Deep Transcranial Magnetic Stimulation: nuovo trattamento per il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Uno studio condotto dall’Università di Tel Aviv ha indagato gli effetti della deep Transcranial Magnetic Stimulation (dTMS) su persone con DOC.

ID Articolo: 168481 - Pubblicato il: 24 settembre 2019
Deep Transcranial Magnetic Stimulation: nuovo trattamento per il Disturbo Ossessivo Compulsivo
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Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), è una patologia invalidante con una prevalenza del 2%-23%; solo il 40%-60% dei pazienti risponde al trattamento. La stimolazione cerebrale non invasiva può rappresentare un nuovo trattamento alternativo, per modulare l’eccitabilità, l’attività e la plasticità neuronale. 

 

Messaggio pubblicitario  Il circuito cortico-striato-talamo-corticale (CSTC) sporge dalla corteccia allo striato, dallo striato al talamo, attraverso il globus pallidus, e quindi di nuovo alla corteccia.

Diverse ricerche hanno evidenziato il ruolo importante del circuito CSTC nel disturbo ossessivo compulsivo, dal momento che nei soggetti affetti sono state rilevate diverse anomalie in queste aree.

Il circuito è comunemente diviso in tre circuiti principali: sensomotorio, cognitivo e limbico; rispettivamente sono coinvolte le cortecce sensomotorie, la corteccia prefrontale dorsolaterale e le cortecce cingolate anteriori e orbitofrontali.

Queste ultime strutture sono spesso risultate iperattivate nei pazienti con DOC durante il riposo e ulteriormente iperattivate dopo la provocazione dei sintomi, sebbene la loro attivazione risultasse ridotta dopo un trattamento efficace.

Lo studio pubblicato su The American Journal of Psychiatry, condotto dall’Università di Tel Aviv, ha lo scopo di esaminare gli effetti della dTMS (deep Transcranial Magnetic Stimulation) sui soggetti che soffrono di DOC  e che non rispondono a nessuna terapia.

In particolare i ricercatori hanno stimolato delle aree ben precise, visto il loro coinvolgimento nel disturbo: la corteccia prefrontale mediale e la corteccia cingolata anteriore.

La ricerca multicentrica è stata effettuata in 11 centri diversi, 9 negli USA, 1 in Israele e 1 in Canada, da ottobre 2004 fino a febbraio 2017.

Messaggio pubblicitario  Lo studio consisteva in tre fasi: una fase di screening di 3 settimane, una fase di trattamento di 6 settimane (composta da 5 settimane di trattamenti giornalieri 5 giorni a settimana e quattro trattamenti durante la sesta settimana) e una fase di follow-up dopo 4 settimane.

Per la ricerca sono stati reclutati 100 soggetti, di cui 28 tramite pubblicità sul web e 72 tramite segnalazioni dei medici locali, in seguito la diagnosi di DOC è stata confermata da un medico, attraverso un’intervista clinica strutturata per il DSM5. L’età dei partecipanti era compresa tra i 22 e 68 anni, inoltre, i loro punteggi alla Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (YBOCS) dovevano essere superiori a 20.

I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto un trattamento “placebo” mentre il secondo la dTMS.

Il trattamento “placebo” produceva una sensazione al cuoio capelluto, i partecipanti venivano informati sulla possibile contrazione involontaria del viso o della mano, erano all’oscuro della loro condizione di trattamento, inoltre veniva assegnata loro una scheda magnetica che regolava la bobina del casco, la quale si sarebbe attivata dopo il posizionamento del casco.

I due gruppi hanno mostrato una riduzione diversa nei punteggi relativi alla YBOCS: il secondo gruppo ha avuto una riduzione maggiore rispetto al primo, rispettivamente il secondo di 6 punti, mentre il primo solo di 3 punti.

La risposta iniziale al trattamento con dTMS era del 38.1 %, dopo 1 mese del 45.2 %, mentre per il trattamento “placebo” dell’11.1% e del 17.8%. Durante la fase di follow up i due gruppi continuavano a presentare una differenza significativa nella risposta al trattamento.

Concludendo, le stimolazioni della dTMS ad alta frequenza sulla corteccia prefrontale mediale e sulla corteccia cingolata anteriore hanno migliorato significativamente i sintomi del DOC, perciò questo nuovo trattamento può essere considerato un intervento efficace per i pazienti che non rispondono adeguatamente agli interventi farmacologici e psicologici.

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