaggio dall’attuale al virtuale (Levy, 1997). Secondo Mantovani (1995), invece, la realtà virtuale è considerata come ‘un ambiente di esperienza e di comunicazione’, ovvero una modalità di interazione che aggrega i naviganti online in comunità.

Le comunità tradizionali sono create spontaneamente quando i membri si concentrano sulle loro attività, negoziano significati che riguardano i loro interessi e la loro intera esistenza in uno spazio inter-soggettivo. Con l’avvento di Internet, c’è stato uno straordinario sviluppo di comunità virtuali. In particolare, esempi di comunità virtuali possono essere i siti di domande e risposte (Question and Answer sites- Q&A), appositamente progettati per aiutare gli utenti ad ottenere informazioni. La costruzione di questi contesti virtuali enfatizza la natura ‘transattiva’, poiché le intenzioni sono ‘negoziate secondo la legge della domanda e dell’offerta di significato’ (Mininni, 2010, 25). Queste comunità, essendo virtuali, mirano alla sincronicità e quindi all’abbattimento delle barriere spazio-temporali, ospitando, così, naviganti localizzati in diverse parti del mondo. Tenendo conto della complessità delle relazioni interculturali, basate sulla varietà linguistica e relazionale, i siti di Q&A diventano uno spazio idoneo sia per l’incontro delle culture che per la creazione di modi collaborativi di costruzione della conoscenza (Papapicco, Scardigno & Mininni, 2017). In particolare, poiché il linguaggio agisce come meta-artefatto nella co-costruzione della realtà, rappresenta, da un lato lo strumento di mediazione che permette alle persone di comunicare, dall’altro lato, può diventare oggetto di apprendimento collaborativo in siti Q&A, soprattutto quando l’oggetto discorsivo e le intenzioni di permanenza nelle comunità virtuali riguardano l’apprendimento di una seconda lingua (L2).

Un esempio di sito Q&A è Stack Exchange, che comprende oltre un centinaio di sezioni, organizzate per categorie. Ogni sezione in Stack Exchange è costituita da pagine contenenti una domanda inviata da un utente e un numero arbitrario di risposte presentate da altri utenti, in genere più esperti. Le domande possono avere una risposta accettata, votata dall’Asker originale, nel caso la risposta soddisfi la domanda/problema. Domande, risposte e utenti sono soggetti ad un processo di riconoscimento della reputazione online, per mezzo di badge (bronzo, argento e oro).

Attraverso i loro contributi, gli utenti guadagnano punti di reputazione e badge, che riflettono le competenze degli utenti e il loro status nella comunità (Calefato, Lanubile, Merolla, Novielli, 2015).

A sua volta, questo sistema di reputazione motiva gli utenti a generare contenuti di alta qualità. Stack Exchange è anche auto-moderato da membri della comunità. Per mantenere alta la qualità, i moderatori possono rimuovere le domande o le risposte perché inappropriate o irrilevanti. Ogni interazione su Stack Exchange è composta da domande, commenti alle domande, risposte e commenti alle risposte.

In particolare, il dominio dell’apprendimento della lingua italiana su Stack Exchange è una sezione di domande e risposte molto popolare tra gli utenti di diverse culture ed è proprio l’elemento culturale a determinare le differenze di interazione e collaborazione a seconda che la domanda sia posta in inglese, in quanto lingua franca o in italiano, cioè la lingua ‘oggetto’ della sezione di Q&A. Le interazioni sono, infatti, allo stesso modo collaborative, basate su processi logici che, però, non sempre portano al successo dell’interazione, Nella maggior parte dei casi, tale successo dipende dalla lingua in cui è posta la domanda: dallo studio, infatti emerge un senso di intolleranza nei confronti degli utenti che pongono le domande in inglese in una comunità virtuale per l’apprendimento dell’italiano come L2 (Papapicco, Scardigno & Mininni, 2017).

 

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Calefato, F., Lanubile, F., Raffaella, M., & Merolla, N. N. (2015). Success Factors for Effective Knowledge Sharing in Community-based Question-Answering. Proc. of the International Forum on Knowledge Asset Dynamics (IFKAD 2015), 1431-1441. Available here.
  • De Kerckhove, D. (2014). Psicotecnologie connettive. Milano: EGEA.
  • Levy, P. (1997). Il virtuale. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Mantovani, G. (1995). Comunicazione e identità: dalle situazioni quotidiane agli ambienti virtuali. Bologna: Il mulino.
  • Mininni, G. (2010). The method of dialogue: transaction through interaction. Integrative Psychological and Behavioral Science, 44(1), 23-29.
  • Papapicco, C., Scardigno, R. and G. Mininni (2017). “What’s the meaning of…?” Virtual communities as dialogical cultures in learning Italian. Redefining Community in Intercultural Context, 6(1), pp. 321-326.
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