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Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite: guida pratica per la riabilitazione (2015) – Recensione

In pazienti con malattie degenerative o cerebrolesioni, il training cognitivo per le demenze è utile a rallentare il deterioramento cognitivo 

ID Articolo: 117238 - Pubblicato il: 25 gennaio 2016
Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite: guida pratica per la riabilitazione (2015) – Recensione
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Training cognitivo per le demenze: Negli ultimi anni grazie al miglioramento delle cure mediche e in generale dell’allungamento della vita si sono rese sempre più necessarie tecniche cognitive che affiancassero le cure mediche nel trattamento di problematiche legate a malattie degenerative o cerebrolesioni.

 

Nelle persone con una malattia degenerativa il training cognitivo per le demenze ha la funzione di agire per rallentare il deterioramento cognitivo.

Messaggio pubblicitario Per quanto riguarda il trattamento delle demenze si è assistito ad un utilizzo sempre maggiore e sempre più precoce di tecniche di stimolazione cognitiva, con risultati positivi nel rallentamento del deficit cognitivo, tanto che molti training cognitivi rientrano ormai nei programmi sanitari di alcuni paesi.

Nei programmi riabilitativi rivolti a persone con deficit cognitivi in seguito a cerebrolesioni invece, i training cognitivi hanno lo scopo di recuperare e compensare, ove possibile le abilità compromesse.

La riabilitazione cognitiva è un concetto molto ampio e si basa sul concetto di plasticità cerebrale ovvero la capacità del cervello di modificarsi e ristrutturarsi in risposta all’ambiente e a nuovi stimoli. La pratica ripetuta di specifiche abilità cognitive può guidare il cervello nella riorganizzazione funzionale vicariando le abilità perse a causa della lesione o rinforzando le abilità preservate.

 

Training cognitivo per le demenze

Il training cognitivo per le demenze prevede programmi complessi che allenino attraverso specifiche attività i processi cognitivi danneggiati o che potenziano le abilità residue, ma che possono anche includere metodi di compensazione, come l’utilizzo di strategie e strumenti, e di gestione dei sintomi emotivo-comportamentali conseguenti alla patologia cerebrale.

Il training congnitivo consiste nella somministrazione ripetuta e guidata di esercizi disegnati appositamente per stimolare specifiche funzioni cognitive, e comprende esercizi per l’apprrendimento di materiale verbale o visuo spaziale, esercizi per la memoria procedurale, per la memoria episodica o spaziale, esercizi per l’attenzione sostenuta e divisa, esercizi per il problem solving, esercizi per le capacità prassiche, gnosiche e così via.

Messaggio pubblicitario Il manuale nella prima parte tratta brevemente una panoramica scientifica sulla funzione dei training cognitivi nel trattamento delle demenze e delle cerebrolesioni acquisite e fornisce le spiegazioni su come impostare un training personalizzato per un paziente, con compiti selezionati e somministrati secondo il principio della gradualità, utilizzando gli esercizi via via più difficili nel caso di recupero delle diverse abilità o semplificandoli in accordo con il proseguire della malattia degenerativa.

Nella seconda parte vengono invece presentati gli esercizi raggruppati in cinque domini cognitivi: orientamento, attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive. Per ogni esercizio vengono ricordate le abilità stimolate dallo stesso, viene fornita una spiegazione sulla modalità di somministrazione e alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili con alcuni pazienti o nella somministrazione di gruppo.

Le schede degli esercizi infine sono presentate nel CD-ROM allegato al volume e direttamente stampabili per la somministrazione.

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Bibliografia

  • P. Iannizzi, S. Bergamaschi, S. Mondini, D. Mapelli (2015) Il training cognitivo per le demenze e le cerebrolesioni acquisite: guida pratica per la riabilitazione. Raffaello Cortina Editore.
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