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Adulti con ADHD: come superare le sfide e le difficoltà legate al disturbo

Gli adulti con ADHD presentano difficoltà legate all'autocontrollo, all'attenzione, ai livelli di attivazione, ma vi sono strategie che possono aiutarli.

Di Francesca Fiori

Pubblicato il 29 Ago. 2017

Aggiornato il 18 Dic. 2017 12:53

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e dei livelli di attivazione. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità da parte degli adulti con ADHD di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente.

 

Le difficoltà che incontrano gli adulti con ADHD

Gli adulti con ADHD spesso si considerano persone improduttive, o ancor peggio, pigre e incompetenti.
Ottenere risultati, soprattutto se legati a compiti noiosi, può sembrare impossibile e chi ci prova spesso ne esce demoralizzato.

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e dei livelli di attivazione. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente.

Ma il vero problema del sentirsi incompetenti non è perchè chi ne è affetto è una persona inefficace o inutile; il problema risiede, in realtà, nel non possedere le strategie efficaci.

Questo quanto afferma Roberto Olivardia, psicologo clinico specializzato in individui con ADHD e lui stesso affetto da questo disturbo.
Egli ha suggerito agli adulti con ADHD di pensare a se stessi come “produttori in corso”.

Le strategie che possono essere utili per gli adulti con ADHD

Se dovessimo fare un tour nell’universo dell’ADHD cosa troveremmo? Vediamo quali sono le sfide più ardue per alcuni soggetti intervistati.

Per Roberto Olivardia la sfida più grande nel fare compiti più complessi del normale è la mancanza di motivazione per cose che non sono urgenti o emozionanti.

Ecco perché secondo lui, una strategia utile sarebbe quella di creare un senso di urgenza con dei timer.
Per esempio: egli non ama la falciatura del prato, quindi quando deve farlo imposta un timer di 34 minuti e 32 secondi e cerca di battere quel tempo; questo fornisce una certa stimolazione al compito, come se stesse intraprendendo una gara.

Risulta inoltre utile separare un compito in piccoli passi in modo che questi sembrino gestibili e richiedano poca energia.
Per esempio, quando Olivardia scrive un documento di ricerca, lo scompone in questi passaggi:
1) Carta 2) Assicurarsi che l’inchiostro e la carta siano pronti e la scrivania sia pulita 3) Scrittura della bibliografia 4) Scrivere l’introduzione 5) Scrivere il metodo 6) Scrivere la sezione dei risultati 7) Scrivere la conclusione 8) Leggere la bozza e fare qualsiasi modifica.
Infine, Olivardia ricorda che compiti noiosi o impegnativi sono semplicemente noiosi o impegnativi, “non esiste un modo magico per renderli piacevoli” ricorda inoltre.

Abbiamo visto dunque come la motivazione possa essere una strategia efficace, vediamo ora invece la sfida più grande per Bonnie Mincu, con diagnosi di ADHD e fondatrice della pratica di coaching “Thrive with ADD”.

La strategia più efficace per lei è quella di crearsi degli imprevisti.
Come imprenditrice, ha un’agenda con un programma scandito da scadenze: ciò che aiuta Mincu è infatti creare una scadenza, oltre che stabilire un’ora di partenza del compito che si propone di svolgere; se avvengono poi imprevisti l’importante è stare negli orari stabiliti.
Per esempio, quando deve lavorare ad una pagina web, Mincu si crea una schema nel quale mette a che ora lavorerà ad una determinata pagina, quanto tempo impiegherà e quando finirà.
Altra sfida da affrontare per chi soffre di questa patologia, sono le distrazioni e quanto queste possano deconcentrare.

Per Dana Rayburn, anch’essa affetta da ADHD, la sfida più grande sono appunto le distrazioni quali “Facebook, email, telefonate, messaggi di testo, spettacoli televisivi, libri, familiari e amici”, ha detto Rayburn, che conduce programmi di coaching privati e di gruppo per persone con ADHD.
Per questo ha sviluppato un processo a tre fasi per affrontare le distrazioni. Naturalmente, per prima cosa è importante che ci si accorga che l’attenzione si è defocalizzata. In secondo luogo bisogna controllare le distrazioni ed infine, reindirizzare l’attenzione al compito.

Per le persone con ADHD quindi cosa impedisce di essere produttivi?
Non conoscere il “colpevole” specifico, quindi non riconoscere effettivamente quello che ci sta distraendo, è in realtà il blocco più grande per ottenere dei risultati, ha detto Mincu.
Frequentando le persone con ADHD sente spesso dire : “Per qualunque motivo non ho fatto [il compito]”.
Tuttavia, c’è sempre una ragione, e identificare che ragione o che motivi specifici si sono intromessi nella riuscita del compito possono aiutare a trovare la strategia giusta per superare la sfida.

Per esempio, se ci si sente stressati perché sembra che si abbiano troppe cose da fare, la soluzione è quella di preparare un piano e creare un calendario che aiuta a visualizzare che c’è tempo per tutto ciò che è nell’elenco.

 

Ovviamente, identificare le trappole della produttività potrebbe non essere così semplice. Questo è il momento in cui entra in gioco l’aiuto di un allenatore o di un terapeuta.
È anche importante osservare se stessi. Ogni volta che si tenta di eseguire un’attività, cosa succede? Come ci si sente? Quali pensieri si hanno? Quando si è in grado di completare un’attività, che tipo di compito è? Qual è l’ambiente idoneo per farlo? In altre parole, cosa sembra che possa aiutare a compiere quel compito?

Ottenere le cose quando soffri di ADHD può essere difficile, poiché l’ADHD colpisce tutto, dalla capacità di sostenere l’attenzione alla capacità di priorità.
Ma, come dimostrano alcuni adulti con ADHD, è assolutamente possibile superare i propri ostacoli.
La chiave è identificare le insidie personali e trovare soluzioni ADHD-friendly che funzionino.

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