Come prendere la decisione migliore? Basta non pensarci! Soprattutto in italia – Is unconscious judgment culture bound?

Il pensiero inconsapevole porterebbe a decisioni migliori per l’individuo: tale effetto di decisione senza attenzione è stato dimostrato da recenti studi

ID Articolo: 145303 - Pubblicato il: 24 aprile 2017
Come prendere la decisione migliore? Basta non pensarci! Soprattutto in italia – Is unconscious judgment culture bound?
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Siamo solitamente portati a pensare che la decisione migliore richieda del tempo e un’attenta valutazione dei pro e dei contro, tuttavia una serie di studi recenti, facendo riferimento alla teoria del pensiero inconsapevole, dimostra esattamente l’opposto.

 

Quando ci troviamo nella situazione di dover decidere qualcosa di importante per la nostra vita, siamo solitamente portati a pensare che la decisione migliore richieda del tempo e un’attenta valutazione dei pro e dei contro. Eppure una serie di studi recenti, condotti in Olanda, dimostra esattamente l’opposto.

Secondo gli autori, quando si tratta di decisioni su questioni “semplici”, prendersi del tempo per valutare le caratteristiche e gli scenari possibili è effettivamente vantaggioso e può aiutare a prendere la decisione migliore. Tuttavia, quando sono in ballo decisioni “complesse”, vale a dire quelle che includono un gran numero di caratteristiche, fattori e scenari possibili, i loro studi dimostrano che non pensarci affatto e scegliere per così dire d’istinto, porti a una decisione migliore di quanto non faccia un’attenta riflessione in merito.

 

La funzione del pensiero inconsapevole nel decidere

Nella saggezza popolare esiste la credenza nel “dormirci sopra”, prima di decidere. E questo, a quanto pare, potrebbe essere vero. Infatti, gli studi di Dijksterhuis e colleghi (2006) si basano sulla teoria del pensiero inconsapevole (Unconscious Thought Theory, Dijksterhuis e Nordgren, 2006), che non ha niente a che fare con l’inconscio freudiano, ma indica un tipo di pensiero che avviene al di fuori della nostra coscienza e che opera in parallelo rispetto al pensiero consapevole, vale a dire ciò che noi effettivamente pensiamo.

Messaggio pubblicitario Il pensiero inconsapevole è più ampio e creativo, meno soggetto alle restrizioni culturali e sociali. Ecco perché, se lasciato agire, il pensiero inconsapevole porterebbe alle conclusioni più favorevoli per l’individuo. Le implicazioni di questi risultati sono davvero importanti. Se capi di stato, giudici o grandi manager prendessero le loro decisioni senza pensarci sopra, ci sentiremmo più sicuri? Il cosiddetto effetto di decisione senza attenzione è stato dimostrato da una serie di studi che ponevano i soggetti nella situazione di scegliere, in una lista di più oggetti, quello con le caratteristiche migliori.

Un gruppo di soggetti era nella condizione di poter riflettere sulle caratteristiche degli oggetti (automobili, appartamenti ecc.), mentre il gruppo sperimentale doveva scegliere il migliore di essi, dopo averne letto solo superficialmente le caratteristiche. Degli oggetti presentati, solo uno possedeva le caratteristiche migliori. Ebbene, tutti gli studi condotti dagli autori dimostravano che i soggetti che non avevano avuto il tempo di riflettere sceglievano l’oggetto migliore, mentre quelli che avevano avuto alcuni minuti per valutare le varie opzioni sceglievano quella che possedeva un minor numero di caratteristiche positive.

Troppo bello per essere vero? Sì, purtroppo. In realtà, l’effetto di decisione senza attenzione, guidato dal pensiero inconsapevole, non si otteneva quando le decisioni erano semplici, cioè quando gli oggetti presentati avevano poche caratteristiche fra cui scegliere. In questo caso i soggetti che avevano avuto il tempo di riflettere avevano scelto l’oggetto migliore.

 

Pensiero inconsapevole e decisioni: come decidono gli Italiani?

Inoltre, questi esperimenti sono stati replicati da altri studiosi internazionali, fra cui il mio team di ricerca dell’Università di Leiden, in Olanda (Vivo et al., 2011, unpublished). Purtroppo, molti altri studi non hanno confermato i risultati.

Il nostro studio, invece, aveva lievemente modificato il disegno di ricerca originale, ma la differenza più evidente consisteva nell’aver scelto soggetti italiani e non olandesi, come negli altri studi. Ottenemmo risultati straordinari, confermando e superando quelli degli autori originari. Tant’è che supponemmo una specificità culturale nell’uso del pensiero inconsapevole. Gli italiani, avendo uno stile cognitivo meno rigido, normativo e preciso dei popoli nordici, come si riflette nella nostra cultura, e avendo caratteristiche di creatività e immaginazione, sembrerebbero fare un uso più estensivo del pensiero inconsapevole. Prima di cedere alla tentazione di prendere le decisioni importanti a “occhi chiusi”, però, sono necessari molti studi più approfonditi.

 

Nella prossima pagina la versione in inglese: Is unconscious judgment culture bound?

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