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Philofobia: quando innamorarsi può far paura

La philofobia è una fobia specifica: la persona percepisce l'amore come una minaccia, manifesta ansia e cerca di evitarlo. 

ID Articolo: 117440 - Pubblicato il: 03 febbraio 2016
Philofobia: quando innamorarsi può far paura
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La philofobia è una fobia specifica: innamorarsi spaventa, la persona vi percepisce dietro una minaccia e deve quindi starne alla larga evitando tutte le situazioni che in qualche modo lo tengano in contatto con la situazione temuta.

Cosa induce la paura?

Ogni essere umano ha indiscutibilmente paura di qualcosa. Ad incutere un certo timore potrebbe essere un particolare evento, una situazione, un determinato oggetto o un ipotetico scenario.
In ogni caso si ha paura di fronte ad un evento considerato in qualche modo minaccioso o pericoloso.
Talvolta ciò che la mente umana percepisce come una minaccia è l’imprevedibile, l’ignoto. Questo perché ciò che non si conosce è visto come incontrollabile, e quindi si è propensi a credere che non si posseggono le capacità personali giuste di affrontare una situazione poco conosciuta.

In altre circostanze anche un evento ben conosciuto e prevedibile potrebbe essere percepito come pericoloso, perché tale evento potrebbe essere avvertito come non controllabile, di fronte al quale potrebbero non possedersi le giuste risorse che permettano di gestirlo al meglio.
Molti individui hanno una personale paura o fobia. Si pensi a coloro che hanno paura delle altezze; c’è chi ha paura dei luoghi chiusi; chi teme alcuni animali; chi va in panico nelle situazioni d’esame.
Fobie di questo genere sono abbastanza frequenti, e anche facilmente decifrabili. Ad esempio una persona potrebbe temere i cani in quanto vede in essi una certa minaccia per la propria incolumità fisica.

Ma talvolta ad incutere paura potrebbe essere uno scenario che all’apparenza non possiede nulla di minaccioso, e in questi casi il soggetto che vi si trova coinvolto ha un grossa difficoltà a spiegarsene il perché.

 

La philofobia

Pare che molti soggetti sperimentino una paura di innamorarsi, o di instaurare una relazione dove alla base vi sia un innamoramento. Il termine tecnico di ciò è “Philofobia”.

Ebbene sì, esiste una forma di fobia nei confronti dell’amore, ed essa possiede tutte le caratteristiche tipiche di una fobia specifica:
– Paura marcata, persistente ed eccessiva nei confronti della situazione temuta;
– Risposta ansiosa e immediata all’esposizione dello stimolo fobico;
– La paura viene riconosciuta dal soggetto come eccessiva e irragionevole;
– Di fronte alla situazione minacciosa il soggetto mette in atto la strategia dell’evitamento.

Perché infatti la philofobia è una fobia specifica: innamorarsi spaventa, la persona vi percepisce dietro una minaccia e deve quindi starne alla larga evitando tutte le situazioni che in qualche modo lo tengano in contatto con la situazione temuta.

 

Philofobia: in che modo l’innamoramento può spaventare?

Messaggio pubblicitario San Giorgio fino al 15 Luglio Tutti noi siamo soliti nel considerare l’amore come un qualcosa di positivo, qualcosa che dà un beneficio alla persona, e non una cosa da cui bisogna stare alla larga.
Eppure varie ricerche hanno messo in luce che un buon numero di individui si dichiarano spaventati di fronte all’innamoramento (Tavormina, 2014).
Infatti sono molti i soggetti che quando si innamorano esperiscono emozioni molto intense: magari ansia (nei momenti in cui non si sa come doversi comportare con il partner o cosa aspettarsi da lui), felicità (quando le cose vanno bene ed entusiasmano), vergogna, rabbia o via dicendo. Comunque molto spesso queste emozioni vengono vissute con un’alta intensità, al punto tale che possono essere percepite dal soggetto che le esperisce come incontrollabili e che prendono il sopravvento sul proprio modo di fare e di pensare.

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA E per chi soffre di un qualsiasi tipo di fobia è impensabile perdere il controllo della situazione o di se stessi.
Quindi il philofobico non teme l’innamoramento in sé per sé, piuttosto la propria reazione di fronte all’evento, che potrebbe fargli perdere il controllo dei propri comportamenti e delle proprie emozioni e portarlo poi a comportarsi in maniera troppo istintiva e poco razionale.
Ma non vi è solo un timore di perdita di controllo come motivazione che sottende alla philofobia.
Pare che molti individui vedano dietro l’innamorarsi e nel condividere con l’altro i propri sentimenti un “mettersi a nudo”, mostrando quindi all’altro la parte reale di se stessi, quella priva di formalismi e in un certo senso più intima, privata (Manucci, Curto, 2003).

Ed in questi casi il soggetto evita di farsi troppo coinvolgere emotivamente con un’altra persona, in quanto si sentirebbe “invaso” da qualcun altro e perderebbe di conseguenza un po’ i propri spazi, sentendosi in qualche modo sopraffatto.
In ogni caso il risultato è quello che il soggetto, non appena esperisce un certo coinvolgimento emotivo che lo sta legando sentimentalmente ad un’altra persona, si allontana. E come qualsiasi altra fobia che si rispetti evita la situazione temuta.

 

Come superare la philofobia?

La philofobia andrebbe trattata come qualsiasi altro tipo di fobia. Un eventuale trattamento in merito avrà innanzitutto lo scopo di ridurre il livello d’ansia scatenato dall’evento o situazione temuta.
Successivamente andrebbero ridotti tutti gli evitamenti che il philofobico attua per in qualche modo difendersi.
Senza dimenticare che andrebbe sempre investigata la motivazione che sottende a questa paura del soggetto di farsi coinvolgere in un legame sentimentale. E qualora dietro questa fobia vi si celino delle personali idee disfunzionali andrebbero disputate affinché la persona possa vivere il rapporto di coppia senza alcun timore o percezione di minaccia.

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Bibliografia

  • Manucci C., Curto C. (2003), “Le nuove coppie. Modi e mode di stare insieme”, Roma: Armando Editore.
  • Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G. M. (2006), “Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento”, Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Tavormina R. (2014), “Why are we afraid to love?”, Psychiatria Danubina, Vol. 26, pp 178 – 183.  DOWNLOAD
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