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Desiderare un figlio: un sostegno psicologico per affrontare i trattamenti di fecondazione omologa ed eterologa (2015) – Recensione

Il manuale descrive la difficile esperienza della PMA e offre strategie per non compromettere il legame di coppia e ridurre la sofferenza - Psicologia

ID Articolo: 115566 - Pubblicato il: 17 novembre 2015
Desiderare un figlio: un sostegno psicologico per affrontare i trattamenti di fecondazione omologa ed eterologa (2015) – Recensione
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Teresa Lamanna, OPEN SCHOOL STUDI COGNITIVI

 

Per l’essere umano procreare è un desiderio che si colora di investimenti affettivi complessi e profondi. La mancata realizzazione di questo desiderio innesca una serie di sentimenti (sgomento, frustrazione, senso di colpa, rabbia, abbattimento, senso di diversità) che spesso generano una crisi di vita.

L’autrice di questo libro propone una guida interessante, per chi è alle prese con il terreno scivoloso dell’infertilità, con lo scopo di innalzare  il livello di autocoscienza, ridurre il disagio sociale, migliorare la comunicazione di coppia, favorendo posizioni più propositive e bilanciate anche nell’interazione col medico per un accresciuto senso di attenzione verso di sè.

Il primo capitolo del libro illustra la storia di una coppia che scopre di avere un problema di infertilità e che decide di affidarsi al percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA). Spiega come la prima criticità si presenta nel momento in cui, dopo vari tentativi naturali di concepimento, l’esito è negativo. Illustra, quando la coppia decide di rivolgersi da uno specialista per ricevere indicazioni utili riguardo al problema e come il primo colloquio venga vissuto con ansia: se da una parte c’è la speranza di risolvere il problema, dall’altra c’è il terrore di non riuscirci.

Nel momento in cui la coppia decide di intraprendere un percorso di PMA, l’esito della gravidanza può risultare sia positivo che negativo.

L’esito positivo se da una parte può essere fonte di gratificazione e felicità, dall’altra parte può essere fonte di ansia e preoccupazioni dovute al timore di perdere il bambino. Quando invece il test dà esito negativo compare lo sconforto e la sensazione di aver fallito nuovamente. L’insuccesso del trattamento è un evento critico per la coppia che, se non gestito con efficacia, può creare crisi nella coppia stessa (ciò accade soprattutto quando i coniugi si chiudono in se stessi, evitando di affrontare il problema).

Messaggio pubblicitario Il secondo capitolo affronta il fenomeno dell’ infertilità da un punto di vista medico. Spiega la differenza tra infertilità e sterilità, le cause (sia di origine maschile che femminile) e la natura (sia organica che psicologica). Descrive, inoltre, le diverse tecniche di procreazione medicalmente assistita (tecniche di base o di I livello, e tecniche di II o III livello, più complesse e invasive).

Il terzo capitolo è dedicato a fattori psicologici legati alla scelta di intraprendere le tecniche di PMA. Le motivazioni che fanno nascere nella coppia il desiderio di generare un figlio sono molto importanti nella realizzazione del concepimento, nella gravidanza e nelle proiezioni future sul figlio. La diagnosi di infertilità è molto difficile da accettare. Un tema altrettanto importante è quello dell’attesa. Ovvero la capacità di dare a noi stessi un tempo per decidere se e come proseguire nel percorso, tra il timore di accettare la diagnosi, la paura di procedere per strade alternative, la necessità di fermarsi ed elaborare la propria sofferenza.

La diagnosi di infertilità comporta una revisione dell’immagine di sè, il bisogno di rivalorizzare la propria immagine, porte in sè anche l’esigenza di fare scelte importanti come quella di adottare, ricorrere a un trattamento di PMA o accettare di vivere senza figli.

Il quarto capitolo, invece, offre suggerimenti utili per superare i momenti critici e gestire le emozioni. Le indicazioni contenute nel libro offrono supporto e accompagnamento psicologico, ma naturalmente non sostituiscono il lavoro psicologico. L’autrice aiuta a comprendere più facilmente quelle strategie più efficaci per vivere con meno sofferenza l’esperienza di infertilità. Ma quando il disagio è forte e ingestibile è sempre meglio affidarsi ad uno specialista.

Messaggio pubblicitario Il setting terapeutico è sicuramente un’esperienza che può aiutare a mantenere circoscritta la sofferenza. Il libro fornisce esempi che possono aiutare le coppie a gestire meglio l’attesa dell’esito che può rendere l’esperienza ansiogena, in quanto le coppie da una parte sperano in un esito positivo, dall’altro provano angoscia per un eventuale fallimento.

Il quinto capitolo è dedicato alla fecondazione eterologa e affronta aspetti giuridici, storici e psicologici, tra cui la questione delicata di svelare o meno la modalità di concepimento al figlio.

È un manuale davvero utile per capire ed affrontare uno dei temi di vita che genera molta sofferenza. L’autrice descrive in modo chiaro la difficile esperienza dell’infertilità e offre, attraverso la lettura, la comprensione di strategie per non compromettere il legame di coppia e suggerimenti per affrontare con minore disagio la sofferenza.

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Bibliografia

  • Visigalli, R. (2015). Desiderare un figlio: un sostegno psicologico per affrontare i trattamenti di fecondazione omologa ed eterologa. Franco Angeli.
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