Cessazione del climaterio femminile: risvolti psicologici

La cessassazione del climaterio porta la donna a confrontarsi con cambiamenti non sono fisici, ma anche psicologici e sociali che la mettono a dura prova

ID Articolo: 170295 - Pubblicato il: 27 novembre 2019
Cessazione del climaterio femminile: risvolti psicologici
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La cessazione del climaterio, ovvero la fine del lungo periodo di fertilità femminile, assume un’importante connotazione nella vita di una donna da un punto di vista bio-psico-sociale e richiede, pertanto, un’ottima capacità di fronteggiamento e di adattamento.

 

Messaggio pubblicitario La cessazione del climaterio avviene tipicamente tra i 45 ed i 55 anni di età, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, ed è accompagnato dall’arrivo della menopausa, un momento fisiologico in cui terminano i flussi mestruali. Biologicamente ciò significa che termina la produzione di estrogeni e progesterone da parte delle ovaie e che, pertanto, viene meno la capacità riproduttiva della donna stessa. Questa importante tappa, è accompagnata talvolta da sintomi di natura neurovegetativa, quali:

  • Vampate di calore
  • Sudorazione profusa
  • Palpitazioni e tachicardia
  • Disturbi del sonno
  • Vertigini
  • Secchezza vaginale
  • Alterazioni della pressione arteriosa

Il calo degli estrogeni può avere conseguenze anche a lungo termine, aumentando il rischio di patologie cardiache e di patologie osteoarticolari, favorite spesso dall’aumento di peso, tipico della menopausa, e dal rallentamento metabolico.

A livello psicoattivo, invece, sintomi tipici sono:

A livello psicologico, il quadro di complica ulteriormente, in quanto subentrano non solo i fattori di accettazione personale, ma anche i fattori di accettazione familiare, di coppia e sociale. Si parla, infatti, di crisi climaterica, in cui subentrano elementi di lutto e perdita, ed un indebolimento generale della fiducia personale della donna stessa che, infatti, sarà costretta a fronteggiare un senso di vuoto, dato dalla cessazione della fertilità, ed un conseguente senso di inutilità personale e familiare. Crede di non essere più “utile” alla coppia e alla società, quasi venisse meno il suo essere madre.

Tipicamente, le donne che vivono l’arrivo della menopausa tendono a percepirsi sole, abbandonate, anche se effettivamente hanno qualcuno accanto che le appoggia e le supporta. Se, invece, si trovano a affrontare tale situazione da sole o in concomitanza dell’allontanamento dei figli adulti dalla famiglia di origine per poterne costruire una propria, il senso di vuoto e abbandono potrebbe protrarsi e complicare il quadro.

Messaggio pubblicitario Helen Deutsch, famosa psicoanalista austriaca, è stata una delle prime a trattare tale tematica già nei primi Novecento, in cui regnava un forte misconoscimento a riguardo. La studiosa ha affermato che nel climaterio è presente una vera e propria umiliazione narcisistica: una forte ferita viene a crearsi nell’Io e nell’ideale di sé che la donna si è creata negli anni, in cui sente di perdere parte della propria identità e della propria funzione. Attribuisce, pertanto, un significato di castrazione alla fase, sente venir meno il suo essere donna ed il valore sessuale in cui ha sempre creduto fino ad allora. Inoltre, si avverte una discrepanza tra il corpo fisiologico e quello psicologico, in quanto inconsapevolmente si continuano ad avere gli stessi desideri senza avere inizialmente consapevolezza che il proprio corpo non è più lo stesso. È questo il motivo per cui il climaterio assume una connotazione di crisi, più che di semplice momento.

C’è da sottolineare, inoltre, il sopraggiungere reale della perdita di giovinezza, che fino ad ora ha sempre aleggiato, senza mai concretizzarsi. Come la giovane adolescente, anche la donna in menopausa deve fare i conti con il suo corpo che cambia, soprattutto con la tendenza ad accumulare grasso lungo l’addome e con la difficoltà a mantenere la solita forma fisica, in quanto rallentano i processi metabolici ed il consumo di energia. Anche le forze fisiche sembrano essere minori, aumentando, invece, affaticamento e dolori articolari. Bisogna, pertanto, modificare la propria coscienza corporea, la propria immagine di sé costruita negli anni, integrandola con le novità del cambiamento.

Infine, vorrei ricordare l’esito positivo che accompagna la crisi climaterica, in cui la donna investe le proprie energie e supera il suo senso di dispersione e perdita, riscoprendo talenti, passioni o investendole nella cura familiare e del partner. La menopausa, infatti, come momento di rinascita e di ulteriore crescita, non come fine della sessualità e del senso di utilità.

 

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Bibliografia

  • Benvenuti, P. (2007). Psicologia dell’arco di vita. SEID: Firenze.
  • Deutsch, H. (1945). Psicologia della donna. Boringhieri: Torino.
  • Ministero della Salute (2019). Salute della donna: Menopausa.
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