La Scala della Valutazione del Benessere: un nuovo strumento di valutazione del costrutto

La SVB di Lorenzini e Scarinci misura le componenti del benessere: senso della vita, consapevolezza, relazionalità, trascendenza e accettazione

ID Articolo: 118932 - Pubblicato il: 21 marzo 2016
La Scala della Valutazione del Benessere: un nuovo strumento di valutazione del costrutto
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La Scala della Valutazione del Benessere costituisce un ottimo strumento di assessment soprattutto per i clinici che nella loro attività si occupano di promozione del benessere psicologico e non solo.

 

Nonostante il benessere sia un tema ancora oggi attuale e altamente discusso, manca in letteratura una definizione universalmente condivisa su cosa sia e quali elementi lo compongano. Lo stesso benessere psicologico risulta ad esempio composto da dimensioni differenti rispetto al benessere soggettivo (Lorenzini e Scarinci, 2013).

Messaggio pubblicitario Scarinci e collaboratori (2016), allo scopo di creare uno strumento in grado di misurare il costrutto benessere, definiscono il benessere psicologico come derivante dalla ‘percezione della possibilità positiva di modellare il proprio mondo secondo scopi‘, mentre il benessere soggettivo risulta essere ‘il vissuto emotivo derivante dal significato che se ne ricava‘.

Al di là di queste differenze gli autori individuano alcuni elementi trasversali e comuni alle diverse interpretazioni del benessere, come la presenza di un progetto di vita e la creazione di una rete sociale appagante da un punto di vista affettivo. Un ruolo chiave in questi processi risulta svolto dalle abilità di accettazione, ovvero dalla capacità di accogliere e dare spazio a emozioni e sentimenti negativi (Harris, 2011), rinunciando a contrastarli attivamente. A sua volta, tale atteggiamento pone le giuste basi per riuscire a vedere oltre e prepara il terreno per maturare una consapevolezza metarappresentativa (Lorenzini, Scarinci, 2013, p. 94), che permette all’individuo di dare un senso alle esperienze del quotidiano.

Da questo modello teorico nasce la volontà degli autori di sviluppare uno strumento completo, in grado di misurare le diverse componenti che sono risultate significative nel determinare il benessere: senso della vita, consapevolezza, relazionalità, trascendenza e accettazione.

Per fare ciò, i ricercatori hanno creato un questionario a partire da altri strumenti, a loro volta validati per le dimensioni considerate, selezionando 40 item che sono andati a comporre la Scala per la Valutazione del Benessere (SVB). Attraverso il canale informatico, hanno partecipato alla validazione dello strumento 136 individui, a cui era richiesto di esprimere il loro accordo rispetto alle affermazioni di ciascun item su una scala Likert a 5 punti.

Le analisi dei risultati hanno portato alla selezione di 22 item, afferenti a 4 diversi fattori: senso della vita e consapevolezza (che sono risultati raggruppabili in un’unica dimensione dello strumento), relazionalità, trascendenza e accettazione. Questa seconda versione è stata riproposta a un nuovo campione di 176 soggetti, affiancata al Psychological Well-Being Scales (PWB, Ryff & Singer, 1996), strumento storicamente utilizzato nella ricerca sul benessere e alla Symptoms Checklist – 90 (SCL-90, Derogatis et al., 1994; Sarno et al., 2011) per la raccolta di eventuali sintomi psicologici.

Messaggio pubblicitario La Scala per la Valutazione del Benessere ha nel complesso mostrato buona affidabilità e la correlazione inversa con la SCL-90 indica capacità predittiva per il costrutto indagato.

I fattori maggiormente predittivi risultano essere senso della vita e consapevolezza, confermando precedenti studi svolti con tecniche di neuroimaging (Schacter et al., 2007; Heller et al., 2009). La scala trascendenza risulta la meno rappresentativa, dato coerente con la letteratura e probabilmente dovuto alla scarsità di item (4) che la compone.

La scala costituisce un ottimo strumento di assessment soprattutto per i clinici che nella loro attività si occupano di promozione del benessere. In quest’ambito, Lorenzini e Scarinci (2013) hanno teorizzato un intervento specifico che si basa proprio sulle dimensioni analizzate dalla SVB, utilizzabile in modo autonomo o integrato, che si pone come ‘obiettivo uno spostamento dell’attenzione verso aspetti positivi dell’esistenza del soggetto, l’incremento del decentramento per favorire la costruzione di una rete di relazioni soddisfacenti, l’accettazione dei limiti che l’esistenza propone, l’individuazione di scopi-valore come direttrici esistenziali per la scelta di piani di vita funzionali’ (Scarinci et al., 2016). La sinergia tra strumenti di assessment e modalità di intervento non può che riflettere l’effettiva efficacia delle dimensioni affrontate durante la terapia, permettendo di cogliere i passi svolti verso il reale raggiungimento del benessere.

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