Cosa ci fa restare insieme? Attaccamento ed esiti della relazione di coppia (2010) – Recensione

Un'utile guida per i terapeuti di coppia, in cui i rapporti d'amore sono analizzati alla luce della teoria dell’attaccamento e dei sistemi motivazionali

ID Articolo: 139672 - Pubblicato il: 19 settembre 2016
Cosa ci fa restare insieme? Attaccamento ed esiti della relazione di coppia (2010) – Recensione
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Scorrevole e utile guida per i professionisti che si occupano di terapia di coppia, il manuale si propone di analizzare le dinamiche della relazione a due a partire dai principi della teoria dell’attaccamento, soffermandosi sulla considerazione degli aspetti di continuità e/o discontinuità tra le esperienze individuali passate e presenti e sulla valutazione della loro influenza nel definire il funzionamento e l’esito della relazione di coppia (durata, stabilità, riuscita).

 

Interpretando il sentimento d’amore come ‘uno stato dinamico che comprende i bisogni di entrambi i partners e le loro capacità di attaccamento, accudimento e sessualità‘ in accordo con molti teorici dell’attaccamento (Shaver e Mikulincer 2002; Mikulincer e Goodman 2006; Feeney 2008), secondo gli autori Castellano Rosetta, Velotti Patrizia e Zavattini Giulio Cesare, sarebbe possibile comprendere pienamente il legame tra i partners solo chiarendo l’interazione integrata tra i principali sistemi motivazionali implicati nelle relazioni di coppia:

  • Il sistema di attaccamento: stimolato dalla ricerca e dal mantenimento della vicinanza al partner, è finalizzato a garantire un approdo sicuro da eventuali situazioni difficili;
  • Il sistema di accudimento: attivato dalle richieste d’aiuto o dai segnali di disagio di un partner, è in grado di mostrare interesse, offrire protezione e conforto tramite rassicurazioni e azioni concrete di assistenza anche strumentale;
  • Il sistema sessuale: innescato dal desiderio e dall’attrazione fisica, è volto a soddisfare la componente edonica e ad assicurare la trasmissione del patrimonio genetico.

Messaggio pubblicitario Una buona relazione di coppia sarebbe, quindi, caratterizzata da una situazione di equilibrio dinamico tra questi tre sistemi che può però comprendere delle fisiologiche e temporanee fasi di sbilanciamento in concomitanza di specifici eventi esterni (il lutto di una figura significativa per uno dei due partner, il cambio o la perdita del lavoro, una malattia ecc.).

Secondo Judith Feeney (2003) ed il suo modello del ‘circolo della sicurezza‘, alla base di una relazione equilibrata ci sarebbero un bilanciamento e una reciprocità tra i comportamenti di caregiving (Vi è la capacità di fornire accudimento al partner quando richiesto?) e di care-receiving/ seeking (Vi è la capacità di richiedere un accudimento al partner nei momenti di bisogno?). Il posizionamento rigido ed esclusivo nel ruolo di caregiver (capace di fornire cure) da parte di un partner e nel ruolo costante di care-receiver (oggetto delle cure) da parte dell’altro determinerebbe un assetto asimmetrico che non favorirebbe nel lungo termine né un percorso esplorativo e di crescita individuale, né un’evoluzione delle dinamiche di coppia.

L’esperienza di intimità dipenderebbe anche dal livello di autonomia ed indipendenza sperimentato all’interno della coppia (Vi è la capacità di sentirsi a proprio agio con se stessi in quanto persona autonoma e indipendente, pur stando in coppia?) che deriva da una negoziazione soggettivamente soddisfacente del rapporto tra vicinanza e distanza emotiva. Una coppia equilibrata è in grado di tollerare le normali oscillazioni tra questi due poli.

Messaggio pubblicitario La funzionalità del rapporto di coppia, inoltre, non è data da uno stato di permanente sintonia, quanto piuttosto dalla capacità di ripristinare l’equilibrio dei sistemi motivazionali in seguito agli eventi critici e di riparare i passaggi dagli stati armonici a quelli disarmonici che sono quelli che più frequentemente viviamo (Vi è la capacità di negoziare rispetto ad eventuali discussioni che possono sorgere?).

Diversamente dalle rotture dannose che sono caratterizzate da rabbia, rifiuto e violenza, le rotture benigne sono riparabili attraverso meccanismi di riconnessione emotiva che sono volti a ripristinare il livello di contatto abituale della coppia e che sono, dunque, funzionali all’adattamento reciproco e all’affinamento in fieri delle specifiche strategie relazionali.

Il funzionamento del rapporto di coppia non è dunque prevedibile solo in base alle storie d’attaccamento dei due partners, ma dipende fortemente anche dall’impegno individuale e dal reciproco e continuo processo di coregolazione affettiva.

 

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Bibliografia

  • Castellano, R., Velotti , P., Zavattini, G. C. (2010). Cosa ci fa restare insieme? Attaccamento ed esiti della relazione di coppia. Il Mulino Editore.
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