Le donne accessorio: mantenere la quiete mediatica o prendere una posizione?

Uno studio ha indagato le reazioni delle donne alle pubblicità mediatiche in cui le donne stesse vengono spesso rappresentate come accessori o sessualizzate

ID Articolo: 142584 - Pubblicato il: 16 gennaio 2017
Le donne accessorio: mantenere la quiete mediatica o prendere una posizione?
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Come reagiscono le donne italiane quando realizzano che il massiccio utilizzo televisivo della donna perfetta in bikini, fa sì che la donna venga vista come un oggetto sessuale?

 

La donna sempre più sessualizzata nelle pubblicità

La Dr.ssa Francesca Guizzo dell’Università degli Studi di Padova, afferma che molte di loro sono indignate e sostengono le proteste contro tale oggettivazione sessuale femminile. E’ lei in prima persona che, credendo fortemente in queste campagne di sensibilizzazione contro queste immagini troppo sessualizzanti e contro lo stereotipo della donna perfetta, è convinta che una presa di posizione possa portare ad un cambiamento.

In occidente siamo fin troppo esposti, a livello mediatico, ad immagini di donne poco vestite e fin troppo provocanti spesso utilizzate come strumenti decorativi per attrarre nuovi consumatori. Le donne sono più propense rispetto agli uomini ad essere sessualizzate nelle pubblicità, nelle riviste, film e via dicendo. Questa situazione degrada l’immagine delle donne, influenza il modo in cui vengono trattate nella vita quotidiana e incide significativamente sulla loro psiche, per non parlare della loro autostima.

 

Lo studio

Messaggio pubblicitario Per far luce sulla influenza dei mass-media italiani, i ricercatori della Dr.sa Guizzo hanno reclutato 78 uomini e 81 donne. Ai partecipanti è stato chiesto di visionare una prima breve clip televisiva in cui le donne vengono sessualmente oggettivate, la seconda clip è uguale alla prima ma con l’aggiunta di un commento che spiega il motivo per cui il filmato degrada le donne (video clip di critica), e infine viene fatto visionare loro un documentario naturalistico (per la condizione di controllo).

La componente femminile dell’esperimento, una volta visionato il video clip di critica, si è sentita più arrabbiata di quanto non fosse già precedentemente, di come i media italiani tendono a svantaggiare la loro figura. Lo stesso effetto non è stato osservato tra gli uomini.

I risultati in linea di massima suggeriscono che la massiccia e assidua esposizione ai media possa portare alla pericolosissima considerazione che l’oggettivazione femminile sia nella norma, riducendo così le probabilità di reazioni nelle persone
afferma la Dr.sa Guizzo.

Lei crede che le campagne di sensibilizzazione potrebbero rappresentare, almeno per le donne, un potente strumento per motivare le persone ad impegnarsi in una azione collettiva volta a migliorare l’immagine che i mass-media danno delle donne.

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