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La consulenza psicologica al passo con i tempi

Consulenza psicologica online: molti psicologi offrono ormai servizi sul web. In cosa differiscono da quelli dal vivo? Ne risente l'efficacia?

ID Articolo: 162987 - Pubblicato il: 04 marzo 2019
La consulenza psicologica al passo con i tempi
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Con la diffusione del web in pianta stabile nelle vite della maggior parte delle persone, anche gli strumenti di comunicazione con il tempo stanno cambiando e offrono sempre nuove soluzioni agli utenti.

Arianna Pallavicino e Carmen Ricciardelli

 

Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione a distanza e la loro rapida diffusione hanno aperto anche agli psicologi la possibilità di un loro utilizzo non solo ai fini di informazione o di pubblicità, ma per fornire prestazioni professionali (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, 2013).

Consulenza psicologica online: cos’è

Messaggio pubblicitario Al momento attuale, le pratiche di attività psicodiagnostica e psicoterapeutica effettuate via Internet potrebbero risultare non conformi ai principi espressi negli artt. 6, 7 e 11 del vigente Codice Deontologico degli Psicologi Italiani ed in tal caso sarebbero sanzionabili. Invece sono ammesse da tutti gli Ordini Regionali Italiani (ad eccezione dell’ordine della regione Lazio) le consulenze psicologiche on-line, un incontro indiretto con uno psicologo tramite video chat, all’interno della quale l’individuo può̀ raccontare le proprie dinamiche quotidiane, i problemi e i disagi che si trova ad affrontare, ascoltando i punti di vista di un professionista.

L’utenza può entrare in contatto con il professionista in vari modi o attraverso modalità di comunicazione sincrona (video-chat, chat, Skype, ecc) oppure asincrona (e-mail).

Il fenomeno delle prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza, anche in Italia, si sta manifestando con quelle caratteristiche di novità e di rapida trasmissione tipiche del contesto informatico. Esso sembra aver avuto un impatto interessante sull’utenza, che lo utilizza sempre più spesso per ricevere informazioni circa il proprio stato psicologico.

Consulenza psicologica online: alcuni studi

Alcuni studi hanno mostrato i vantaggi delle consulenze psicologiche online.

Zabinski e coll. (2001) hanno condotto un programma “Student bodies” per ridurre la patologia di donne a rischio di Disturbi Alimentari. L’intervento, è stato condotto mettendo a confronto due gruppi di donne sottoposte al medesimo trattamento (letture psico-educazionali, compiti a casa, diario di bordo); di questi, uno poteva contare anche sul supporto in chat (gruppo sperimentale) e un altro no (gruppo di controllo).

I partecipanti hanno riportato un’alta soddisfazione per l’intervento avvenuto attraverso il mezzo tecnologico. In questa ricerca si è potuto osservare che l’intervento online era efficace nel ridurre le problematiche legate all’immagine corporea.

In un altro studio (Yager Z, O’Dea JA, 2006) vengono riportati i vantaggi della consulenza psicologica online: un supporto più immediato, che risulta utile nei casi di emergenza; è utile come primo step per testare gli interventi e decidere eventualmente di proseguire con una terapia reale; è un servizio che rimane sempre a disposizione anche del paziente impossibilitato a muoversi da casa; è utile come approccio preventivo, per informare e sensibilizzare le persone a ridurre i problemi prima che sfocino in psicopatologie; il tempo di risposta a disposizione aumenta le riflessioni e la possibilità di introspezione, perché il solo fatto di scrivere rispetto ai propri problemi o conflitti aiuta a “distaccarsi” dalle problematiche e favorisce l’elaborazione di queste; inoltre, la “presenza virtuale” favorisce l’espressione delle proprie problematiche diminuendo la resistenza.

Consulenza psicologica online: cosa ne pensano gli psicologi

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Ma cosa pensano i professionisti italiani rispetto alle consulenze erogate online?

La diffusione dei servizi psicologici online in Italia sembra essere connessa con un importante rischio denominato “Digital Professional Divide”, che si caratterizza per un profondo divario tra quei professionisti in grado di promuoversi attraverso il web e coloro che non lo fanno. Un’ulteriore ipotesi futura è quella del “Horse Racing”, uno scenario in cui alle attuali logiche di colleganza e solidarietà tra psicologi, prevarranno quelle economiche, basate su potere d’acquisto, aggressività e competizione (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, 2017). Per affrontare questi rischi è importante che vengano rispettate le norme deontologiche che regolano la professione anche sul web; esse si riferiscono alla possibilità di identificare l’autore delle prestazioni offerte, al consentire un livello di visibilità proporzionale alla formazione e competenza e monitorare il fenomeno (ibidem).

Navigando online e inserendo nel motore di ricerca le parole “consulenze psicologiche online”, compaiono numerosi siti web che offrono tale servizio, sottolineando i numerosi vantaggi che questo tipo di prestazioni offrono. Accedere a questo tipo di servizi è molto facile: basta disporre di un collegamento ad Internet e di un mezzo di telecomunicazione a distanza dotato di webcam, come ad esempio un computer, uno smartphone o un tablet, per potersi collegare.

Appare evidente che ogni professionista per poter stare al passo con i tempi debba riuscire ad utilizzare anche queste nuove forme di comunicazione. Nonostante i numerosi vantaggi occorre però non sottovalutare le perdite che questo tipo di consulenze comportano come il linguaggio non verbale, il contatto visivo e l’empatia che si creano solo attraverso un rapporto face to face. Difatti, alcune premesse implicite dell’intervento psicologico (CNOP, 2017) risultano essere: lo spazio e il tempo che devono coincidere, la prossimità fisica (deve esserci prossimità biologica e non mediata dalla tecnologia), contatto psicologico ai fini dell’intervento e la copresenza nel medesimo spazio fisico per l’efficacia della relazione e per stabilire l’alleanza terapeutica.

Queste premesse costituiscono prerequisiti per l’efficacia o dogmi?

E noi siamo davvero disposti a rinunciare a tutto questo?

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Bibliografia

  • Consiglio Nazionale Ordine Psicologi – Commissione Atti Tipici – Osservatorio e Tutela della Professione. (2017). Digitalizzazione della professione e dell’intervento psicologico mediato dal web. http://www.psy.it/wp-content/uploads/2015/04/Atti-Tipici_DEF_interno-LR.pdf.

  • Raccomandazioni del CNOP sulle prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza. (2013).

  • Yager, Z., O’Dea, J. A. (2006). Prevention programs for body image and eating disorders on University campuses: a review of large, controlled interventions. Health Education and Human Movement, Faculty of Education and Social Work, University of Sydney, Building A35, Sydney NSW, Australia.

  • Zabinski, M. F., Pung, M. A., Wilfley, D. E., Eppstein, D. L., Winzelberg, A. J., Celio, A., Taylor, C. B. (2001). Reducing risk factors for eating disorders: Targeting at-risk women with a computerized psychoeducational program. Department of Psychology, San Diego Joint Doctoral Program in Clinical Psychology, San Diego State University/University of California, San Diego, California, USA.

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