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Marijuana a scopo terapeutico nel trattamento dell’alcolismo e della dipendenza da oppioidi

Nonostante le controversie legate all'utilizzo della marijuana, è stato dimostrato che essa può avere effetti terapeutici in alcune situazioni specifiche.

ID Articolo: 141555 - Pubblicato il: 19 dicembre 2016
Marijuana a scopo terapeutico nel trattamento dell’alcolismo e della dipendenza da oppioidi
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Quello sull’uso della marijuana è un tema controverso che vede da un lato un acceso dibattito sugli effetti che essa può avere sulla psiche e il comportamento, soprattutto degli abusatori, dall’altro lato si arricchisce di considerazioni cliniche e politico-sociali, dovute agli aspetti che riguardano il suo uso terapeutico e la possibilità di una sua legalizzazione, laddove questa non sia già avvenuta.

 

L’uso terapeutico della marijuana

Un gruppo di ricerca della University of British Columbia (UBC), capeggiata da Zach Walsh, professore associato della facoltà di psicologia all’UBC Okanagan Campus, ha condotto uno studio volto ad analizzare gli scopi del consumo di cannabis e gli effetti che essa ha su vari gruppi di soggetti. La ricerca è consistita in una revisione di 31 articoli collegati al rapporto tra uso terapeutico della cannabis e salute mentale e di 29 articoli riguardanti il rapporto tra uso della cannabis non terapeutico e salute mentale.

Messaggio pubblicitario Per quanto riguarda l’uso terapeutico, la ricerca ha evidenziato che l’utilizzo della marijuana potrebbe aiutare gli alcolisti e le persone affette da dipendenza da oppioidi ad abbandonare le loro abitudini nocive.

I risultati hanno suggerito che le persone potrebbero fare uso terapeutico di cannabinoidi allo scopo di uscire dall’utilizzo di sostanze che sarebbero potenzialmente più nocive, come gli oppioidi utilizzati come antidolorifici
sostiene Zach Walsh.

Inoltre, la revisione sistematica della letteratura sull’utilizzo terapeutico della cannabis e sulla salute mentale, ha anche evidenziato che essa potrebbe essere efficace per la sintomatologia depressiva, per il PTSD (Disturbo Post-Traumatico da Stress) e per l’ansia sociale.

Revisionando i risultati, seppur limitati, sull’uso medico della cannabis, sembra che i pazienti e coloro i quali hanno dato il proprio sostegno per l’uso della cannabis come strumento per ridurre i danni e per la salute mentale, abbiano motivazioni valide
sostiene Walsh.

 

Utilizzo non terapeutico della cannabis: le controversie

Messaggio pubblicitario Più controverso rimane invece il tema dell’utilizzo non terapeutico della cannabis. I risultati che la revisione ha evidenziato hanno infatti portato i ricercatori a concludere che la marijuana potrebbe non essere raccomandata per condizioni psichiche come disturbo bipolare e psicosi. Inoltre intossicazioni acute o uso recente di cannabis porterebbero a deficit reversibili con una potenziale influenza sulla valutazione cognitiva, in particolare sui test di memoria a breve termine.

Il team di ricerca suggerisce che, con la possibile legalizzazione della marijuana in Canada entro il prossimo anno, sia importante identificare delle possibili modalità professionali per agevolare la salute mentale, al di là dello stigma sociale, per riuscire a comprendere meglio i rischi e i benefici connessi al suo utilizzo.

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